Prefettura vacante da tre mesi, ora scoppia il caso

"Pastelli d'Italia" di Cristina Corti
“Pastelli d’Italia” di Cristina Corti

Un articolo di Anna Gandolfi dal Corriere della Sera, edizione Bergamo, del 30 ottobre 2013:

Camillo Andreana è in pensione ufficialmente dal primo agosto. Da allora, la provincia di Bergamo con il suo milione abbondante di abitanti non ha un (anzi, «il») rappresentante dello Stato sul territorio. E adesso il caso deflagra. Perché «Bergamo merita più attenzione», dice il sindaco Franco Tentorio. Mentre il presidente della Provincia Ettore Pirovano sfodera il suo pragmatismo leghista: «Ci dicano se possiamo usare gli uffici che oggi sono vuoti, perché noi sapremmo cosa farci. E si risparmierebbero un sacco di soldi pubblici». La terra orobica non ha un prefetto da mesi. Il timone è nelle mani del viceprefetto Alfredo Nappi («E con lui abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione, la presenza di un prefetto però rafforzerebbe ancora di più l’azione», precisa Tentorio), ma il vertice è desolatamente vacante. Anche quando a passare la mano fu Cono Federico, prima di Andreana, la nomina del Consiglio dei ministri non fu immediata. Eppure non si attesero più di due mesi. In questo caso – e le emergenze più o meno marcate di ordine pubblico non mancano – siamo ormai a tre.
Da più parti viene ormai sottolineato che si procede sì con la normale amministrazione, ma il limbo finisce col portare effetti negativi: un caso emblematico è «Terre di mezzo», piano nato per scongiurare i treni-dormitorio in stazione, attivato un anno fa con coordinamento di Andreana e ora fermo in attesa di (vari) input. A Milano – città nella quale l’anno scorso Andreana era stato chiamato a operare, in «condivisione» con Bergamo – la carica è stata rimpiazzata in quindici giorni. «È vero che si tratta di una realtà diversa, ma penso che questa situazione di attesa sia ormai diventata inaccettabile», spiega Tentorio (Pdl). Che durante il Consiglio comunale straordinario dedicato alla sicurezza sul territorio lunedì ha toccato, non a caso, il tema. «Ho scritto al ministro dell’Interno Angelino Alfano per sollecitare questa nomina – ha spiegato -. Bergamo e la sua provincia, lo ripeto, meritano la presenza di un prefetto». La Lega, dal canto suo, non ama le prefetture e ventila la raccolta firme per l’abolizione di queste istituzioni. Pirovano la prende larga: «Non penso che l’assenza di un prefetto tolga il sonno ai bergamaschi, che hanno altri problemi, come la perdita del lavoro».

Però. «Però, dato che è tre mesi che non se ne sa nulla, farei questa osservazione: se per caso a Roma stessero pensando che gli spazi della prefettura possono essere destinati ad altro, allora lo dicano chiaramente. Negli oltre duemila metri del palazzo di via Tasso oggi affittati a quella istituzione (lo stabile è della Provincia, ndr ) noi potremmo portare assessorati che sono sparsi altrove e per in quali dobbiamo spendere 400 mila euro l’anno in affitti». I parlamentari, a Roma, seguono il caso. «Non mi sembra che a Bergamo ci sia una situazione di non-governo – dice Elena Carnevali, deputata del Pd -. La macchina prefettizia funziona. Ma è vero che per questa nomina è passato troppo tempo e siamo decisi a farlo presente». Dal Pdl è Gregorio Fontana a rassicurare: «La scelta spetta al Consiglio dei ministri, penso che nelle prossime settimane ci saranno novità». Comunque, chiosa il deputato azzurro, «il territorio non è sguarnito, non ritengo ci si debba allarmare. Ci sono anche altre province in questa situazione. La nostra attenzione è alta e si arriverà a una soluzione».