Corriere della Sera, edizione Bergamo, pagina 2, 23 maggio 2013
Corriere della Sera, edizione Bergamo, pagina 2, 23 maggio 2013

Dal Corriere della Sera, edizione Bergamo, del 23 maggio 2013

Rifiuti, che stangata, Aumenti fino al 300%
Scatta la rata Tares. Pesa il balzello statale Bar, ristoranti e ortofrutta le categorie più toccate Oscar Fusini Ascom La quota di Roma alle aziende costerà 6 milioni Stefano Cofini Confindustria

Il pagamento dell’imposta sulla prima casa slitta. Ma, sul far dell’estate, altro ci attende al varco: scatta quest’anno la Tares, la nuova tariffa integrata che accorpa (volere del decreto Salva Italia) gestione rifiuti e copertura di servizi legati a illuminazione pubblica e simili. La prima rata è in arrivo: i Comuni, in cui fervono i calcoli, richiederanno il versamento fra giugno e luglio.
Le incertezze, a partire dal fatto che la tranche di fine anno potrebbe riassorbire l’Imu al momento stoppata, sono moltissime. Tranne una: ai rincari non si scappa. Nella Tares cambiano i parametri di calcolo e privati, Comuni e associazioni sono in allerta. Primo punto fermo: un balzello base di 0,3 euro a metro quadro sarà applicato e introitato dallo Stato. I ritocchi principali, poi, si verificheranno per chi risiede in Comuni che fino al 2012 hanno applicano la Tarsu che, calcolata sulla base dei metri quadrati dei locali e delle aree occupate, non includeva la copertura integrale dei costi del servizio di gestione rifiuti. Cosa che invece prevedeva la Tia: i centri che la applicavano, ma sono solo 49 su 244 in terra orobica, vedranno un ritocco più «soft».
Veniamo alle stime. Con i nuovi calcoli, molte categorie arriveranno a vedersi quadruplicato il bollettino. Secondo Confcommercio il passaggio alla Tares comporterà infatti per le attività commerciali un incremento medio della tassazione pari al 293%, ma si arriverà anche oltre. La Tares, infatti, considera il valore medio di produzione rifiuti, che varia per categorie, e poi applica un coefficiente (stabilito da ogni Comune) sull’80% della superficie dell’immobile. I più toccati? «Discoteche, ortofrutta, fioristi, pescherie, seguono ristoranti e bar – conferma Oscar Fusini, vicedirettore Ascom Bergamo -. In teoria il passaggio dalla Tarsu alla Tares dovrebbe penalizzare chi produce più rifiuti, ma la stima è fatta su dati ipotetici e non su numeri verificati, così si rischia di mettere in seria difficoltà i piccoli negozi che sopravvivono nei paesi. Anche le famiglie comunque ne risentiranno, 6 su 10 subiranno aumenti significativi». A Bergamo, dove l’impatto dovrebbe essere minimo e limitato al balzello statale, si parla comunque di +14%: una casa da 110 metri quadri, abitata da tre persone, oggi paga 230 euro all’anno, con la maggiorazione arriverà a 263 euro.

L’Ufficio studi di Confindustria Bergamo guidato da Stefano Cofini ha calcolato che, solo il segmento di tariffa statale, «costerà alle 11.500 sedi produttive orobiche 6 milioni di euro in più rispetto al 2012». A preoccupare sono anche le tante incognite. «C’è molta confusione – sottolinea Fusini -, non si sa nemmeno se le aziende dovranno pagare anche per le metrature che non usano, come ad esempio i benzinai: hanno sempre pagato solo per la piazzola del rifornimento, se devono farlo per tutto il piazzale antistante è finita». A creare ancor più caos sono gli annunci di rinvii del pagamento: solo la maggiorazione da destinare allo Stato si verserà nell’ultima rata (dicembre), ma intanto inizieranno ad arrivare i bollettini che indicheranno il conguaglio. «Gli imprenditori sperano ancora che l’imposta non entri in vigore – afferma Giacomo Salvi, direttore Confesercenti Bergamo -. Perché questo è l’ennesimo colpo alle aziende».

Silvia Butera Anna Gandolfi

 

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Corriere della Sera, edizione Bergamo, pagina 2, 23 maggio 2013, particolare
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