"CF Minibus" di kenjonbro
"CF Minibus" di kenjonbro

Don Vittorio ha chiesto al Sindaco di scrivere due righe a proposito del decennale della ristrutturazione dell’Oratorio, che verranno pubblicate sull’edizione speciale del bollettino parrocchiale proprio per celebrare l’importante ricorrenza.

Pubblichiamo una copia dell’intervento anche sul sito della lista civica:

 

Settembre 2011

Per quelli, come me, che nella seconda metà degli anni novanta hanno vissuto gli anni dell’adolescenza, è ancora vivo (forse più di altri, dato che ne eravamo i principali frequentatori esattamente in quel periodo, il punto di ritrovo nonchè l’elemento aggregativo per un’età che è generalmente “condivisione”) il ricordo del “vecchio” Oratorio di Ardesio, prima della sua ristrutturazione. Il Bedford arancione compagno di mille avventure, le perline di rivestimento del muro del bar, i videogame in stile vintage (ludica preistoria informatica), il teatro e le sue scomode sedie in legno ricoperte di tela rossa, le aule dello stabile con la tipica soletta “ballerina” suscettibile al minimo sobbalzo imprevisto, il tetto del bar sopra cui immancabilmente si finiva per giocare a pallavolo, il campo di calcio ove avevano luogo interminabili partite scandite dal suono delle campane con “primi tempi” che duravano ore intere, la fitta vegetazione che regnava sovrana nelle vicinanze dell’asilo: solo alcuni dei ricordi di un tempo passato, un’epoca sepolta, un microcosmo sparito. Mi rendo conto che, scritto in questi termini, possa suonare come una frase nostalgica, ma non è così, si tratta di una constatazione oggettiva, il “nuovo” Oratorio era (ed è, a dieci anni dalla sua realizzazione) quanto di più lontano si potesse immaginare rispetto al “vecchio”, sotto tutti i punti di vista. Un edificio bello, spazioso, imponente, radioso e funzionale ha definitivamente posto i titoli di coda al film che veniva proiettato in continuazione da decenni, ovvero un’ipotetica ristrutturazione che avrebbe dovuto e potuto sopperire alle mancanze della struttura, diventata poi realtà.

Ricordo le facce durante la festa per l’inaugurazione della nuova costruzione: increduli, constatavamo che tutto era cambiato, decisamente in meglio: aule luminose, un teatro di livello e dotato di strumentazione professionale, un campo da calcio sistemato, un campetto da pallavolo e da pallacanestro, un bar ed un salone con cucina attrezzata.

In parole povere, tutta un’altra cosa.

Tutti si spesero, a suo tempo, nel ringraziare Don Giuseppe e gli altri protagonisti che permisero questa trasformazione, ma sono dell’opinione che la comunità ardesiana non abbia sufficientemente espresso riconoscenza verso quelle persone, data la vastità e la portata dell’operazione e del lavoro che hanno saputo portare a termine nonostante le mille difficoltà (in primis quelle economiche) che hanno reso impervia la via della realizzazione. La ricorrenza del decennale, però, ci permette di colmare questa lacuna, abbiamo un’altra occasione per poter ribadire a gran voce tutta la nostra riconoscenza nei confronti dell’operato, con la consapevolezza che il primo ringraziamento debba essere la nostra presenza all’interno della struttura come fruitori (e propositori, ovviamente) delle molteplici attività che vengono presentate dai volontari che dedicano tantissimo del loro tempo libero, per creare quell’adesione sociale propria e tipica di un Oratorio moderno. Un organismo capace, quindi, di far dialogare età, culture e esigenze diverse in armonia ed entusiasta partecipazione collettiva, nel rispetto delle regole e dei diritti.

Dieci anni, il primo anniversario importante che viene vissuto con la dignità ed il ruolo educativo e formativo che caratterizza ed accompagna l’Oratorio e le persone che lo animano, con la certezza che questo sarà la prima di una serie di ricorrenze festose.

Grazie all’Oratorio, a chi lo sostiene, a chi lo rende vivo.

Alberto Bigoni, Sindaco di Ardesio