Promoserio 2.0, Fratta scavalcato ed è subito bufera

Da L’Eco di Bergamo del 09 gennaio 2014, un primo articolo di Marta Todeschini:

Promoserio 2.0, Fratta scavalcato ed è subito bufera

Nel 2010 fu nominato dalla Comunità montana. Ma ora Pedretti sceglie Morzenti Pellegrini. I sindaci: ha fatto un ottimo lavoro, ci voleva il bis.

L'Eco di Bergamo, pagina 35 del 9 gennaio 2014
L’Eco di Bergamo, pagina 35 del 9 gennaio 2014

Premessa: sul nome non si discute, è di caratura e alta preparazione, sarebbe un vero peccato perderlo per strada. Ma sul resto, da Albino a Gandellino è un bel putiferio. Ad agitare gli animi di parecchi sindaci della Valle Seriana, ieri, è stata Promoserio. Il Consiglio di amministrazione dell’agenzia di sviluppo locale che si occupa della promozione e comunicazione turistica della Valle Seriana e della Valle di Scalve, con sede negli uffici dello Iat di Ponte Nossa, è scaduto e stanno giungendo le nomine dei nove nuovi rappresentanti. Apriti cielo quando il presidente delle Comunità montana Eli Pedretti ha recapitato ai primi cittadini della valle il suo nome: Remo Morzenti Pellegrini, prorettore dell’Università di Bergamo. Lo sconcerto, affermano i sindaci, nasce non certo dalla figura su cui è caduta la scelta del presidente. Ma dal messaggio di rottura che ha voluto dare. Nel 2010 chi sarebbe poi diventato presidente dell’agenzia di promozione turistica, Guido Fratta, era entrato infatti nel suo Cda come rappresentante della Comunità montana. Scelto quindi da Pedretti. «Con lui Promoserio ha introdotto un concetto alieno prima d’oggi in Valle Seriana – spiega Alberto Bigoni, sindaco di Ardesio –: la rete tra le diverse anime. Questo significa che ha lavorato esattamente nel solco che richiedeva il ruolo super partes della  nomina nel Cda come espressione della Comunità montana». Perché venisse riconfermato, 30 primi cittadini il 27 dicembre avevano sottoscritto una lettera indirizzata al presidente Pedretti. «Il fatto che 30 sindaci su 38 ritenessero che questo assessore della Comunità montana (Fratta lo è a Cultura e Sport) avesse ben operato come presidente di Promoserio e il fatto che avesse avuto appoggi politicamente trasversali – aggiunge da Albino Luca Carrara – non lasciava dubbi sulla sua rinomina ». Ribadisce il concetto la collega di Gromo, Ornella Pasini: «Non è sicuramente una mossa politica corretta . Fratta ha creato Promoserio, diamogliene atto insieme alle sue indiscusse competenze, elementi che abbiamo ribadito nella nostra lettera. È stato un errore non tenere conto della proposta dei sindaci». Ci riprova con le imprese Il fatto è che il pasticcio ha prodotto l’estromissione di Fratta dai giochi. Pedretti presentando il nome di Morzenti Pellegrini precisa infatti, rifacendosi alla lettera dei 30 : «In presenza della condivisione da parte di un così grande numero di amministratori, del candidato dottor Guido Fratta, si è ritenuto che lo stesso potesse essere designato dai Comuni che hanno la facoltà di indicare complessivamente tre nominativi da inserire nel Cda di Promoserio». Nomi che, però, ci sono già: i sindaci dell’Asta  del Serio hanno nominato l’assessore di Gromo Sara Riva, quello della bassa valle il vicesindaco di Nembro, Candida Mignani, e in rappresentanza dei paesi altamente turistici, il primo cittadino di Clusone, Paolo Olini, «dando  per scontato che la scelta del presidente cadesse su Fratta». Il quale confessa «l’enorme delusione, soprattutto umana, che questa scelta ha provocato in me». Ma, forte dell’appoggio della valle, Fratta non si rassegna «e l’idea è di propormi tra le imprese, nel mondo industry. Ho creduto molto in Promoserio e non certo per una questione di poltrona: qui non prendiamo il minimo gettone di presenza, né rimborsi spese. No, ci tengo per dare  continuità al progetto intrapreso, soprattutto in prospettiva Expo». E il designato? Morzenti Pellegrini si ritrova in mezzo semplicemente per aver «dato la mia disponibilità – dice il prorettore –: l’Università è già socio onorario di Promoserio. Nel momento in cui mi accorgessi che la presenza istituzionale può creare problemi, o che ci siano risvolti politici che non conosco e non voglio conoscere, in due minuti ritirerei la mia disponibilità». E sarebbe un peccato che nemmeno i sindaci vogliono, se è vero, come ricorda da Cene Cesare Maffeis, che «è merito di Fratta se oggi in Promoserio c’è l’Università ed è stato possibile chiamare Morzenti».

Il secondo articolo, sempre di Marta Todeschini:

«La fiducia ormai persa». E va in onda il pasticciaccio

Nulla da dire (se non complimenti) su Remo Morzenti Pellegrini, prorettore dell’Università di Bergamo, designato a rappresentare la Comunità montana seriana nel Cda di Promoserio. È che i sindaci che ora fanno quadrato intorno alla figura del presidente uscente Guido Fratta – almeno i 30 su 38 che il 27 dicembre scorso avevano spedito una lettera a Pedretti – davano per scontata una parola: continuità. Nel 2010 Fratta, che abita a Songavazzo dove è assessore a Mobilità, sport e giovani, in Promoserio era approdato proprio su nomina di Pedretti. Chi si aspettava il bis in automatico, talmente automatico da fare per sé altri tre nomi, è rimasto spiazzato. Forse dava per scontata anche un’altra parola: fiducia. La soluzione del rebus che ha tenuti impegnati ieri i sindaci in mille telefonate la fornisce lo stesso Pedretti: «Credo che la candidatura di Morzenti Pellegrini, che mi è stata proposta dal sindaco di Alzano Doriano Bendotti, sia più che autorevole». Ma qui si sta discutendo dell’estromissione di Fratta, non del nuovo nome. «La mia è una scelta tecnica, non politica», risponde il presidente che butta lì: «Se uno costruisce un castello, deve sapere se c’è posto per lui». Fuori di metafora, «Fratta se ci teneva tanto a essere rinominato doveva confrontarsi con me e con il direttivo. E se i sindaci volevano proprio lui, potevano nominarlo loro». Della serie: non dare mai nulla per scontato. E (possibilmente) tenere d’occhio il clima in pancia al direttivo.