Il bilancio previsionale 2013: lo studio

"Senza titolo" di CRASH:candy
“Senza titolo” di CRASH:candy

Le attività primarie delle amministrazioni comunali per i prossimi mesi sono da individuare nella scrittura del bilancio previsionale 2013, come già anticipato nel precedente post. L’obiettivo di questo articolo è di cercare di fornire alcuni degli elementi che possano permettere ai cittadini di capire quali e quanti provvedimenti normativi rendano estremamente difficoltosa la stesura del bilancio. In un momento storico già di per se molto complesso dal punto di vista legislativo, inoltre, arriva anche l’onda lunga della campagna elettorale a vivacizzare la già tesa situazione della finanza locale, come se non bastassero i tagli forti di cui art. 16 comma 6 (per i Comuni 2.250 milioni nel 2013) e comma 7 (per le Province 1.200 milioni nel 2013) DL 95/2012 per gli anni 2013, 2014, 2015 e le incertezze sulle riduzioni compensative (almeno in teoria) del fondo di riequilibrio 2013 teorico conseguenti le nuove attribuzioni relative all’Imu e alla quota Tares servizi indivisibili.

Cerchiamo di entrare più nel dettaglio.

Dei sei provvedimenti tanto attesi in questo periodo per la definizione degli equilibri di bilancio 2013 ne sono usciti solo due, ovvero:

  1. DM Interno sulle modalità di rendicontazione taglio art. 16 comma 6 DL 95/2012 anno 2012 mantenuto a bilancio per estinguere anticipatamente i mutui ai sensi dell’art. 8 comma 3 DL 74/2012 (interessa i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti). La rendicontazione deve essere trasmessa entro il 31 marzo 2013 al Ministero dell’Interno;
  2. Assegnazione da parte del Ministero Interno ai Comuni dell’acconto in termini di cassa di cui art. 1 comma 382 Legge 228/2012 , pari al 20% del Fondo di riequilibrio 2012. L’acconto è a titolo di anticipo sull’attribuzione Fondo di solidarietà 2013, che tuttavia per molti Comuni sarà negativo (molti Comuni dovranno trasferire risorse allo Stato anziché riceverne, frutto dei tagli e delle compensazioni previste dalla normativa). Quindi tale acconto dovrà essere restituito allo Stato entro fine anno ed è necessario allocare nel bilancio 2013 in spesa a Titolo I intervento 08 apposito capitolo su cui poi si farà regolarizzo contabile (la somma sarà trattenuta dal gettito Imu spettante, a cura della struttura di gestione Agenzia delle Entrate);

Sono ancora in fase di definizione i seguenti importanti provvedimenti:

  1. DM interno sui tagli 2013 al Fondo di riequilibrio teorico ai sensi dell’art. 16 comma 6 e comma 7 DL 95/2012. Il Decreto si baserà, come prevede la normativa, sul criterio del pagato 2011 conto competenza e conto residui relativo ai consumi intermedi, visto che non è stata raggiunta l’intesa Governo – Autonomie locali. Tuttavia tale DM NON SARÀ EMANATO A BREVE complice forse la campagna elettorale e la speranza di un possibile ritocco in riduzione (se gli equilibri del bilancio statale lo permetteranno) se sarà approvato in tempi brevi un Decreto legge finanza locale da parte del nuovo Governo che uscirà dalle urne dopo il voto di domenica 24 febbraio p.v. La scadenza di tale DM Interno per il riparto del taglio di 2.250 milioni tra i Comuni era prevista per il 15 febbraio 2013.
  2. Provvedimento per il ricalcolo del Fondo di riequilibrio 2012 definitivo, in conseguenza della definitiva attribuzione Imu 2012 ad aliquota base, secondo i versamenti a saldo. Tale provvedimento, previsto dall’art. 9 comma 6 DL 174/2012, APPARE IN ALTO MARE, posta la difficoltà attuale del Ministero Economia e Finanze di scorporare il dato del versato Imu complessivo ad aliquota variata rispetto al dato del gettito ad aliquota base. Dovrà essere inoltre prevista una percentuale statistica di possibile evasione, visto che il recupero Imu 2012 spetterà al Comune. La scadenza di tale atteso provvedimento è prevista per il 28 febbraio 2013, ma difficilmente sarà rispettata.
  3. Provvedimento di riparto per ogni Comune del taglio al Fondo di riequilibrio 2013 teorico relativo alla quota Tares servizi indivisibili pari a Euro 0,30 per metro quadrato calpestabile (considerando anche le nuove superfici scoperte delle utenze non domestiche previste dalla Tares?). Tale taglio al Fondo di riequilibrio 2013 teorico è stato stimato dal Mef complessivamente nella cifra di 1 miliardo di euro, ma SONO IGNOTI I CRITERI di riparto tra i Comuni ed in particolare la misura delle superfici utilizzate dal Mef. La scadenza del provvedimento è correlata ai tempi per le assegnazioni Ministero Interno e comunque non può andare oltre il 30 aprile 2013, termine ultimo per l’emanazione del DPCM Fondo solidarietà.
  4. Decreto Presidente Consiglio del Ministri sul Fondo solidarietà con il quale saranno determinati per i pochi Comuni assegnatari le risorse provenienti da altri Comuni (tramite quote di IMU). Tale provvedimento previsto per (non oltre) il 30 aprile 2013 determinerà anche il concorso dei Comuni “debitori” della quota da assegnare (tramite lo Stato) ai Comuni “creditori”. È facile prevedere una modifica dei criteri di tale DPCM (art. 1 comma 380 lettere b) e d) Legge 228/2012) a seguito della nuova “attenzione” del nuovo Governo e nuovo Parlamento per la finanza locale.

Nel frattempo però non mancano altri “colpi di teatro”, frutto di norme appena emanate e di altre in procinto di essere emanate (di cui un Decreto Legge che sarà emanato oggi, venerdì, a due giorni dal voto), oltre che di qualche interpretazione ministeriale.

Ecco le novità:
Oneri di urbanizzazione utilizzabili in parte corrente
Nuova normativa: Art. 4 comma 3 Legge 10/2013

3. Le maggiori entrate derivanti dai contributi per il rilascio dei permessi di costruire e dalle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono destinate alla realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e di manutenzione del patrimonio comunale in misura non inferiore al 50 per cento del totale annuo.

Normativa ancora vigente: Art. 49 comma 7 Legge 449/1997

7. I proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni di cui all’articolo 18 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e successive modificazioni, e all’articolo 15 della medesima legge, come sostituito ai sensi dell’articolo 2 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, possono essere destinati anche al finanziamento di spese di manutenzione del patrimonio comunale. A tal fine al comma 11 dell’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, come modificato dall’articolo 2, comma 37, lettera h), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, le parole: “Entro il 31 dicembre 1997” sono sostituite dalle seguenti: “Entro il 30 giugno 1998”. Le disposizioni di cui al penultimo periodo del comma 4 dell’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, come modificato dal decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, introdotte dall’articolo 2, comma 37, lettera d), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, relative alla mancata presentazione dei documenti, si applicano anche alle domande di condono edilizio presentate ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, per cui non sia maturato il silenzio assenso a causa di carenza di documentazione obbligatoria per legge.

Tares prima rata a luglio 2013

Art. 1-bis. DL 1/2013 convertito in Legge 11/2013

1. All’articolo 14, comma 35, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, al settimo periodo, le parole: “ad aprile” sono sostituite dalle seguenti: “a luglio”.

Sempre in materia di Tares sono attesi i provvedimenti ministeriali per il versamento con F24 e con bollettino postale. Il cittadino verserà all’Agenzia dell’entrate, che riverserà al Comune (la componente rifiuti a tassa e la maggiorazione componente servizi indivisibili) oppure al gestore (in caso di pesatura puntuale dei rifiuti e quindi di tariffa corrispettivo).

Modifica gestione 2012 ad esercizio terminato

In deroga ai sani e rigorosi principi sull’autorizzatorietà e della competenza finanziaria, tra cui l’art. 164 comma 2 Testo unico enti locali, un provvedimento di imminente approvazione permetterà ai Comuni di modificare nel 2013 la gestione 2012, sia per adeguare gli importi Imu “convenzionale” definitiva e Fondo di riequilibrio definitivo, sia per impegnare sul 2012 la somma eccedente da riconoscere allo Stato in caso di maggiore incasso 2012 per Imu e Fondo di riequilibrio rispetto a quanto ridefinito (nel 2013 ai sensi dell’art. 9 comma 6 DL 174/2012) e adeguato.

IMU fabbricati strumentali ad uso agricolo
Nonostante l’art. 1 comma 380 lettera f) dia due “indizi” chiari circa l’aliquota base e il concetto di immobile produttivo, in una recente incontro “Telefisco” esponenti dell’Agenzia delle entrate hanno espresso il parere che debba essere attribuita allo Stato anche la quota Imu categoria D relativa ai fabbricati strumentali ad uso agricolo (D10). Tale interpretazione appare opinabile e non tiene conto di ulteriori complicazioni operative, conseguenti ad esempio al fatto che diversi immobili fabbricati strumentali ad uso agricolo sono classificati come C2 e non solo come D10.
Art. 1 comma 380 lettera f) Legge 228/2012

f) è riservato allo Stato il gettito dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76 per cento, prevista dal comma 6, primo periodo, del citato articolo 13.

Il quadro è sicuramente difficile, come si evince dalle nozioni appena indicate, ma la volontà dell’amministrazione è evidentemente quella di affrontare la situazione con competenza e dedizione alla causa, per limitare al massimo gli effetti negativi ai cittadini.