"Il Tricolore" di Nic Redhead
“Il Tricolore” di Nic Redhead

Il testo dell’iniziativa, pubblicata anche su l’Eco di Bergamo, giunta via email negli scorsi giorni al Comune di Ardesio:

Caro collega, come ben sai gli Enti locali, i Comuni in particolare, da tempo sono costretti a confrontarsi con le difficoltà imposte da un quadro normativo confuso e in continuo mutamento, dal progressivo taglio dei trasferimenti e dal rispetto del Patto di stabilità che obbligano alla riduzione delle spese per servizi e investimenti e alconcorso dell’ente stesso al contenimento dei saldi di finanza pubblica. Il sistema dei Comuni è indubbiamente il livello istituzionale più esposto in questo momento di crisi, con continue richieste di sostegno e intervento sia nel sociale che nel sistema produttivo, stante la drastica riduzione degli investimenti pubblici e la difficoltà di effettuare i pagamenti delle fatture nei confronti delle imprese fornitrici di opere e servizi, con grave pregiudizio per l’ente, per il sistema delle imprese, per l’occupazione e quindi più in generale per l’economia del territorio.  Tutti gli Enti locali continuano a denunciare una profonda sofferenza finanziaria: i trasferimenti statali sono calati negli ultimi 3 anni di oltre 6 miliardi di euro; negli ultimi 5 anni la spesa per investimenti è diminuita del 23% e, come una beffa, si è creato un accumulo nelle casse dei Comuni di circa 13 miliardi di euro bloccati dal Patto di stabilità, la metà dei quali appartiene ai Comuni lombardi e oltre 600 milioni sono riconducibili ai Comuni bergamaschi. La conseguenza di tutto questo è nelle parole del presidente provinciale di Bergamo dell’Associazione Nazionale dei Costruttori: “…negli ultimi anni gli investimenti pubblici nelle infrastrutture sono calati del 62%, quelli per le manutenzioni del 42%, con il Patto di stabilità che è diventato la nostra pietra tombale” e ciò nonostante i Comuni bergamaschi, a differenza di quanto avviene storicamente in altre realtà del Paese, sono nella quasi totalità amministrati con criteri di virtuosità. Nonostante le attuali difficoltà i Comuni restano una parte insostituibile di questo paese, erogano i servizi fondamentali ai cittadini, sono il primo punto di ascolto e di confronto con i problemi sociali e con il sistema produttivo e noi, come rappresentanti delle nostre comunità, non possiamo più accettare i ruoli a cui ci hanno relegato: amministratori senza autonomia né decisionale né economica, esattori di nuove tasse statali, commissari liquidatori del sistema sociale ed economico del Paese. In questo difficile momento, come Sindaci, siamo consapevoli che il nostro dovere è di combattere in prima linea, a fianco dei Cittadini, la dura battaglia contro la crisi, rendendole comunità locali efficaci motori della ripresa economica, sociale e civile del Paese ed è per questo che chiediamo, prima di tutto, quelle riforme senza le quali il Paese non riuscirà a superare la crisi in cui si dibatte da più di cinque anni. Pertanto chiediamo l’introduzione di riforme che prevedano: la ricostruzione di un rapporto finanziario chiaro, ordinato e rispettoso tra Stato e Comuni; la certezza e la stabilità delle norme e degli obbiettivi di bilancio; la riscrittura del Patto di Stabilità di modo che, riconoscendo e distinguendo gli sforzi fatti dai Comuni, sia in grado di definire e programmare obbiettivi sostenibili diefficientamento e riallineamento della spesa degli Enti locali, anche attraverso l’applicazione dei costi standard; la possibilità di utilizzare le risorse a disposizione dei Comuni per procedere immediatamente al pagamento dei debiti pregressi nei confronti dei fornitori e delle imprese; lo sblocco degli investimenti per consentire la realizzazione delle infrastrutture quali: realizzare o ammodernare scuole, impianti sportivi, ospedali, case di cura,ospizi, strade, impianti per le energie rinnovabili, etc.

E’ importante quindi che i Comuni, soprattutto in questo momento in cui è in gioco il futuro del Paese, diano il loro contributo alla realizzazione delle riforme e proprio perché non possiamo restare inerti di fronte a chi perde i posti di lavoro nei nostri paesi e all’impossibilità da parte nostra di fornire servizi e assistenza ai nostri cittadini, abbiamo voluto promuovere un’assemblea dei sindaci della bergamasca

SABATO 9 NOVEMBRE 2013 alle ore 10
Ritrovo davanti al Municipio di Bergamo e corteo fino al Teatro Donizetti

Durante l’assemblea all’interno del teatro sono previsti alcuni interventi per la presentazione del documento che ti chiediamo di sottoscrivere e da inviare al Governo e al Parlamento. E’ importante la presenza, tua o di un tuo delegato, con la fascia tricolore. Sono invitati a partecipare amministratori, rappresentanti nelle istituzioni a qualsiasi livello, cittadini.

Ti aspettiamo.

Cordiali saluti.

Riccardo Cagnoni, Sindaco di Vertova; Luca Carrara, Sindaco di Albino; Gianfranco Masper, Sindaco di Treviolo; Graziano Pirotta, Sindaco di Canonica d’Adda; Franco Tentorio, Sindaco di Bergamo; Pierguido Vanalli, Sindaco di Pontida.

Allegato alla email, oltre alla citata lettera, vi era anche il testo di un Manifesto dei Sindaci. Eccolo:

 Bergamo, novembre 2013

Manifesto dei sindaci bergamaschi per la modifica del Patto di stabilità

Premesso che

– i Comuni e gli Enti locali da tempo sono costretti a confrontarsi con le difficoltà imposte dal rispetto dei vincoli stabiliti dal Patto di stabilità che obbliga al raggiungimento di un obiettivo di saldo finanziario per il concorso dell’ente stesso al contenimento dei saldi di finanza pubblica;

– nonostante le successive riscritture della disciplina applicativa, l’impostazione del Patto di stabilità ha fatto progressivamente emergere con evidenza gravi inefficienze nel funzionamento delle regole di contenimento finanziario in termini di riduzione degli investimenti locali e di acclarata insostenibilità degli obiettivi che si sommano alla drastica riduzione delle risorse trasferite ai comuni;

– a peggiorare la situazione, è intervenuta, a partire dal 2013, l’inclusione nel Patto di stabilità dei comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti;

– tutti gli enti locali continuano a denunciare la profonda sofferenza finanziaria: le assegnazioni statali destinate ai Comuni sono diminuite negli ultimi 3 anni di 6 miliardi e 450 milioni, mentre il contributo finanziario richiesto si è progressivamente accresciuto nonostante il comparto sia in avanzo e presenti risultati positivi determinando una situazione finanziaria di assoluta insostenibilità;

– il sistema dei Comuni è indubbiamente il livello istituzionale più esposto sia sul versante dell’impoverimento dei nuclei familiari e delle relative richieste di sostegno e intervento sociale, sia sul versante del sistema produttivo e in particolare in relazione alla drastica riduzione degli investimenti pubblici e della difficoltà di effettuare i pagamenti conseguenti ad obbligazioni contrattuali assunte;

– il contributo annuale fornito dai Comuni in termini di risorse proprie non spendibili ammonta a 4 miliardi e 500 milioni di euro, risorse che potrebbero essere impiegate per fornire servizi ai cittadini e per realizzare gli investimenti: negli ultimi cinque anni la spesa per investimenti dei Comuni è diminuita del 23% e si è creato un accumulo nelle casse dei comuni di circa 13 miliardi di euro;

– di questi 13 miliardi di euro bloccati dal Patto di stabilità, la metà appartiene ai comuni lombardi e oltre 600 milioni sono riconducibili i comuni bergamaschi;

– nel Disegno di Legge di Stabilità 2014 approvato dal Governo lo scorso 15/10, è previsto lo sblocco di un miliardo di euro per effettuare i pagamenti in conto capitale e altri 500 milioni di euro aumenteranno la dote per i pagamenti dei debiti arretrati; è prevista inoltre la modifica del periodo di riferimento (da 2007/2009 a 2009/2011) relativa al calcolo dell’obiettivo di Patto per ogni ente locale, con contestuale riduzione dello 0,73% dell’obiettivo stesso per gli anni 2014 e 2015, e dello 0,18% per gli anni 2016 e 2017;

Considerato che

– molti Comuni, per rispettare i vincoli sempre più stringenti imposti dal Patto di stabilità, sono costretti a non ottemperare ai pagamenti delle fatture nei confronti delle imprese fornitrici di opere e servizi, con grave pregiudizio per l’ente, per il sistema delle imprese, per l’economia locale del territorio e per il sistema occupazionale;

– solo per quanto riguarda il settore dell’edilizia, settore primario nella nostra provincia, negli ultimi quattro anni il 30% delle imprese edili bergamasche, ben 1200 aziende, ha dovuto chiudere anche e soprattutto per la mancanza di opere pubbliche e per il pesante ritardo dei pagamenti da parte degli enti locali;

– le dichiarazioni, pubblicate nei giorni scorsi sulla stampa locale, da parte del presidente provinciale di Bergamo dell’Associazione Nazionale dei Costruttori sono emblematiche della situazione: “Lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione, previsto dal decreto in 30 giorni, ad oggi è rimasto lettera morta. Inoltre negli ultimi anni gli investimenti pubblici nelle infrastrutture sono calati del 62%, le manutenzioni del 42%, con il Patto di stabilità che è diventato la nostra pietra tombale”;

– ad aumentare l’insofferenza da parte degli amministratori locali lombardi e delle altre regioni a statuto ordinario è la sentenza della Consulta n. 219 del 16/7/13 con la quale vengono ritenute illegittime le sanzioni nei confronti dei comuni delle Regioni a Statuto speciale che sforano il Patto di Stabilità, creando quindi una palese disparità di trattamento;

Ritenuto che

– lo sblocco dei pagamenti può generare un aumento del PIL dell’1% circa, e potrebbe corrispondere, a livello nazionale, alla salvaguardia di circa 200.000 unità di lavoro: tale misura comporterebbe il peggioramento del deficit per un solo anno, senza effetti negativi permanenti sulla finanza pubblica e senza alterare il livello di deficit e debito strutturali;

– le misure sin qui adottate per sbloccare i pagamenti attraverso i meccanismi della certificazione sono risultati di complessa attuazione e allo stato sostanzialmente inefficaci e necessiterebbero pertanto di correzioni;

– è indispensabile mettere da subito in atto misure concrete e di effetto immediato per rilanciare la crescita e sostenere l’occupazione, a partire dallo sblocco dei pagamenti dovuti dalle PA;

– tali misure sono divenute ormai improcrastinabili, poiché il contesto economico, produttivo, occupazionale e sociale del nostro Paese presenta indici di costante e allarmante peggioramento che evidenziano uno stato di recessione che colpisce gravemente famiglie e sistema produttivo;

– i Comuni bergamaschi, a differenza di quanto avviene storicamente in altre realtà del Paese, sono nella quasi totalità amministrati con criteri di virtuosità e quindi si trovano tra i più penalizzati dal Patto di stabilità;

Preso atto

– del segnale positivo, ma ancora largamente insufficiente, contenuto nella nuova legge di stabilità riguardo all’alleggerimento del patto;

– che questa fase è molto delicata e al tempo stesso importante visto che il decreto legge stabilità è ora nel suo iter parlamentare nel quale potrebbe subire profonde modifiche prima dell’approvazione definitiva prevista a dicembre;

Si richiede al Governo e al Parlamento

– la possibilità a utilizzare le risorse a disposizione dei Comuni per procedere immediatamente al pagamento dei debiti pregressi nei confronti delle imprese, attualmente bloccati dalle regole imposte dal patto di stabilità interno;

– l’esonero dai vincoli previsti dal Patto di stabilità per gli investimenti infrastrutturali, come ad esempio scuole, impianti sportivi, ospedali, case di cura, strade, impianti per le energie rinnovabili, etc. effettuati nei limiti delle disponibilità di “cassa” degli stessi;

– una completa revisione del patto di stabilità degli enti locali che premi l’efficacia e l’efficienza degli enti locali virtuosi ed individui pesanti sanzioni per quelli in evidente dissesto finanziario.

Questo il video dell’intervista rilasciata dal Sindaco Cagnoni ai microfoni di Antenna2:

httpv://www.youtube.com/watch?v=XdafzgsAOp4

Il Comune di Ardesio farà la sua parte in questa importante iniziativa. Il sito di Ardesio Unita è pieno di riferimenti alle difficoltà del Patto di Stabilità, ogni elemento ulteriore di discussione non può che trovarci d’accordo su tutta la linea.