Rifiuti
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Fonte: Anci Lombardia

Il quotidiano spiega le ragioni degli aumenti col fatto che la Tares “dovrà prima di tutto finanziare integralmente il costo di raccolta e smaltimento rifiuti”, e inoltre dovrà coprire anche il pagamento dei cosiddetti “servizi indivisibili”.

Indipendentemente dalla singole scelte e delle opzioni di modulazione delle aliquote che ogni Comune potrà esercitare, esiste un solo dato certo: la Tares, nuova tassa sui rifiuti che da quest’anno sostituirà Tia e Tarsu, sarà senz’altro più cara rispetto alle precedenti tasse e tariffe sui rifiuti. Lo ribadisce oggi il Sole24Ore, spiegando le ragioni di questi aumenti certi innanzitutto col fatto che la Tares “dovrà prima di tutto finanziare integralmente il costo di raccolta e smaltimento rifiuti”, e inoltre dovrà coprire anche il pagamento dei cosiddetti “servizi indivisibili” (l’illuminazione delle strade, per esempio). Solo su quest’ultimo capitolo, il governo prevede un’entrata minima di un miliardo all’anno, che corrisponde al pagamento di 30 centesimi per ogni metro quadro di abitazione. I Comuni potranno inoltre innalzare questa richiesta fino a 40 centesimi al metro quadro, un aumento che secondo il quotidiano di Confindustria “sarà piuttosto diffuso e potrebbe portare il conto totale a 1,3 miliardi di incassi” maggiori rispetto al 2012.

Ma a quanto ammonterà questo aumento? Si arriverà fino al 20% in più, come previsto ad esempio dal bilancio preventivo del Comune di Milano.