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Dal sito di Anci Lombardia:

A che punto è il processo di avvio delle gestioni associate in Lombardia? E le fusioni di Comuni? Quali sono i loto punti forti e quelli deboli? A queste domande risponde il dossier pubblicato da Strategie Amministrative di maggio da oggi online. Oltre al focus sulle gestioni associate la rivista affronta le novità in casa ANCI con la designazione di Alessandro Cattaneo quale Presidente facente funzioni e gli esiti del convegno sul nuovo welfare tenutosi a Legnano. Molte inoltre le notizie che provengono dai territori e continua il concorso dedicato ai Comuni sul tema della smart cities. Buona lettura.

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Riportiamo l’editoriale di Ivana Cavazzini, Presidente Dipartimento Piccoli Comuni – Unioni di Comuni e Forme Associative di Anci Lombardia, già ospite di Ardesio negli scorsi mesi:

È in gioco il futuro del 70% dei Comuni lombardi e, potremmo dire, dell’intero sistema lombardo. In Lombardia sono infatti 1086 su 1544 i piccoli Comuni, attorno ai quali negli ultimi
anni si è aperto un acceso dibattito, che li ha spesso ingiustamente dipinti come fonti di spreco e di inefficienze ed ha avanzato riflessioni sul loro futuro e sull’opportunità della
loro sopravvivenza al fine di risanare l’intero Paese. Da sempre Anci considera i Piccoli Comuni elementi essenziali e irrinunciabili dell’impalcatura istituzionale del Paese: essi assicurano il presidio territoriale e la coesione sociale delle nostre piccole comunità, garantiscono i servizi ai cittadini e sono i custodi di un patrimonio artistico culturale e di tradizioni che non possiamo permetterci di perdere. La grave crisi economica degli ultimi anni ha però reso evidenti i limiti strutturali e le fragilità di questi piccoli enti; la necessità dell’adeguatezza nello svolgimento delle funzioni fondamentali diventa quindi l’elemento cardine di una riforma che punti all’efficienza, all’efficacia e al contenimento della spesa. L’associazionismo, volontario prima e obbligatorio oggi, nelle sue forme più diverse (unioni, convenzioni e/o fusioni) è lo strumento individuato dal legislatore che nell’ottica di  un riordino istituzionale (vedi provvedimenti sulle province), ha riconfermato il ruolo fondamentale dei piccoli comuni riformandone il sistema gestionale nel tentativo di superarne le criticità. Il tema delle gestioni associate è quindi il tema principale attorno a cui si legano tutte le altre questioni. La sua valenza strategica determina la grande responsabilità che gli amministratori e l’apparato della pubblica amministrazione locale si assumono nel cercare di farne la vera occasione di cambiamento non solo gestionale ma anche e soprattutto culturale senza la quale sarà molto difficile per i nostri piccoli enti locali riuscire a sopravvivere. Il percorso associativo è oggi a metà del guado ed è necessaria una svolta. Nel corso di quest’anno si dovrà infatti lavorare sui gangli vitali dei Comuni, perché si dovranno gestire in forma associata 9 delle 10 funzioni fondamentali. Farà la differenza la visione politico–strategica dei Sindaci nella scelta dello strumento associativo, nella capacità di costruire modelli di governance adatti ad una strategia non più solo comunale, ma territoriale e nell’essere protagonisti dell’innovazione locale. In questa partita un ruolo fondamentale sarà giocato dalla Regione, che deve indicare gli ambiti entro cui i Comuni devono costruire le gestioni associate obbligatorie al fine di arrivare a un riordino territoriale, che da anni chiediamo, e nel quale i piccoli comuni
lombardi debbono trovare chiarezza di ruolo, di deleghe e di risorse. Abbiamo perciò richiesto sostegno al processo associativo prevedendo forme di finanziamento diretto e premialità finanziarie fiscali e di allentamento dei vincoli del Patto. Non possiamo infine dimenticare che sono in atto nel territorio lombardo diverse esperienze di studio e di avvio di fusioni di Comuni: un passaggio importante che monitoriamo con cura e che speriamo possa avere esito positivo. Anche a questo proposito il ruolo giocato da Regione Lombardia sarà centrale e, pertanto, abbiamo chiesto si superi la contraddittorietà dei pronunciamenti sino ad oggi intervenuti in merito all’esito dei referendum consultivi e che si possa prevedere un referendum day unico per le consultazioni dei cittadini. Mai come oggi possiamo affermare che i piccoli Comuni, e di converso tutta la Lombardia, sono al centro di un importante movimento riformatore. Se sapremo ben interpretarlo garantiremo e tuteleremo per il futuro le nostre comunità.