Non svegliare il can che dorme? Svegliamolo!

La pagina 39 de L’Eco di Bergamo è stata “occupata” dalle vicende ardesiane, da alcuni giorni a questa parte, come si evince dalle seguenti immagini:

L'Eco di Bergamo, pag.39, edizione del 9 maggio 2013
L’Eco di Bergamo, pag.39, edizione del 9 maggio 2013

 

L'Eco di Bergamo, pag.39, edizione del 10 maggio 2013
L’Eco di Bergamo, pag.39, edizione del 10 maggio 2013

Oggi, 11 maggio 2013, continua la trattazione dell’argomento sulle pagine de L’Eco di Bergamo, soprattutto con il parere del CAI di Bergamo:

Piermario Marcolin, presidente del Cai di Bergamo, ha spiegato di aver «inviato una nostra osservazione sul progetto e chiesto uno stralcio per esaminarlo a fondo. Siamo comunque contrari a questo collegamento che, oltre a mettere a rischio l’ambiente naturale, ha dei costi che sono sicuramente superiori ai vantaggi che ne deriverebbero alle popolazioni interessate. Valuteremo comunque il tutto, se ci saranno variazioni in merito».

L’Eco di Bergamo, pag.42, edizione dell'11 maggio 2013
L’Eco di Bergamo, pag.42, edizione dell’11 maggio 2013

 

L’Eco di Bergamo, pag.43, edizione dell'11 maggio 2013
L’Eco di Bergamo, pag.43, edizione dell’11 maggio 2013

Pubblichiamo anche il testo integrale inviato al giornale dal sindaco di Ardesio, Alberto Bigoni, sugli articoli precedentemente prodotti e pubblicato in forma ridotta sul numero in edicola oggi:

Non svegliare il can che dorme”, questa la frase che apre l’articolo pubblicato il 10 maggio 2013 sulla pagina della Valle Brembana su l’Eco di Bergamo. Ma il cane può anche avere dei sogni (o degli incubi) durante il sonno, quindi forse va svegliato per farlo riflettere a mente lucida. Il torpore è infatti interrotto dai tempi di approvazione definitiva del Piano di Governo del Territorio dei Comuni interessati dal progetto di collegamento intervallivo, tra cui Ardesio è sicuramente quello maggiormente coinvolto per quanto concerne lo sviluppo chilometrico della strada. Il PGT approderà in Consiglio verso la metà del prossimo mese, giugno 2013, concludendo così la fase di adozione iniziata nel dicembre 2012. Come più volte ricordato, l’amministrazione attuale del Comune di Ardesio, che ho l’onore di guidare, si è espressa chiaramente nei mesi di ottobre/novembre del 2012, dando indicazione di recepire il progetto preliminare di collegamento intervallivo e di inserirlo nella fase di adozione del neo strumento urbanistico, come già fatto a suo tempo dalla Provincia di Bergamo con il relativo PTCP. Questo ha prodotto un effetto: nel mese di febbraio e marzo 2013, una volta aperta la fase di presentazione delle osservazioni al PGT, sono state depositate al protocollo del Comune diverse pratiche che trattavano, a vario titolo, il progetto di collegamento Valcanale – Mezzeno. All’atto pratico, quindi, tra poco più di un mese in Consiglio Comunale ad Ardesio si dovrà necessariamente affrontare la discussione, l’amministrazione dovrà esprimersi sulle osservazioni: accoglierle (stralciando il progetto dal PGT) o rigettarle (sostenendo e mantenendo il progetto dello strumento urbanistico). Altro che “tempi non maturi”, questo è proprio il momento giusto per Ardesio per fare informazione e lo ribadisco con forza e convinzione.  Tutti, nessuno escluso, siamo convinti che il 2013 non sarà l’anno che vedrà il passaggio dal progetto preliminare alla fase esecutiva (anzi, questo vale per il prossimo lustro, nella migliore delle ipotesi), non ci sono i presupposti per tale operazione e ribadirlo mi sembra quasi inutile, ma il Piano di Governo del Territorio deve rispondere all’esigenza di pianificazione urbanistica che è alla base del documento stesso.  L’assemblea di ieri sera voleva colmare il vuoto di informazioni che regnava sovrano, quantomeno ad Ardesio, circa i contenuti di questo protocollo di intesa del relativo progetto, voluto e firmato dalla precedente amministrazione comunale per la relativa parte di competenza. L’intento era quello di rendere edotti i consiglieri comunali e la popolazione stessa circa i contenuti del progetto, fornendo il maggior numero di elementi possibile per valutare la bontà o meno del disegno. Credo che il risultato sia stato ottenuto, il fronte dei “sì” era ben rappresentato, così come il fronte dei “no”. Il tutto nel rispetto di uno strumento democratico basato sul confronto civile, chiamato appunto “assemblea”. Un termine che fino a poco tempo fa ad Ardesio veniva utilizzato pochissime volte all’anno e che, invece, oggi viene molto frequentemente chiamato in causa dall’amministrazione comunale, nel solco della maggior partecipazione possibile, della trasparenza e della responsabilità. Quest’ultima vede la propria applicazione pratica proprio nei banchi del Consiglio Comunale. Nell’articolo del 10 maggio 2013 pubblicato su l’Eco sono state riportate le dichiarazioni del capogruppo di minoranza di Ardesio e del Presidente del Parco delle Orobie. Al consigliere di minoranza, Caccia, quindi, ricordo che potrà esprimere il proprio parere in piena libertà (come è sempre stato fatto, senza nessuna limitazione di sorta, ci mancherebbe altro) durante la seduta di Consiglio del mese di giugno. Una raccomandazione necessaria, questa, dato che non abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare le sue analisi in Consiglio già da un paio di convocazioni a questa parte, poiché risultava assente, salvo poi scoprirle nei giorni a seguire sulla stampa e sui media: il confronto politico avviene in Consiglio Comunale, consigliere. Al Presidente del Parco, Caccia, invece, che ci ricorda che il suo Ente non è “uno dei partner del progetto, né è stato coinvolto a livello autorizzativo, in quanto si tratta di uno studio di fattibilità”, scrivo che il Parco è sempre stato coinvolto nella discussione degli anni addietro come si evince dalla cronistoria delle fasi progettuali quindi non può facilmente chiamarsi fuori dalla partita con una battuta. Ci dica se ci sono delle nuove considerazioni sul progetto che non conosciamo o ci risparmi le lezioni sull’iter procedurale.

Il sindaco

Alberto Bigoni