Troppi posti letto in Bergamasca, la sanità riorganizza gli ospedali

La pagina 25 dell’edizione del 7 agosto 2014 de “L’Eco di Bergamo” pubblica quanto segue:

Troppi posti letto in Bergamasca. La sanità riorganizza gli ospedali.
La Conferenza Stato-Regioni ha approvato gli standard di qualità e di quantità Il «Papa Giovanni» unico presidio di 2° livello, Bolognini e Treviglio al 1° livello.
Il Papa Giovanni dovrebbe essere l’unico ospedale “di secondo livello” nella Bergamasca, mentre il Bolognini di Seriate e l’ospedale di Treviglio risulterebbero di “primo livello” e tutti gli altri presidi (Romano, Lovere, Piario, Alzano, San Giovanni Bianco, Calcinate) verrebbero classificati come “presidi di base“. Questo in base al Regolamento sulla “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” approvato martedì dalla Conferenza Stato-Regioni in attuazione del “Patto per la Salute 2014-2016”. Le Regioni avranno tempo fino al 31 dicembre prossimo per adottare i provvedimenti di loro competenza. Proprio il Regolamento parla di riorganizzazione delle rete ospedaliera secondo il modello “hub and spoke” (cioè grande ospedale di riferimento e rete degli altri presidi con meno specialità), con la determinazione di precisi standard operativi per gli ospedali legati sia al bacino di utenza, sia alle dotazioni di specialità. Secondo le nuove definizioni, nella Bergamasca solo il Papa Giovanni rientrerebbe nella fascia “top” degli ospedali. “Per le dotazioni richieste – spiega Amedeo Amadeo, dg del Bolognini di Seriate – solo i grandi ospedali possono rientrare nel secondo livello. Va detto, però, che per adesso siamo solo all’inizio, alle linee generali, le indicazioni di massima. Bisognerà poi vedere come andranno declinate, in concreto”. Il regolamento – spiega una nota della Cgil a firma di Orazio Amboni – “cerca di tradurre in termini di standard e di parametri le indicazioni di riduzione della spesa e di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario previste dalla legge cosiddetta Spending Review e dal Patto per la Salute”. E tra i “principi ispiratori” annovera: la riduzione del tasso di ospedalizzazione (160 per 1.000 abitanti; oggi a livello nazionale è il 163,5; in Lombardia 147,7; l’ultimo dato ufficiale pubblicato per Bergamo è del 2009 quando il tasso di ricovero provinciale dichiarato dall’Asl era 138,43), da conseguire attraverso un potenziamento dei servizi territoriali; la qualificazione dell’offerta attraverso la definizione di standard quantitativi e qualitativi; l’articolazione della rete ospedaliera sulla base del modello hub and spoke; uso flessibile dei posti letto; integrazione tra strutture ospedaliere e strutture territoriali. A proposito dei posti letto accreditati, a carico del sistema sanitario, il numero non deve essere superiore a 3,7 posti per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti per riabilitazione e lungodegenza. Il regolamento entra nei dettagli della definizione dei posti e Amboni annota come, alla luce dei nuovi parametri, “è probabile che dovrà essere rivisto il calcolo effettuato dall’Asl in sede di programmazione annuale”, dove si presentava la seguente situazione: “Nella Provincia di Bergamo al 1o gennaio 2014 sono formalmente accreditati 4.422 posti letto (di cui 4.102 di degenza ordinaria e 320 a ciclo diurno) equivalenti a circa 4,04 posti letto per 1.000 abitanti. Nell’ambito dell’area riabilitativa sono presenti 824 posti letto (di cui 808 di degenza ordinaria e 16 a ciclo diurno) equivalenti a 0,75 posti letto per 1.000 abitanti. Sono inoltre presenti 94 posti letto tecnici per l’area cure subacute”. Il documento di programmazione Asl – annota sempre Amboni – “concludeva prevedendo un “eccesso nel profilo di offerta di circa 375 posti letto” rispetto allo standard del 3,7”. Sui posti letto c’è poi la questione del “tasso di occupazione” (90% tendenziale, già raggiunto in Bergamasca) e della “durata della degenza” (mediamente inferiore a 7 giorni). E tra gli standard del Regolamento fanno capolino anche le “soglie minime”, in rapporto anche ai bacini di utenza delle strutture. Insomma, un disegno complessivo che riordina il sistema sanitario . La sfida sarà tradurlo in concreto.

"Lubbock Heart Hospital, Dec 16-17, 2005" di Mark da Flickr.com
“Lubbock Heart Hospital, Dec 16-17, 2005” di Mark da Flickr.com