L'Eco di Bergamo del 10 aprile 2013, pag.36
L’Eco di Bergamo del 10 aprile 2013, pag.36

Su l’Eco di Bergamo del 10 aprile 2013 è stato pubblicato a pagina 36 un articolo a firma di Nicola Tomasoni (già consigliere del Comune di Ardesio), dal titolo “Piario si associa con Clusone, prove tecniche di nozze?” che riportiamo sul sito di ardesiounita.it dato che riteniamo che la lettura del testo possa chiarire la posizione del sindaco del Comune di Piario, Pietro Visini, rispetto alla nascente Unione dei Comuni dell’Asta del Serio per la quale si sta lavorando da tempo:

C’è un precedente, ma lontano nel tempo: Piario dipese da Clusone fino al 1636, quando divenne autonomo. Oggi, complice la revisione della spesa, c’è chi avanza l’ipotesi di tornare al Comune unico (servirebbe un referendum) oppure di dar vita all’Unione dei Comuni, che consentirebbe ai due campanili di mantenere la rispettiva autonomia. Peccato che Piario abbia già aderito all’Unione dell’asta del Serio, che sta nascendo trainata da Ardesio. E allora? Allora fa discutere la convenzione tra Clusone e Piario: per tre anni gestiranno insieme i servizi di polizia locale, pianificazione urbanistica, lavori pubblici, protezione civile, raccolta e smaltimento rifiuti. L’accordo consente a Piario di rispettare la legge che impone ai Comuni al di sotto dei tremila abitanti la gestione in forma associata di almeno tre funzioni. Quanto si risparmia Clusone, che non aveva alcun obbligo, ha firmato invece attratta da un risparmio di 25 mila euro: tre suoi dipendenti (fra i quali i responsabili dell’ufficio tecnico e urbanistico) lavoreranno per alcune ore alla settimana a Piario, che contribuirà a pagarli. La convenzione è stata approvata prima dal Consiglio comunale di Piario, poi è stata la volta dell’assemblea clusonese. È qui che sono piovute le critiche delle minoranze: favorevoli alle minori spese, hanno però bocciato il risvolto politico dell’intesa. I capogruppo d’opposizione Francesco Moioli e Andrea Castelletti hanno parlato di «autogol che costringerà Clusone a riorganizzare i servizi una seconda volta, quando l’Unione del Serio diventerà operativa e Piario uscirà dalla convenzione che ci lega»; l’indipendente Massimo Morstabilini la giudica un «favore a Piario, senza alcuna progettualità», il collega Carlo Caffi avrebbe «preferito ragionare su un’Unione dei Comuni con Piario e Oltressenda Alta». La maggioranza ha tagliato corto additando i risparmi e spiegando come la trovata non sia uscita dal cilindro: «Anzi – ha detto il sindaco Paolo Olini –, è una collaborazione che parte da lontano, il cui funzionamento è stato sperimentato nei mesi scorsi». Collaborazione più stretta Non si sbilancia però sugli esiti del dialogo con Piario: «Su questo vedremo» dice e sembra cullare l’ipotesi di una collaborazione più stretta per riportare nell’orbita clusonese servizi fondamentali come l’ospedale, trasferito proprio da Clusone a Piario nel 2008. «Da allora la collaborazione è stata continua – spiega il sindaco di Piario Pietro Visini –, prima condividendo vigili e segretario comunale poi, su richiesta di Clusone, mettendo a disposizione una nostra dipendente quando l’ente è diventato capofila per i servizi sociali della zona». Nel frattempo però il suo Comune è entrato nell’Unione dell’Asta del Serio: «Sì, abbiamo aderito, ma non è ancora operativa. Noi eravamo senza tecnico comunale e con l’urgenza di gestire in forma associata i servizi: facendolo con Clusone è bastato ampliare la collaborazione già in atto, con soddisfazione e risparmi per entrambi». Perché dunque non pensare a un Comune unico? «La nostra preferenza va all’Unione con i Comuni del Serio – risponde Visini –, escluderei il Comune unico ma chissà cosa succederà in questi prossimi tre anni e se mai avremo un governo che si prenda a cuore i problemi degli italiani». Insomma: Clusone e Piario stanno alla finestra, risparmiano (da subito) e dialogano, fra di loro e con gli altri.