Ardesio, ciaspolatori multati sul Timogno

Eco di Bergamo dello 03/03/2014, pagina 21

Articolo pubblicato su l’Eco di Bergamo del 3 marzo 2014, a pagina 21.

Resta sempre in vigore la delibera del sindaco di Ardesio , Alberto Bigoni, che vieta a scialpinisti, ciaspolatori, amanti della tavola ed escursionisti di risalire, dal pascolo di Vodala, stazione di arrivo degli impianti di Spiazzi di Gromo, le ripide pendici del monte Timogno, alto 2.089 metri.  Il motivo? È subito detto: lo strato di neve che ricopre i ripidi pendii della montagna ha uno spessore che si avvicina e supera anche i tre metri : a ciò si aggiunga anche il fatto che negli ultimi giorni in quota ha continuato a nevicare. Strati di neve per nulla amalgamati tra loro, anche per le elevate temperature, e neppure con il suolo: lo dimostrano le tante valanghe scivolate a valle in diverse località, tutte di fondo. Pure dal Timogno alcune valanghe sono già scese, soprattutto lungo il «Canalì la nef». E altre ne potrebbero scendere, provocate anche da tanti sciatori che, nonostante il divieto, raggiungono la cima arrotondata della montagna per poi scendere lungi i suoi pendii tagliando il manto nevoso e favorendo, in tal modo, la formazione di valanghe. Con grave pericolo per la loro stessa incolumità e per quella degli altri. Al Vodala da sempre gli agenti del Corpo forestale dello Stato, stazione di Gromo, eseguono rilievi per lo studio della neve. Da quando il sindaco di Ardesio ha vietato la risalita del Timogno anche i Carabinieri  della stazione di Ardesio vigilano costantemente sulla zona. Da quanto risulta sono già state parecchie le sanzioni pecuniarie inflitte a sciatori che non hanno rispettato l’ordinanza del sindaco. La multa per tale infrazione ammonta a 50 euro: forse, per indurre tutti a rispettare le regole, tale importo andrebbe aumentato. Enzo Valenti.