L'Alta Val Seriana brucia ancora

Da l’Eco di Bergamo, edizione del 17 aprile 2014, pagina 32

L’Alta Val Seriana brucia
«È opera dei piromani»
Solo l’arrivo del Canadair da Genova ha sconfitto l’ennesimo rogo
Ieri sera riattivato un focolaio sul Monte Secco. Oggi sopralluogo

Ardesio
ENZO VALENTI

Ancora piromani in azione in alta Valle Seriana, dove un nuovo incendio si è sviluppato martedì sera verso le 20,45 in località Monsec, nel territorio di Ardesio. Data l’ora e il buio ormai fitto, si è creduto in un primo tempo che fosse ripartito l’incendio che sabato si era sviluppato a monte della località More, sul confine tra Villa d’Ogna e Ardesio. Un incendio che aveva anche indotto il settore Viabilità della Provincia a chiudere, per alcuni giorni la provinciale 49 per il pericolo di caduta massi sulla sede viaria. Il traffico era stato deviato lungo la via Cunella. Praticamente quell’incendio era stato domato, almeno così si pensava martedì, dopo un ultimo intervento di un elicottero bombardiere della Regione Lombardia, che aveva gettato acqua sulla zona interessata dal fuoco, spegnendo diversi focolai ancora attivi. 

«Non era un fronte vecchio» 

E allora, perché ancora fiamme l’altra sera? «Erano sempre sulle ripide balze del Monte Secco – spiega Valerio Zucchelli, coordinatore delle squadre antincendio della Comunità montana Valle Seriana, che hanno la loro base operativa presso la Croce Blu di Gromo –, ma non erano un rinfocolarsi del rogo dei giorni scorsi. Si è trattato invece, purtroppo, di un nuovo incendio, appiccato sicuramente dai piromani, data l’ora tarda e il luogo, poco più a nord di quello dei giorni scorsi. L’altra sera (martedì, ndr) le fiamme sulla montagna ci avevano indotto a credere, a causa dell’oscurità, che l’incendio a monte della contrada More fosse ripartito. Ci sbagliavamo. Solo stamattina all’alba (ieri, ndr) ci siamo resi conto che si trattava di un nuovo fronte». 

Gli interventi

Alle sei di ieri mattina, lungo la provinciale per Oltressenda Alta, punto di osservazione ideale per seguire l’incendio, sono giunti con Zucchelli, i forestali della stazione di Gromo; Elio Figaroli, responsabile delle squadre  antincendio delle Comunità montana Valle Seriana; Adriano Pasini, direttore del Consorzio forestale «Alto Serio» ed Enrico Bonandrini, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Ardesio, che ha affermato: «Il territorio percorso dalle fiamme si trova nel nostro comune. Il fuoco, a tarda ora, è stato appiccato un località Monsec, posta all’incirca a 1.250 metri di quota. Poi, spinto dal
vento, è salito verso l’alto raggiungendo una quota di circa 1.450 metri e interessando un’area compresa tra i cinque e i sei ettari».  In azione anche gli elicotteri Per domare le fiamme dalle prime luci dell’alba sono intervenuti due elicotteri bombardieri della Regione Lombardia, provenienti da Bergamo e da Sondrio. Attingendo acqua dal bacino di Cerete, contrada di Ardesio, l’hanno scaricata sulla montagna in fiamme, riuscendo a spegnere – ma solo in parte – il fuoco, con voli durati fino a mezzogiorno e ripresi da un solo elicottero nel pomeriggio. Proprio per la difficoltà di domare definitivamente le fiamme, su richiesta del Corpo Forestale dello Stato – cui spetta la direzione dello spegnimento degli incendi boschivi -, è stato richiesto l’intervento di un Canadair. Il grande velivolo, partito da Genova, è giunto in zona a mezzogiorno. Da allora ha compiuto ogni 13 minuti 21 voli in tutto, scaricando acqua( seimila litri per ogni volo) attinta nel lago d’Iseo e mescolata con sostanze ritardanti bianche, sui vari focolai che ogni tanto ripartivano qua e là. Gli uomini sul campo All’opera dei velivoli si è aggiunta quella delle squadre dei volontari antincendio, in tutto una decina – quattro della Croce Blu, tre di Clusone e altrettanti di Rovetta – che hanno provveduto alla bonifica da terra: un’operazione non certamente facile per via dei luoghi impervi e dello strato, alto circa un metro, di foglie e paglia (la zona non è mai stata incendiata in passato), dell’area percorsa dalle fiamme  Le operazioni antincendio sono state sospese alle 17.30, quando il Canadair è ripartito per Genova e i due elicotteri sono rientrati alle basi di Bergamo e Sondrio. Il fuoco sembrava spento, ma come già paventava Valerio Zucchelli, per la conformità del suolo si è riattivato in serata, verso le 20,30. Stamane, quindi, nuova verifica e eventuale altro intervento, se ritenuto necessario. 

I danni

Verso le 10 di ieri mattina l’incendio dei giorni scorsi, a monte dell’abitato di More è ripartito nella parte alta. Per qualche minuto ci si è quindi trovati a dover affrontare due fronti. Tuttavia un efficace e pronto  intervento di uno degli elicotteri, già in zona, ha provveduto a spegnerlo. Quali i danni provocati dal nuovo incendio? Spiegano i forestali di Gromo, che si sono anche recati nella zona percorsa dal fuoco: “I danni economici non sono rilevanti. Sono bruciati piccoli abeti cresciuti negli ultimi 20 anni nella località, fino a 30/40 anni fa utilizzata come pascolo, mentre nella parte alta sono andati in fumo cespugli ed erba resa secca anche dalla prolungata siccità. Più marcati i danni ambientali, sia per la microfauna, sia perchè sono bruciati alberelli che stavano crescendo nella zona piuttosto impervia, a difesa anche dello stesso suolo”.