“Quei comuni, che spreconi”. I sindaci: “No, è il contrario”

Dal Corriere della Sera, edizione Bergamo, di venerdì 8 agosto 2014, un articolo a firma di Fabio Paravisi:

“Quei comuni, che spreconi” I sindaci: “No, è il contrario”

Cottarelli li mette alla gogna come spreconi, mentre loro invece sostengono addirittura di avere risparmiato. È calata nei giorni scorsi anche su tre sindaci bergamaschi la scure del commissario alla spending review Raffaele Cottarelli, che ha messo all’indice duecento amministrazioni pubbliche, accusate di essersi rivolte a fornitori esterni alla Consip. Cioè la società del ministero dell’Economia e Finanze che svolge attività di consulenza, assistenza e supporto per gli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche. Chi non acquista le forniture tramite le sue convenzioni deve dimostrare di essere riuscito a risparmiare. In genere chi non lo fa finisce con il generare sprechi di denaro, ed è per questo che il Commissario se la sta prendendo con chi spende i soldi a suo piacimento. I comuni bergamaschi finiti nell’elenco sono Brembate Sopra, Alzano Lombardo e Clusone. I cui sindaci però non ci stanno, e rimandano al mittente tutte le accuse. Brembate Sopra è sotto accusa per avere speso troppo (193.899 euro) per la “fornitura di gas metano degli edifici comunali per il periodo ottobre 2012-settembre 2013”. La cifra in effetti è piuttosto grossa, ma un motivo c’è, spiega il sindaco Diego Locatelli: “Le cifre del nostro bilancio fanno sballare diversi standard, e questo perché non si tiene mai conto che noi dobbiamo occuparci della casa di riposo, che è di nostra proprietà, ha 220 ospiti e 75 dipendenti rispetto ai 25 dell’amministrazione comunale, e alla quale vanno 8 dei 16 milioni del bilancio del Comune. Sono anni che andiamo in pellegrinaggio al ministero dell’Economia per chiedere di scorporare le spese della Casa di riposo da quelle del bilancio. Alla fine dovremo risolvere da soli il problema facendo passare la proprietà di Casa serena a una Fondazione, sempre di proprietà comunale, e che dovrebbe nascere il prossimo anno. E comunque è paradossale il fatto che finiamo in questa lista quando invece siamo anche tra gli 80 enti pubblici di tutta Italia che stanno anche sperimentando anche la nuova contabilità, e per questo siamo anche stati premiati”. Ancora più alta è la spesa per la quale viene rampognato il Comune di Alzano Lombardo: 250.000 euro spesi per “la fornitura di energia elettrica per l’illuminazione pubblica e dei cimiteri per l’anno 2013”. Anno in cui a fare le funzioni del sindaco, dopo le dimissioni di Roberto Anelli, era Doriano Bendotti, che risponde con una certa animosità: “Sono tutte sciocchezze. Noi abbiamo acquistato l’energia da Blue Meta, che è di proprietà di Liquigas, la quale è a sua volta partecipata per il 51% da Aneta, di cui fa parte da una serie di comuni fra cui anche il nostro. Facendo questa scelta abbiamo avuto due conseguenze: da un lato abbiamo risparmiato complessivamente mille euro in un anno e dall’altro abbiamo anche contribuito a generare utili per una società di cui siamo comproprietari. Senza contare che il Comune sta anche producendo energia con impianti fotovoltaici di sua proprietà. Infine, rispetto a Edison che è francese, abbiamo utilizzato elettricità a chilometri zero”. Una spiegazione simile arriva anche da Clusone, Comune che viene accusato di avere speso 220.000 euro senza appalto per il “servizio di fornitura energia elettrica degli immobili comunali e della pubblica amministrazione per l’anno 2013”. “Abbiamo verificato i prezzi di Blue Meta rispetto a quelli della convenzione Consip ottenendo un prezzo inferiore di 1 euro a Megawatt — spiega il sindaco Paolo Olini —. In questo modo abbiamo ottenuto un risparmio rispetto alla procedura di gara messa in atto dalla Consip. Senza contare che la cifra indicata si riferisce alla somma con Iva, accise e imposte varie che gravano sull’energia elettrica. Il costo della sola quota energia è quindi stimabile in circa 100.000 euro. Che poi a farci questi appunti sia gente che non riesce nemmeno a calcolare correttamente le previsioni del Pil mi sembra il massimo”. 
Fabio Paravisi

L’elenco completo delle contestazioni è disponibile cliccando qui, grazie ad un tweet sul profilo di Johannes Buckler:

Va detto che la normativa che prevedeva la possibilità di affidamento in economia al cottimo fiduciario per le pubbliche amministrazioni è stato messa recentemente in discussione dalle modifiche di legge, come testimoniato inoltre da alcune sentenze, ma ciò non toglie che non si debba buttare il bambino con l’acqua sporca: molto spesso è vero che fuori dal mercato elettronico della PA si trovino offerte più convenienti per gli Enti. Il discernimento tra “virtuosi” e “spreconi” è una semplificazione giornalistica estremamente riduttiva, la speranza è che chi controlla abbia la dovuta accortezza nel valutare ogni singolo caso.

Se vi aggiungiamo anche il lavoro sulle aziende pubbliche partecipate, al Commissario Cottarelli si prefigura un lavoro di immane portata:

da “Il Sole 24 ore

Spending review, piano partecipate: ridurle in tre anni da 8mila a mille
Pubblicate stasera sul blog del commissario Carlo Cottarelli le «principali proposte del programma di razionalizzazione delle partecipate locali». L’obiettivo, si legge, nella relazione Cottarelli, «è quello di ridurne il numero da 8.000 a 1.000 nel giro di un triennio, di favorirne l’aggregazione e lo sfruttamento di economie di scala e, anche per questa via, di migliorarne l’efficienza, con benefici per la finanza pubblica (i possibili risparmi a regime sono stimati in almeno 2-3 miliardi) e per la qualita’ dei servizi offerti». Quattro i cardini della strategia: circoscrivere il campo di azione delle partecipate entro lo stretto perimetro dei compiti istituzionali dell’ente partecipante, rafforzando quanto previsto in proposito dalla legge finanziaria del 2008; introdurre vincoli diretti su varie forme di partecipazioni; fare ampio ricorso alla trasparenza e alla pressione dell’opinione pubblica adeguatamente informata come strumento di controllo; promuovere l’efficienza delle partecipate che rimarranno operative, incluso attraverso l’uso diffuso dei costi standard, e l’aggregazione tra partecipate che offrono servizi simili per sfruttare al meglio le economie di scala.


"Hungry Scissors" di juan torres da Flickr.com
“Hungry Scissors” di juan torres da Flickr.com