Le Unioni, i bandi e le telecamere

L'Eco di Bergamo, edizione 9 lublio 2014

Articolo a firma di Marta Todeschini, l’Eco di Bergamo, edizione del 9 luglio 2014:

“Questo bando è una beffa”, Addio telecamere scalvine
Vilminore, la polizia locale qui è in capo alla Comunità montana
Ma la Regione le esclude dai beneficiari: solo Unioni dei Comuni

MARTA TODESCHINI
“Questa è una vera beffa: prima ci chiedono di gestire in forma associata i servizi, poi, quando l’abbiamo fatto, ci estromettono dai giochi “. È duro lo sfogo di Guido Giudici, sindaco di Vilminore oltre che presidente della Comunità montana Valle di Scalve. Nel cassetto ha una lettera non proprio soft, pronta da spedire a Simona Bardonali, assessore regionale alla Sicurezza. Oggetto: finanziamenti per la sicurezza urbana. Ciò che Giudici lamenta è la sorpresa di sentirsi estromessi (gli scalvini) da questo piano da oltre tre milioni di euro. Varato a metà aprile, il bando scade venerdì e prevede cofinanziamenti regionali dal 50 al 70 per cento, riservati a Comuni, Province e Unioni di Comuni per progetti legati al potenziamento degli apparati radio, al rinnovo e incremento del parco autoveicoli e delle dotazioni tecnico/ strumentali (auto, moto, ma anche, tra gli altri, etilometri, autovelox, telelaser, cellulari, radio portatili, gps), oltre all’installazione di colonnine di soccorso e di sistemi di videosorveglianza. Proprio la videosorveglianza è un tema che dalle parti di Vilminore si sarebbe voluto potenziare. Ma i soldi della Regione sarebbero stati utili “anche per acquistare etilometri e telelaser” spiega Giudici, che usa il condizionale poiché al bando possono accedere i Comuni o le Unioni dei Comuni alle quali, secondo Giudici, sono equiparate le Comunità montane, “salvo poi scoprire, al momento di inserire i dati a computer (la domanda di partecipazione al bando va presentata esclusivamente on line, ndr), che non è così”. Il fatto è che Schilpario, Azzone, Colere e Vilminore “hanno conferito il servizio di polizia locale alla Comunità montana – spiega Giudici – ed era quindi logico che il progetto fosse presentato da questo ente”. E i Comuni? “Nessuno dei nostri, ci è stato risposto dalla Regione, può presentare il progetto in quanto non ha alle sue dipendenze personale che svolge la funzione di polizia locale”, essendo questo nell’organico della Comunità montana. Addio quindi al proposito di poter implementare la videosorveglianza in Valle di Scalve: “Pensavamo all’acquisto di otto telecamere, oltre a quelle da posizionare in entrata e uscita della valle” aggiungono da Palazzo Pretorio. L’altro maxi progetto Che anche il grande progetto Thor, quello promosso dalla confinante Comunità montana Valle Seriana, rischi la stessa fine? Salvo: anzi, “ha avuto l’ok da parte dei carabinieri, nella persona del comandante della compagnia di Clusone, il capitano Diego Lasagni – spiega il presidente Eli Pedretti – e nel momento in cui anche la Prefettura ci chiamerà, siamo pronti a emettere il bando”. Il progetto da quasi 500 mila euro è infatti già finanziato: nessuna richiesta in Regione con il bando di aprile. Chi invece sta lavorando in vista della scadenza di venerdì è il Comune di Piario che però farà da capofila a un progetto che è una prova tecnica di Unione: “Stiamo cercando di finanziare una quindicina di telecamere che possano implementare la videosorveglianza nei paesi di Piario, Villa d’Ogna, Ardesio, Gandellino, Gromo, Valgoglio e Oltressenda Alta – spiega il sindaco Pietro Visini –, andando a integrarsi con Thor”. Ed essendo Piario un Comune inserito in un’Unione (la neonata Asta del Serio), dovrebbero avere le carte in regola per presentare la sua richiesta. Fa parte infatti dei “Comuni con popolazione sotto i 5.000 abitanti associati per effetto della Legge 135/2012”, caratteristica richiesta dalla Regione e che dà diritto al finanziamento al 70%. La Legge 135/2012 parla infatti di Unione dei Comuni o convenzioni, ma non di Comunità montane. “A noi accadde lo scorso anno con il bando per i servizi informatici – aggiunge il sindaco di Ardesio, Alberto Bigoni – : avevamo buttato al vento un mese di lavoro per poi scoprire che era riservato soltanto a Comuni e Unioni. Un motivo in più per credere che l’Unione andasse proprio fatta”.