Fontana: ”I Comuni sono allo stremo, il Governo non può non ascoltarci”

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Il Presidente di ANCI Lombardia ha evidenziato come “le nostre città si impoveriscono, le strade sono ridotte a un colabrodo e le comunità sono minacciate dal venir meno dei servizi essenziali”.

Siamo di fronte a una situazione grave e insostenibile, che non lascia intravedere una soluzione alle problematiche che costantemente denunciamo. È necessario un cambio di marcia, il Governo deve avviare una nuova fase nella quale i Comuni siano al centro della politica finanziaria di questo Paese. Abbiamo quindi chiesto un incontro all’Esecutivo per discutere di alcune questioni fondamentali, prima fra tutte l’allentamento del Patto di Stabilità come indicato dal Presidente del Consiglio nel suo discorso di insediamento“. Così si è espresso Attilio Fontana dopo la riunione dell’Ufficio di Presidenza di ANCI svoltasi a Roma.

Fontana, pur valutando con favore alcune misure recentemente intraprese, come l’approvazione definitiva del decreto 35, ha osservato che “i Comuni stanno pagando ancora una volta il prezzo più alto per il risanamento dei conti pubblici, con una manovra che taglia di ulteriori 3 miliardi di euro le risorse a loro disposizione, già ridotte di oltre 15 miliardi di euro in 5 anni. Contavamo nella positività della presenza di due Sindaci nel nuovo Governo ma così non si sta dimostrando, poiché continua l’accanimento sulle Amministrazioni comunali”.

Il Presidente di ANCI Lombardia ha quindi evidenziato come “le difficoltà segnalate quotidianamente dai Sindaci lombardi hanno raggiunto un’urgenza paragonabile a quella legata alla disoccupazione giovanile. A tutto ciò si aggiunge un quadro normativo ancora incerto, non solo in merito all’IMU ma anche alla Tares e al sistema di riscossione dei tributi, che non permette di mettere a punto bilanci preventivi o di pensare a una programmazione delle attività future. Nel frattempo le nostre città si impoveriscono, le strade sono ridotte a un colabrodo e le comunità sono minacciate dal venir meno dei servizi essenziali”.

Questo vuole essere un appello al Governo e ai Ministri”, ha concluso Fontana, “i Comuni sono allo stremo, il loro grido non può restare inascoltato, ne andrebbe della tenuta dell’intero Paese”.