L’edizione del 14 agosto 2014 del Corriere della Sera, edizione Bergamo, ha pubblicato un articolo a firma di Anna Gandolfi inerente al passaggio ardesiano della famiglia di Lucio Basadonne, di cui avevamo già parlato nelle scorse settimane:

Il nostro film: da 5 mesi in viaggio con il baratto e 500 euro

“Ciao, noi siamo ospiti a Clusone. Potreste darci voi uno strappo sino ad Ardesio, se passate da lì. Così cominciamo a fare due chiacchiere…”. Intervista concordata, giorno, ora. E anche un pezzetto di viaggio. Poca cosa, Clusone-Ardesio, rispetto ai 4.500 chilometri che Lucio già ha alle spalle. Ma del resto se lui non sapesse cogliere al volo anche le più piccole occasioni, di strada ne avrebbe fatta poca. E invece. “Invece oggi è il giorno numero 132, quasi cinque mesi dalla partenza, abbiamo girato l’Italia da cima a fondo, siamo arrivati in Austria”. Fin qui, niente di così strano. Salvo che i 4.500 chilometri percorsi in tre, perché con lui ci sono anche Anna e la loro bambina di 5 anni, Gaia, sono costati 500 euro scarsi. “Ma tanto lavoro. E tanta inventiva”. Non solo. Lucio Basadonne, genovese, professione videomaker, Anna Pollio, un lavoro da insegnante di grafica al momento in stand-by, e la piccola Gaia sono diventati un fenomeno sul web, dove tengono il diario della loro avventura e dove si confrontano con tutti, anche con chi critica il loro progetto. Dalla rete alle montagne bergamasche, eccola qui: la “Famiglia Unlearning” è arrivata in Valle Seriana. Clusone, ieri, undici del mattino nel mezzo di un agosto maledetto dal meteo. Diluvia. Lucio, Anna e Gaia si presentano all’appuntamento armati di tutto punto: cerata, zaino, cappello. Nella borsa, la telecamera: tappa dopo tappa il viaggio diventerà un film. Per il momento, però, l’obiettivo è arrivare ad Ardesio, dove fino al 16 saranno ospiti-lavoratori del circo Grioni che lì fa tappa. “Ok, adesso ci spieghiamo meglio”. L’intervista-passaggio in auto comincia con un déjà vu. “Una volta mi hanno detto: bella questa cosa di Unlearning. Ma cosa vuol dire? Disimparate tutto e diventate dei primitivi?”. Risposta: “Per noi Unlearning è fare tabula rasa di quella che era la nostra vita di città, dei nostri giudizi e dei nostri retaggi culturali”. Tra il dire e il fare, ci sono di mezzo i 4.500 chilometri già percorsi, “incontrando famiglie di tutti i tipi che ci ospitano in cambio del nostro sostegno materiale ai loro progetti di vita indipendente”. La modalità stessa di viaggio è speciale, tanto da diventare — appunto — oggetto di un documentario che a fine corsa sarà montato e prodotto. Accantonato il denaro, la famiglia si muove con il baratto. Che, a quanto pare, nel 2014 è diffusissimo. “Tant’è che abbiamo speso, dalla partenza, 100 euro al mese”. Baratto che oggi si declina con “couchsurfing” (scambio di ospitalità a casa), “woofing” (lavoro in cambio di vitto e alloggio) a “blablacar” (il social network dei passaggi in auto), scambio di appartamenti (la loro abitazione in centro a Genova è un via vai di ospiti che contraccambiano), banca del tempo. Si chiama auto-sostentamento. “Il viaggio è stato pianificato un anno prima scovando tutti i siti più affidabili”. Anna e Lucio sono entrambi grafici, “abbiamo — prosegue lui — fornito consulenze di marketing a piccole aziende agricole che ci hanno ospitato, fatto volantini. Ma a me è capitato di pulire stalle, Anna ha cucinato”. Avanti così. A Clusone sono arrivati da Marghera. Brutte esperienze? “Uno pensa ai passaggi in auto e si dice: chissà che brutta gente. Non è vero”. E portare in giro così una bambina di 5 anni? “Gaia si diverte, non le manca nulla. A settembre torniamo a Genova perché comincia la prima elementare, ma questa esperienza è anche e soprattutto per lei”. L’origine del viaggio, in un pollo a quattro zampe. “Una mattina — racconta Anna — Gaia ha disegnato un pollo così, perché nelle porzioni da supermercato di solito è questa la quantità di cosce. Mi sono detta: vogliamo andare avanti così?”. L’idea è stata mollare tutto, a tempo determinato. Lucio è un libero professionista, Anna è in aspettativa. Oggi hanno accumulato 35 tappe. Da Ciumara Ranni, un eco villaggio vicino a Siracusa totalmente vegano, al circo Grioni, oggi ad Ardesio e poi a Rovetta, “individuato perché è nato “per scelta” e non per tradizione, fondato da un ragazzo, Marco, il cui padre faceva il prestigiatore nei teatri milanesi e che ora ha deciso di reinventarsi”. È la tappa bergamasca del tour. “Per il circo dovevamo attaccare manifesti, ma con questo tempo…”. Muoversi in tre, così, non è uno scherzo. Anna racconta sul web: “Al momento di partire, ho fatto il punto: allora, staremo via per molti mesi. Periodo: primavera ed estate. Temperature? Variabili. Luoghi? Tutti. Ho chiesto aiuto a Lucio: tu cosa metterai in valigia?”. Risposta: un elenco all’osso. “Io: sì, ma se ci capita una serata elegante? Lui: noleggio il vestito o lo chiedo in prestito su Facebook”. Convinta. “Bene. Viaggiamo leggeri. Io scelgo i vestiti, li piego e li metto sul letto. Li conto. Non riesco a decidere. Ascolta Lucio, gli dico: stasera dormiamo sul divano perché sul letto ci sono i vestiti. Domani decido cosa portare. Conclusione: dormiamo sul divano per una settimana. Alla fine peso tutte le valigie. Lucio, 9 chili. Gaia, 12. Anna, 20 (quasi)”. Morale: abbandonare lo stile di vita del “pollo con quattro zampe” non è facile. “Ma oggi, — ride lei — dopo cinque mesi, mi chiedo come farò, a settembre, a tornare a quello”. 

Anna Gandolfi

Foto Corriere della Sera
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