Noi siamo le montagne

Il progetto “NOI SIAMO LE MONTAGNE“, inserito nel bando Europeo DynAlpnature, ha come obiettivo quello di creare un gruppo che costruisca le mappe di comunità e impari ad animare il territorio in modo dinamico e moderno. Rappresenteremo il modo in cui noi tutti, anziani e giovani, vediamo, percepiamo, attribuiamo valore al nostro paesaggio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come vorremo che fosse in futuro. Nel percorso impareremo poi a utilizzare tecniche e metodi di rappresentazione e comunicazione attraverso laboratori video, foto, web, educazione ambientale, ecc…, realizzando il primo Festival delle Valli e confrontandoci anche con abitanti di altre valli italiane e d’oltralpe attraverso la proposta del Forum delle Orobie.

Siete tutti invitati a partecipare alla presentazione dell’iniziativa che si terrà

sabato 1 febbraio 2014 alle ore 10.00
presso la sala consigliale del comune di Ardesio

Clicca qui per visualizzare il volantino dell’iniziativa.

Ecco il video di presentazione dell’incontro del 1 febbraio 2014, con gli interventi di Luciano Guazzi di Nueva Idea e di Donato Guerini, assessore con delega al turismo ed alla persona del Comune di Ardesio:

httpv://youtu.be/wPiEoKaONLA

Il progetto: clicca qui per visualizzare la presentazione completa.

Dal PDF è estratta la seguente premessa:

NOI SIAMO LE MONTAGNE: SUI SENTIERI DI OGGI VERSO IL FUTURO
Progetto di sviluppo delle comunità dell’alta Val Seriana e del sistema Orobico

Infondere passione, promuovere i criteri di sostenibilità, lavorare su progettualità e azioni multisettoriali, promuovere la formazione e l’informazione e realizzare unione e rete attraverso l’educazione alla montanità: questa la ricetta di un progetto di sviluppo locale che si può portare avanti nelle Alpi Orobiche. Parlando di sistemi montani si parte sovente dal tema del turismo, come se questo possa rappresentare di per sé una soluzione ad ogni problema economico. In realtà, il vero punto di partenza per gli abitanti delle comunità deve essere quello di iniziare a vivere il proprio territorio in modo diverso, più coinvolgente, sentendosi protagonisti attivi, creatori e gestori del proprio presente e prima di tutto orgogliosi di viverci, tenendo conto della storia, delle capacità e delle competenze personali. Qualità e biodiversità si devono intrecciate con la storia e la cultura locale, per diventare patrimonio delle comunità locali da tutelare, da difendere, da potenziare, da studiare, da comunicare, decidendo insieme come poterle utilizzare e valorizzare. Solo successivamente tutto questo potrà diventare attrattiva turistica. Bisogna pensare alle esigenze di chi abita le valli, nell’ottica di creare servizi prima di tutto per gli abitanti stessi, che vi abitano e che si occupano di tenerle in vita, in particolare attraverso il miglioramento delle attività agro-silvo-pastorali, che vanno viste come elementi fondamentali per la valorizzazione, la gestione e il mantenimento del territorio, oltre che del reddito. Gli elementi per poter avviare questo processo sono due: la multisettorialità, cioè il mettere in relazione i settori quali agricoltura, artigianato, turismo, ma anche i servizi sociali e socio assistenziali, con lo scopo di sviluppare politiche di sostenibilità, e la programmazione partecipata, cioè il coinvolgimento degli abitanti nella programmazione, nello sviluppo e nella gestione delle politiche del territorio, con l’obiettivo di far prendere coscienza dell’importanza delle proprie risorse ambientali e tutelarle, imparando a trasformarle in attività economiche sostenibili. Infine, oggi bisogna tenere conto dei cambiamenti climatici che stanno riducendo le risorse idriche delle comunità locali e dell’aumento dei rischi di dissesto idrogeologico, obbligando necessariamente a rivedere anche le politiche di turismo. Proprio in questi termini stiamo cercando di portare avanti alcuni progetti sulle Alpi Orobiche che consta di sei obiettivi: infondere passione, conoscenze e amore per la propria terra; promuovere i criteri di sostenibilità; lavorare su progettualità e azioni multisettoriali; promuovere la formazione e l’informazione; realizzare unione e rete attraverso l’educazione alla montanità. Tutto questo attraverso la creazione di gruppi nelle comunità locali che aiutino a far capire alla popolazione locale quanto l’accoglienza non derivi solo dalla presenza o meno di infrastrutture adeguate, ma anche dalla percezione che si ha osservando il paesaggio, parlando con le persone del posto, facendo esperienze che permettano di conoscere la storia e la cultura in maniera diretta. In definitiva, il nostro progetto di sviluppo vede al centro la tutela, il potenziamento ecologico e la sostenibilità della montagna e dei suoi abitanti, partendo dalla storia e dalla cultura locale, per entrare nella realtà di oggi, sviluppando le condizioni che permettano di vivere e lavorare in montagna in un equilibrio in cui l’uomo stesso rappresenta un tassello del sistema in grado di migliorare e conservare gli elementi che lo circondano. E allora anche il turismo potrà rappresentare una tappa, un elemento complementare di un percorso più complesso e più ampio, che a monte vede la valorizzazione degli uomini, del loro lavoro e dell’ambiente, attraverso percorsi sostenibili di studio e formazione. Il progetto presentato di seguito permetterà di creare delle mappe di comunità con il coinvolgimento di ragazzi e adulti in modo moderno e dinamico, acquisendo competenze nell’ambito dell’animazione del territorio e dell’educazione ambientale, per poi realizzare degli eventi che diano visibilità al territorio.

Luciano Guazzi