L'Eco di Bergamo, edizione del 16 maggio 2014, pagina 21
L’Eco di Bergamo, edizione del 16 maggio 2014, pagina 21

 

Da l’Eco di Bergamo, edizione del 16 maggio 2014, pagina 21, gli articoli di Vanessa Santinelli:

Più voti contrari, ma il bilancio passa. È scontro sugli aumenti dell’acqua. Settanta sindaci a favore, 77 contro. A pesare le quote di Palafrizzoni, Provincia e Comuni big. Il Comitato va all’attacco: incapacità di gestione. D’Aloia: i numeri messi in giro non sono realistici.

Settanta Comuni a favore, 77 contro e 3 astenuti. Ma il bilancio di Uniacque passa a maggioranza. A pesare sono le quote detenute dai singoli Comuni nella società che gestisce il servizio idrico. I favorevoli rappresentano il 53,93 per cento delle quote contro il 19,56 dei contrari e il 3,03 degli astenuti. A marcare la differenza e far propendere l’ago della bilancia verso il via libera è stato il sì dei pezzi grossi: la Provincia che detiene il 7 per cento delle partecipazioni («Ma passava anche senza di noi» sottolinea il presidente Pirovano che si è seduto in prima fila in platea), Palazzo Frizzoni con l’11,05 e in generale i Comuni big: Seriate, Dalmine, Treviglio, Nembro e Albino per citarne alcuni. Politicamente parlando, a votare a favore è stato il fronte Lega, ma anche qualche Comune di area Pd e di Forza Italia. Contrari i sindaci del Nuovo centrodestra riuniti nel Comitato acqua bene comune, molti dell’Isola che pur soci di Uniacque non hanno affidato il servizio alla società, e qualche «battitore libero», molti piccoli Comuni delle Valli ma anche del Sebino scontenti per la g gestione. 

Tre ore di battaglia. Tre ore filate di assemblea in Fiera, al termine della quale il presidente di Uniacque, Gianni D’Aloia tira un sospiro di sollievo: «Abbiamo retto…» dice ai suoi visibilmente soddisfatto mentre lascia il tavolo dei relatori.  Sono molto soddisfatto – aggiunge – perché il bilancio è passato a larghissima aggioranza. Evidentemente è  stato valutato positivamente il lavoro svolto da questo Cda». Consiglio di amministrazione in scadenza che lavorerà in prorogatio. L’assemblea ha infatti deciso a maggioranza di spostare il rinnovo a dopo le elezioni. Anche se il sindaco di Spirano, il leghista Giovanni Malanchini, ha proposto di rinnovarlo subito: «Abbiamo approvato il bilancio, secondo me ci sono le condizioni per procedere subito». Per il resto è stata un’assemblea tosta, dove non sono mancate polemiche e lamentele verso la gestione del servizio idrico da parte di qualche sindaco. D’altra parte le premesse non lasciavano ben sperare, con il botta e risposta della vigilia tra Comitato e Uniacque. D’Aloia, in apertura di seduta, mette subito i puntini sulle i: «Come amministratori di questa società abbiamo il dovere di dare chiarimenti a tutti, stiamo girando il territorio in questi mesi. Non ci siamo mai sottratti al confronto. Avevo invitato il Comitato acqua bene comune, che mi auguro stasera si materializzi, a venire in azienda. Ho parlato con il presidente chiedendo un confronto, però non c’è mai stato». E lancia la stilettata: «Vorrei che ci fosse una discussione anche aspra, dura, ma non si possono fare affermazioni prive di significato. I numeri messi in giro dal sindaco Bizzoni non sono realistici. Non ci siamo proprio ». Flavio Bizzoni, primo cittadino di Castelli Calepio, non ci sta. I nervi sono a fior di pelle, chiede prima tutta una serie di chiarimenti sul bilancio, poi alzerà il tiro: «C’è un’incapacità a gestire questa società. Vediamo solo riparazioni e nient’altro, nonostante gli abbondanti bilanci. Un’azienda nasce e cresce su un piano industriale, non si può presentare un piano economico che definite voi stesso ottuso».

Controproposta e polemiche. Sul tavolo il Comitato metteo un contropiano economico. “È possibile un risparmio di cinquanta milioni in cinque anni, un’opzione che secondo noi andrebbe verificata – prosegue Bizzoni –. abbiate pazienza, io sono lì a contare i centesimi, mi sembra una mancanza di rispetto verso i cittadini. Non abbiamo mai messo in discussione gli 83 milioni di investimenti, se servono si realizzano. Mettiamo in discussione il metodo per recuperare risorse”. E rincara la dose Gianpietro Boieri, sindaco di Isso e presidente del Comitato: “Se 8 milioni erano sufficienti per raggiungere gli obiettivi del Piano conomico perché siete andati ad aumentare la tariffa? Pretendiamo di avere chiarimenti visto che ci dite che non sappiamo leggere i numeri”. L’amministratore delegato Antonio Pezzotta risponde punto su punto, dopo aver illustrato il bilancio 2013 “che consolida quello approvato l’anno scorso. Ricavi per 95 milioni, un risultato ante imposte di 22, 8 milioni di imposte e un utile netto di 14. In totale abbiamo 19 milioni in cassa con gli ammortamenti”. Il  confronto si fa più accesso sulla tariffa (passata da 0,95 a 1,077 al metro cubo) e sugli aumenti (13,4 o 24,4 per cento in più come sostiene il Comitato). Pezzotta spiega che “il 24 era virtuale, mai applicato” e illustra la nuova tariffa “che servirà a coprire tutti i costi, i mutui e gli investimenti “. E qualche precisazione: “Noi siamo i gestori, le tariffe le avete approvate voi” dice alla platea… I sindaci si fanno sentire. Peia se la prende con i Comuni sotto sanzione europea per la quale Uniacque ha previsto i lavori. “Sarebbe utile far pagare anche a questi Comuni un po’ di spese. Va bene la solidarietà, ma perché ci devono andar di mezzo anche quelli virtuosi che hanno sempre pagato tutto?”. Brembate teme di vedersi aumentare la tariffa: “Abbiamo il servizio fornito da Hidrogest che è ottimale. Se saremo assorbiti da Uniacque ci vedremo aumentare la tariffa del 30 per cento. Avanti così pagheremo l’acqua di più degli africani”. Gandino chiede se il canone a Bergamo infrastrutture viene pagato regolarmente perché la partecipata del Comune di Gandino vanta un credito di tre milioni. E Capriate “se è possibile invertire il modello tariffario, per non pagare tutte quelle  tasse”. Tanta carne al fuoco. L’assemblea è chiusa, le polemiche no.

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Pirovano: ai dissidenti ricordo le multe dall’Europa per colpa loro

L’Unione europea incalza, le  multe da spauracchio sono diventate realtà. «Le sanzioni per gli scarichi e le fognature non a norma sono arrivate». Il presidente della Provincia Ettore Pirovano dopo aver letto l’ennesima presa di posizione del Comitato acqua bene comune, alza il telefono per replicare. «Vorrei ricordare ai Comuni che fanno le barricate – spiega – che se non pagheranno le multe che l’Unione europea ci ha comminato è perché qualcuno ci ha pensato e farà i lavori anche per chi si è opposto a Uniacque e continua a far casino». Una settimana fa l’assessore regionale Claudia Terzi ha comunicato alla Provincia di Bergamo ( e a tutte le altre Province lombarde) che la Commissione europea ha avviato una seconda procedura di infrazione per gli agglomerati fuorilegge per scarichi e trattamento delle acque reflue. In Lombardia sono 114, nella Bergamasca una decina: Bergamo-Isola-Valli, Carona, Castelli Calepio, Costa di Serina, Ghisalba, Oltre il Colle, Piazza Brembana, Santa Brigida–Averara, Schilpario, Sedrina, Val Brembana, Valle Seriana. «Ci sono Comuni – prosegue il presidente di Via Tasso – come quello di Costa Serina, Ghisalba, Oltre il Colle, Piazza Brembana, Sedrina, la Val Brembana (San Giovanni bianco e Serina ) o Valbondione che non pagheranno la sanzione europea di più di 9 milioni per singolo agglomerato perché la Provincia ha deliberato per tempo gli investimenti di depurazione anche di quei Comuni che non hanno aderito a Uniacque». Così era stato deciso un anno e mezzo fa alla Conferenza dei Comuni dell’Ato per evitare di far cadere in testa ai cittadini le multe milionarie. Ora la Provincia dovrà comunicare all’Unione europea a che punto si è arrivati, se gli interventi di messa a norma sono già stati eseguiti, se ci sono i progetti o sono già stati avviati i cantieri. «Gli investimenti – aggiunge Pirovano – tutelano i cittadini bergamaschi e lombardi dalla pessima reputazione di essere condannati per aver scaricato nei fiumi e nei torrenti le fognature delle loro case. Questo perché dimenticando la facile visibilità politica di chi “vota sempre contro” sindaci e consiglieri provinciali hanno privilegiato fatti concreti senza inquinare le tubature dell’acqua con la politica da politicanti». Il messaggio è chiaro. Pirovano si rivolge a «chi vota sempre contro». Tranchant come d’abitudine: «È ormai chiaro che tutte le altre soluzioni al di fuori della società unica non sono percorribili e la tariffa ormai è fatta, all’esame dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. I bilanci bisogna saperli leggere, ma mi pare ci sia più sete di poltrone e potere. Attorno all’acqua e agli investimenti che si dovranno fare ci sono decine di appalti ma finché ci sarò io come presidente della Provincia farò di tutto per evitare che la politica entri nei tubi dell’acqua». E qualcosa da ridire lo ha anche sul metodo prima  dell’assemblea del pomeriggio: «Il bilancio bisogna votarlo, ci sono delle leggi da rispettare. Possibile che si arrivi a proporre una proposta alternativa in assemblea, che non ci sia la possibilità di discuterne prima, anche litigando se è il caso. È il luogo meno opportuno per fare gli approfondimenti tecnici. Non siamo mai riusciti a incontrarli questi del Comitato acqua bene comune né in occasione di appuntamenti ufficiali né privatamente». Loro avrebbero qualcosa da che ridire su chi non ha voluto incontrare chi in questi mesi di botta e risposta via giornale. “Mi sembra comunque un modo levantino di gestione del servizio pubblico. Si arriva in assemblea sempre con l’elmetto e le spade”.