Il Sindaco su Strategie Amministrative

Sul numero 7/2013 di Strategie Amministrative, il periodico d’informazione con notizie e commenti per amministratori e funzionari degli Enti Locali che viene distribuito a tutti i consiglieri, assessori e sindaci di Regione Lombardia, è presente un’intervista a cura di Loredana Bello al Sindaco di Ardesio, Alberto Bigoni:

Strategie Amministrative, n.7/2013, intervista Bigoni
Strategie Amministrative, n.7/2013, intervista Bigoni

Con il Patto stiamo impazzendo per cercare di far quadrare i conti.

“Chiedere a gran voce una deroga che permetta il ridimensionamento del ‘saldo patto’ (che, per quanto riguarda il 2013 per il Comune di Ardesio è pari ad Euro 289.000), è la conditio sine qua non che può permettere agli amministratori di fare il loro lavoro. Le responsabilità che competono necessariamente alla carica amministrativa devono essere accompagnate da condizioni oggettive che permettano di mettere in pratica le attività”. Così Alberto Bigoni, sindaco di Ardesio comune di 3.600 abitanti in provincia di Bergamo, racconta a Strategie Amministrative il suo disagio nei confronti di un Patto di Stabilità che definisce rigido e inflessibile.
Sindaco Bigoni, cosa è venuto a mancare ai fini di una buona amministrazione della cosa pubblica?
Prima di tutto la tranquillità e questo a partire dal 2011. Stiamo impazzendo per far quadrare i conti, senza considerare che abbiamo il legislatore che cambia i tributi continuamente, e non parlo solo dell’IMU penso anche alla TARES. Ormai ogni giorno sembra che riceviamo un bollettino di guerra. Poi c’è l’altra faccia della medaglia ovvero il confronto con i cittadini che parlano di problemi della quotidianità e non dei fatti che riempiono le pagine dei giornali. Insomma un disastro.
Qual è la situazione nel suo comune?
In via I Maggio, di fianco al nuovo Centro di Raccolta Rifiuti recentemente inaugurato, è presente un vecchio stabile di proprietà comunale, il cui tetto è interamente coperto di eternit. Ora, dopo aver denunciato alle autorità competenti il fatto, l’amministrazione comunale si trova nella condizione di aver inserito nel proprio piano delle opere lo smantellamento della struttura e la relativa realizzazione del nuovo magazzino comunale e di avere sul tavolo della Giunta un progetto preliminare già da diversi mesi, contando su un avanzo di amministrazione 2012 che tranquillamente permetterebbe la copertura economica dell’operazione.
Insomma ho la possibilità di passare dalle parole ai fatti assolvendo anche al compito di responsabile della pubblica salute e sicurezza dei propri concittadini. Il Patto, invece, blocca tutto. Questo è forse il caso più eclatante, ma ovviamente non è l’unico. La recentissima misura del “6000 Campanili” del Governo potrebbe darci una mano, ma i margini di successo per l’accesso al finanziamento sono molto risicati, anche perché si devono presentare progetti definitivi/esecutivi.
Ci dovrà pur essere un punto di forza in questo contestatissimo Patto.
Certo, forse la mentalità del ‘tanto paga qualcuno’ finalmente si sta ridimensionando. Le mie valli, per esempio, sono state sui giornali locali per l’ipotetica realizzazione di un collegamento intervallivo tra Val Seriana e Val Brembana del costo di decine di milioni di euro, per il quale è stato sottoscritto anni fa un protocollo d’intesa ancora in essere. Per il momento (fortunatamente) è tutto bloccato perché non ci sono i soldi, le priorità sono ben altre. Ecco, il Patto di Stabilità tarpa le ali a questi voli pindarici e ci riporta a librarci a raso terra, ad ascoltare i cittadini e a cercare strade per rifinanziare i servizi sociali, le tematiche del lavoro e del terzo settore. Per il resto si tratta solo di porte chiuse. La contraddizione è evidente: più un’amministrazione è virtuosa, nel senso che ha meno tagli ai rami secchi da portare al proprio bilancio, più dovrà dipendere dalle entrate per evitare il temutissimo taglio dei servizi erogati ai cittadini, pena lo sforamento del patto di stabilità, con le pesanti ripercussioni sul bilancio dell’anno venturo. Uno scenario francamente desolante.
Con la normativa attuale il sindaco diventa sempre più il confessore dei cittadini ma non ha gli strumenti adatti per risolvere i problemi concreti come vorrebbe. Certo i nostri problemi non sono il restauro del Colosseo o di altre opere millenarie, ma abbiamo l’urgenza di sanare e bonificare il nostro territorio.
In vostro soccorso è arrivato il Patto di Stabilità Territoriale. Come sta andando?
Purtroppo l’unico a darci un minimo di ossigeno è il Patto verticale. Lo sblocco di questi fondi rappresenta un segnale molto apprezzato dagli amministratori. Per il resto il meccanismo si inceppa. L’alternativa proposta, ahinoi, è sempre penalizzante. Probabilmente gli amministratori che verranno dopo di noi troveranno una situazione migliore ma per ora abbiamo l’urgenza di pensare dall’oggi al domani. Stiamo pagando a caro prezzo la scarsa lungimiranza degli amministratori passati, a tutti i livelli, che spesso hanno fatto scelte solo per brillare. Insomma la situazione è molto confusa. L’unico faro in questa totale ombra è il lavoro di Anci Lombardia che attraverso la sua formazione e informazione sempre parziale e puntuale ci assiste in questo caos che ci sta portando allo sbando.