Ladri scatenati, sindaci in trincea

Dal Corriere della Sera, edizione Bergamo, un articolo di Anna Gandolfi:

Munirsi di macchina fotografica, puntare sugli oggetti di valore, scattare. Poi scattare, e scattare ancora. «Così, se quegli oggetti dovessero diventare refurtiva e la refurtiva dovesse essere ritrovata, sarà molto più facile rivendicarla».

Alberto Bigoni è il sindaco di Ardesio: da giorni incrocia buonsenso e dritte delle forze dell’ordine. L’obiettivo? Mettere nero su bianco un vademecum che giovedì sarà distribuito ai cittadini nel corso di un’assemblea pubblica. La Bergamasca è nel bel mezzo di un’ondata di furti e il tema dell’assise è come difendersi dai ladri. In casa? Non solo. Nel capitolo «in chiesa», il sindaco è più realista del re e invita le massaie «a non lasciare la borsa fra i banchi quando si va a ricevere la comunione». Da Ardesio a Caravaggio, da Ambivere a Gorno, a Sarnico, a Bergamo. Il boom di furti è innegabile («Dal 2009 a oggi, nella mia zona – dice Bigoni – le segnalazioni di reati sono raddoppiate») e accumuna i quattro angoli della provincia. Se i residenti della zona della Maresana hanno attivato una mailing list per le auto-segnalazioni, fra Gorno e Parre – dove l’altra notte sono state controllate oltre 120 persone in un’operazione ad hoc dei carabinieri – da tempo si muovono nottetempo per presidiare «angoli morti» dei paesi.

"Thieves" di Andrew Becraft
“Thieves” di Andrew Becraft

Il primo cittadino di Gorno Valter Quistini, che insieme ai colleghi seriani ha caldeggiato un vertice provinciale con le forze dell’ordine, mette però in guardia: «Non chiamiamole ronde». Ma, anche se non vengono forniti dati ufficiali, a confermare l’allerta è il moltiplicarsi di iniziative «extra» da parte di giunte di ogni colore politico. «Possono essere un aiuto se si tratta di piccoli furti, di fare presente accorgimenti di buonsenso», dicono gli amministratori. Ad Ambivere, nell’Isola, sono state scassinate nel giro di pochi giorni (e a più riprese) le scuole elementari, la scuola materna, locali della parrocchia e pure il Comune. «All’istituto comprensivo – spiega il vicesindaco Gian Pietro Visconti -, visto che ogni volta i ladri facevano danni per arrivare alla macchinetta del caffè e rubare monetine, i distributori sono stati banditi e sostituiti con quelli con la carta prepagata». A Caravaggio la giunta guidata da Giuseppe Prevedini ha studiato un incastro dei turni e dei compiti fra associazioni e polizia locale per potenziare, affiancando le forze dell’ordine, il presidio del territorio: «La polizia locale non segue più manifestazioni o, per esempio, non fa più viabilità per i funerali – chiosa -, lì entrano in gioco i carabinieri in congedo, così i vigili possono operare su tre turni, arrivando fino a mezzanotte». Da mezzanotte alle sei, è stato assoldato un istituto di sorveglianza. «Il mandato agli operatori non può essere generico, non posso dire: controllate le strade. Così sono incaricati di vegliare sul patrimonio comunale: dal cimitero dove c’erano furti di rame, alle scuole. Spostandosi, però, migliorano la sicurezza di tutti».

Una campagna a tappeto – in attesa che il Comitato per l’ordine e la sicurezza venga convocato sul tema – è poi quella della segreteria provinciale della Lega, che annuncia che molti dei sindaci lumbard scriveranno alla prefettura perché venga consentito alla polizia locale di utilizzare spray urticante e mazzetta segnaletica, «che però – chiosa il segretario Daniele Belotti – qui sono stati vietati in passato, a differenza di altre realtà come Milano, Brescia e Torino». Il Carroccio caldeggia convenzioni fra i corpi di polizia locale e ricorda che a Bergamo, dove ai lumbard fa capo l’assessorato alla Sicurezza, «ci sarà il ritorno di agenti sui bus».