Il discorso del Sindaco al IV Novembre

discorso_4_novembre_2013_wordleEcco il testo letto dal Sindaco di Ardesio, Alberto Bigoni, durante la manifestazione del IV Novembre:

Care concittadine e cari concittadini,
La ricorrenza del IV novembre 1918 si esprime nuovamente in questo 2013 anche ad Ardesio, nel 95esimo anniversario, segno tangibile di una riconoscenza e di un sentimento che non viene mai meno nei confronti delle nostre Forze Armate e delle molte vite che vennero sacrificate nel secolo scorso. L’occasione è quindi propizia per proseguire con il suggerimento di riflessione cominciato con il discorso pronunciato ad inizio mandato amministrativo (2011) al cospetto del Monumento ai Caduti, quando sottoposi all’attenzione dei numerosi presenti uno dei concetti basilari delle nostre Forze Armate, ovvero di come quest’ultime siano al servizio della Repubblica. Nel 2012 proseguii sottolineando un altro elemento di riflessione direttamente dalla nostra Carta Costituzionale, citando l’articolo 52:

“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino […] L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”. 

Quest’anno voglio proporvi un ulteriore passo di analisi, visto che le occasioni di lettura della Carta sono sempre troppo poche, con l’articolo 54:

“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”

Siamo cittadini di questo Paese e possiamo pensare di vivere in un paese civile solo se tutti sottoscriviamo lo stesso patto e se ne rispettiamo le regole. Dovrebbe trattarsi di un dato di partenza, di qualcosa di scontato, eppure non è così. L’articolo sottolinea: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. I politici, i magistrati e la nostra classe dirigente sono costituite  quindi da “cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche”, visto che la “cosa pubblica” non è proprietà, neppure temporanea, di chi la esercita ma chi la prende in affido deve comportarsi con “disciplina ed onore”. Due parole antiche, queste, ma di grande rigore morale che non possiamo quindi assolutamente pensare di relegare ed associare solamente alle sole Forze Armate, ma devono permeare il nostro quotidiano, le nostre azioni e i nostri comportamenti. Molte volte, infatti, le Forze Armate vengono chiamate a rispondere ad incarichi senza che vi sia un eguale corrispondenza tra i sacrifici e la gratificazione economica che viene loro elargita. La cronaca locale e nazionale ogni anno forniscono elementi che rendono edotta la popolazione circa la lotta impari che vede chiamare in causa le forze dell’ordine in un Paese che cerca di andare avanti tra mille difficoltà. Tra i tanti episodi occorsi durante il 2013, voglio ricordare quello che ha coinvolto suo malgrado il Brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Giangrande. Nelle ore immediatamente successive all’evento, l’Amministrazione Comunale di Ardesio aveva raccolto e divulgato l’appello del Brigadiere Mario Dal Canto, collega di Giangrande, che mi appresto a leggervi:

Egregio Signor Sindaco e ufficio comunale, sono il Brigadiere Capo dei Carabinieri Mario Dal Canto e presto servizio presso il 6° Battaglione Carabinieri “Toscana” di Firenze. Sono un collega ma soprattutto un amico del Brigadiere Giuseppe Giangrande e di Francesco Negri che il 28 aprile sono stati feriti in piazza colonna in Roma da una persona subito arrestata. Come è noto le condizioni di Giuseppe sono ancora gravi e le prospettive di una vita normale, purtroppo, non sono delle più rosee. La figlia Martina, forte come il padre, dopo la morte della madre avvenuta tre mesi orsono sta ora affrontando questa spiacevole e triste vicenda con tenacia, compostezza e grande spirito di sacrificio al di sopra delle aspettative per una ragazza della sua età, appena 23 anni, ed è per questo motivo che Le chiedo umilmente di darci una mano nel dare la massima diffusione, nel suo sito istituzionale o nei modi che la S.V. riterrà più opportuno, delle coordinate bancarie sotto indicate, aperto dal nostro Comando Generale dell’Arma, per provare a garantire un avvenire a Martina, anche se con prospettive molto difficili, e poter affrontare la sua vita e quella di Giuseppe con un pizzico di tranquillità.

L’amministrazione di Ardesio si è attivata diffondendo l’appello e nelle scorse settimane è pervenuto il messaggio di ringraziamento per l’attività svolta da parte della figlia Martina:

Egregio Sig.re Sindaco, con la presente desidero ringraziare la S.V. per aver aderito alla richiesta fatta dal nostro amico di famiglia Mario DAL CANTO, nonché collega di papà, pubblicando nel vostro sito, tramite social network e divulgando presso i vostri uffici il suo appello. Quello che Lei ha fatto per me e mio padre è stato davvero speciale, come speciali sono stati e continuano ad esserli i suoi collaboratori e i suoi concittadini che, puntualmente, ci hanno dimostrato affetto e vicinanza. La Vostra generosità darà sicuramente un importante aiuto per gestire al meglio le varie difficoltà che ci aspettano. Consapevole di non poter aggiungere altre parole per quello che avete fatto, porgo a nome mio personale e di mio padre un sentito ringraziamento per l’affetto e l’aiuto che avete saputo dimostrare nei nostri confronti. Cordiali Saluti, Martina GIANGRANDE

La vicinanza alle nostre Forze Armate passa anche da questi piccoli gesti, dato che non è pensabile ridurre il 4 novembre all’unico giorno in cui far sentire il nostro ringraziamento per l’indispensabile contributo apportato dalle Forze Armate alla società civile, negli ambiti del presidio e del controllo del territorio. Un tema, quest’ultimo, che soprattutto quest’anno in Valle Seriana ed anche ad Ardesio si è riproposto in tutta la sua importanza. Il 4 novembre significa Armistizio di Villa Giusti, l’unità nazionale, la Grande Guerra, i 600.000 caduti e gli altrettanti mutilati, ma soprattutto indica difesa della libertà. In questo senso, c’è un’altra importante ricorrenza che ad Ardesio finora non ha avuto le celebrazioni che merita, ovvero il 25 aprile. Nel 2014, grazie alla disponibilità di tanti amici ardesiani, sono certo che tale appuntamento con la storia e con la memoria non verrà mancato. Sarà quindi un’altra occasione per trovarci con più frequenza d’innanzi al Monumento ai Caduti, simbolo del sacrificio più alto, quello della vita, in un’Italia chiamata nella sua interezza ad affrontare le sfide economiche, occupazionali, culturali e sociali che le si proporranno in questi tempi duri. Che lo spirito di abnegazione delle Forze Armate ed i valori del 4 novembre siano la chiave di lettura di un riscatto europeo della nostra amata Nazione. Viva il 4 novembre, viva l’Italia.

Il sindaco, Alberto Bigoni