Aliquote TASI, solo il 10% dei Comuni le ha fissate

Tasi, solo il 10% dei Comuni bergamaschi ha deliberato

Da l’Eco di Bergamo del 21 maggio 2014, pagina 40, un articolo di Emanuele Biava:

La maggioranza è in ritardo e il governo concede la proroga

È polemica: penalizzati i virtuosi

Solo poco più del 10% dei Comuni bergamaschi ha fissato le aliquote della Tassa sui servizi indivisibili (Tasi) e solo in questi centri i cittadini dovranno pagare entro il 16 giugno. Per tutti gli altri, ossia quelli che entro la scadenza di dopodomani non avranno approvato in Consiglio comunale gli appositi provvedimenti, il governo ha posticipato il pagamento della tassa al 16 settembre. Nel dettaglio, i Comuni della nostra provincia sono 25 (dati aggiornati al 19 maggio ed elaborati da Confedilizia sulla base delle delibere giunte al ministero delle Finanze): si tratta di Albino, Antegnate, Ardesio, Azzone, Bergamo, Brignano Gera d’Adda, Canonica d’Adda, Caravaggio, Casnigo, Castione della Presolana, Colere, Fino del Monte, Foppolo, Mapello, Martinengo, Olmo al Brembo, Orio al Serio, Parre, Peia, Predore, Schilpario, Sovere, Treviolo, Villa d’Adda e Zogno. L’elenco si sta allungando proprio in queste ore: per esempio, i Consigli comunali di Bonate Sopra e Clusone si sono riuniti ieri sera per l’approvazione delle aliquote, Brembate Sopra si riunisce stasera, Capriate domani e altri ancora dovrebbero farlo tra oggi e domani. In tutta Italia i Comuni che hanno già deliberato le aliquote sono soltanto 1.076. La decisione del governo di posticipare i pagamenti è stata presa “dopo aver incontrato l’Anci – scrive il ministero delle Finanze in una nota – per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei Consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali”. “Scelta scorretta” Ma la scelta non è piaciuta a tutti. Per il Codacons “non c’è alcun valido motivo che giustifichi questa differenza, dato che i Comuni hanno avuto tutto il tempo necessario per deliberare le aliquote. Un simile provvedimento viola la Costituzione, che all’articolo 3 sancisce l’assoluta uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”. E l’umore non è migliore tra i Comuni che hanno approvato le aliquote nei tempi stabiliti: “Non è corretto nei confronti delle amministrazioni che sono state diligenti – spiega per esempio Michelangelo Locatelli, sindaco di Mapello dove le aliquote sono state deliberate ad aprile – e si trasmette un segnale negativo ai cittadini. A chi ha tardato nell’approvazione si dovrebbe far pagare di più”. Da Caravaggio il sindaco Giuseppe Prevedini pone l’attenzione sulla generale “situazione d’incertezza”, soprattutto riguardo i trasferimenti dello Stato ai Comuni: “Chi va ad approvare i bilanci di previsione entro il 31 luglio – aggiunge – di fatto non sa che aliquote deve mettere “. Difficoltà rilevata anche dal sindaco di Ardesio, Alberto Bigoni, che evidenzia: “I trasferimenti verranno definiti nel secondo semestre, quindi abbiamo potuto fare solo una stima degli introiti: se lo Stato taglierà ancora, c’è il rischio di dover riapprovare le aliquote e secondo alcune interpretazioni addirittura anche il bilancio”. E conclude: “Abbiamo fatto le corse tra norme che cambiano di anno in anno e tra mille interpretazioni, riuscendo ad approvare il previsionale il 7 maggio: di solito si faceva a novembre ed essere tra i Comuni che l’hanno approvato “presto” la dice lunga sulla situazione generale”.