Il reporter Giorgio Fornoni in finale al premio Alpi

L'Eco di Bergamo, 30 agosto 2012, pagina 47
L'Eco di Bergamo, 30 agosto 2012, pagina 47
L'Eco di Bergamo, 30 agosto 2012, pagina 47

A pagina 47 de l’Eco di Bergamo del 30 agosto 2012, viene pubblicato un articolo di Marta Todeschini che sottolinea il fatto che Giorgio Fornoni sia in finale per il diciottesimo Premio Ilaria Alpi.

Ecco il testo:

Il reporter Giorgio Fornoni con il documentario «Giornalisti in prima linea» è in finale al 18° Premio Ilaria Alpi.

Il suo lavoro sulle minacce alla libertà di stampa in Russia e il silenzio assordante della Cecenia è in finale nella categoria Doc – Rai riservata ai filmati inediti. «Nel febbraio del 2000 sono entrato a bordo dei carri armati russi a Grozny: era la prima volta che i russi entravano». Lui, il commercialista di Ardesio con il fuoco del reporter, lui c’era. Ci tornò nel 2003, per intervistare Anna Politkovskaya. Di quel lungo dialogo andarono in onda 20 secondi, all’interno del documentario «L’altro terrorismo», per Report, su RaiTre. Nel 2006, quando la Politkovskaya fu uccisa, una battuta al Tg1.
Ora Fornoni si prende la rivincita: «Non mi importa se non vinco, perché essere finalista significa aver già vinto – commenta Fornoni al telefono dal suo Masù, la baita dove si trova in questi giorni –: riesco a dare voce al silenzio della Cecenia e alla mancanza di libertà di stampa in Russia». Il suo lavoro verrà infatti proiettato venerdì 7 settembre al Palazzo del turismo di Riccione – sede del premio giornalistico televisivo – dalle 10,30 alle 14. Il 1° agosto scorso Fornoni ha raccontato su «L’Eco di Bergamo» il percorso che lo ha portato a questo lavoro, dal primo viaggio in Cecenia del 2000 ad altri «fatti sotto banco, per raccogliere le testimonianze di gente che aveva subito tortura. Mi premeva raccontare ciò che succede lì, dove s’impone di minimizzare se non tacere».
La giuria ha premiato Fornoni: «La libertà di stampa e di espressione è da sempre un tema caro al premio – si legge sul sito dell’Osservatorio sull’informazione Ilaria Alpi –. Tra i paesi in cui i giornalisti sono più martoriati spicca la Grande Russia di Putin (fonte Freedom House). Sono duecento i giornalisti uccisi tra il 1993 e il 2009, quasi una media di 10 all’anno. Tra tutti, il caso più eclatante è quello di Anna Politkovskaja». Marta Todeschini