"The moon in the cloud" di Niki-Photography
“The moon in the cloud” di Niki-Photography

Negli scorsi giorni avevamo già segnalato il fatto che la stesura del bilancio 2013 fosse una missione impossibile, ma oggi la situazione, per assurdo, si aggrava ulteriormente perchè aumenta la consapevolezza del fatto che non ci saranno rinvii di sorta per quanto concerne la tempistica per la fissazione delle aliquote dell’Imu, rendendola di fatto non coordinata con quella del bilancio previsionale comunale.

Così come sapientemente riassunto da Matteo Barbero su ItaliaOggi.it, l’art. 13, comma 13-bis, del decreto legge 201/2011, infatti, prevede che, a decorrere dall’anno di imposta 2013, le deliberazioni con cui i comuni approvano le aliquote e la detrazione Imu acquistino efficacia dalla data di pubblicazione nel sito informatico del Dipartimento delle finanze e che i relativi effetti retroagiscono al 1° gennaio dell’anno di pubblicazione, a condizione che quest’ultima avvenga entro il 30 aprile.

A tale scopo, le deliberazioni devono essere inviate al predetto Dipartimento, esclusivamente in via telematica, entro il 23 aprile. Nei comuni che non rispettano questa scadenza, si intendono prorogate le aliquote e la detrazione relative all’anno precedente.

L’anticipazione di tali scadenze ha il fine di far conoscere per tempo ai contribuenti le misure adottate dai singoli comuni, in modo che entro il termine per il versamento dell’acconto Imu (ossia il 16 giugno) ciascuno possa calcolare compiutamente la propria imposta. Essa, tuttavia, contrasta con la previsione di cui all’art. 1, comma 381, della legge 228/2012, che ha prorogato al 30 giugno il termine entro cui i comuni devono approvare il bilancio previsionale 2013. Quest’ultimo, come noto, è anche, in base alla disciplina generale, il termine entro cui i comuni devono fissare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza. Per completare il quadro, va richiamato anche l’art. 1, comma 444, della stessa legge 228/2012, il quale stabilisce che, per ripristinare gli equilibri di bilancio, gli enti locali possono modificare le aliquote e le tariffe entro il 30 settembre. Anche tale disposizione (come la precedente) non si applica evidentemente all’Imu, considerata la vigenza, per quest’ultima, della disciplina speciale sopra richiamata. In mancanza di modifiche legislative (che appaiono secondo gli osservatori specializzati quanto mai opportune), pertanto, i comuni dovranno fissare le aliquote Imu sostanzialmente «al buio», prima di approvare il bilancio di previsione o comunque in presenza di un documento contabile ampiamente approssimativo, considerata l’impossibilità di conoscere alcuni dati essenziali ai fini della sua quadratura, primo fra tutti il riparto del nuovo fondo di solidarietà comunale, che difficilmente sarà noto prima del mese di maggio. Tutti gli aumenti decisi dopo il 23 aprile o non pubblicati entro il 30 aprile saranno efficaci solo a partire dal prossimo anno.

In sintesi, quindi, si prospetta il bilancio più difficile degli ultimi anni, senza ombra di dubbio, in cui le doti di “veggenza” avranno un ruolo significativo.