Dissesto, scatta il piano prevenzione

Da l’Eco di Bergamo del 30 ottobre 2014, pagina 41:

Dissesto, scatta il piano prevenzione. Subito 140 richieste.

Clusone, dalla Comunità montana 600 mila euro. La metà già stanziati per cinque interventi. “Un euro speso ora sarebbero 8 in emergenza”

Marta Todeschini
L’aveva detto il giorno del suo insediamento, anzi già prima di essere eletto presidente della Comunità montana. “Il dissesto idrogeologico è il grande tema”. Detto, fatto: Alberto Bigoni e i suoi nella penultima assemblea recuperano 600 mila euro “congelando” alcuni interventi sulle piste ciclopedonali e li precettano per opere di regimazione acque, imbrigliamento di torrenti e ricostruzione sponde. Prima che alla prossima “bomba d’acqua” si debbano contare danni da titoloni. Nell’ultima riunione di Giunta, i primi 300 mila (da ratificare alla prima assemblea) sono stati destinati a cinque progetti, più uno di “scorta”, da realizzarsi cioè soltanto nel caso di economie derivanti dai ribassi di gara o da minori opere in fase esecutiva. Le opere verranno eseguite dalla stessa Comunità montana, “convinti che intervenire ora, in fase di prevenzione – spiega Bigoni –, sia meglio anche in termini economici: un euro speso in prevenzione sono otto in emergenza, non è un caso che il taglio medio degli interventi che ci sono stati sottoposto si aggira sui 20-25 mila euro”. Seguendo il metodo Renzi, da Clusone è scattato l’appello a presentare le proprie criticità di tipo idrogeologico e “sono arrivati progetti a raffica: 140 soltanto sul dissesto”. La classifica è stata stilata dall’assessore Omar Cattaneo e dai tecnici della Comunità montana in base al livello progettuale e alla data di presentazione. Così i 155 mila euro derivanti dalla rimodulazione del Pisl Montagna 2011-2013 sono stati dirottati dal terzo lotto della pista ciclopedonale della Val Gandino a tre progetti. Il primo è la sistemazione della valletta che scorre, in comune di Cene, all’incrocio tra via Vall’Alta e via Campione, sotto lo stabilimento della Sitip. “Si tratta di una valletta che in quest’estate di grandi piogge è esondata due volte, provocando l’allagamento delle case a valle” spiega il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, Daniel Zambaiti. Con 55 mila euro saranno sistemate le sponde e create griglie di raccolta delle acque. Massi pericolanti e valletteAltri 50 mila euro servono per mettere in sicurezza il tratto di pista ciclopedonale che a Piario si sviluppa in località Fontanino. “Il progetto era pronto da due anni – spiega il sindaco Pietro Visini –: prevede il disgaggio dei massi che incombono sulla strada vicinale dove è stata tracciata la ciclovia e la successiva posa di reti paramassi. Inoltre, a una cinquantina di metri, il Serio ha eroso la sponda della strada che verrà rinforzata”. Infine i fondi Pisl riguardano la sistemazione di via Sorgenti a Ponte Nossa, al confine con Parre, dove “ogni volta che piove – spiega il sindaco Stefano Mazzoleni – si verificano smottamenti: soltanto quest’estate, è successo due volte”. Con i 50 mila euro in arrivo da Clusone si vogliono evitare nuove frane. Attraverso la legge regionale 31, altri 150 mila euro vengono destinati a opere in Val Borlezza e in media valle. Al confine tra Fino del Monte e Rovetta scorre il torrente Vanecla per la cui regimazione il Comune guidato da Stefano Savoldelli ha preparato già tre anni fa un progetto. Ora che spuntano i soldi, verranno sistemati l’alveo e gli argini del torrente. Un intervento da 88 mila euro. Altro paese, altra valle che trascurare sarebbe un peccato. Siamo tra Gazzaniga e Fiorano: “Proprio tra le due chiese parrocchiali c’è la Valle Misma – spiega Camillo Bertocchi, responsabile dell’ufficio tecnico di Gazzaniga –: devono essere sistemati gli argini e realizzate briglie per dissipare la forza dell’acqua”. Che si debba intervenire al più presto (con 66.283 euro), qui lo hanno fatto capire anche ai proprietari dei terreni che danno sulla valle: è stato loro ordinato di tagliare gli alberi. Infine, nel panorama di interventi “che come si nota non hanno colore politico” fa presente Bigoni, uno “di scorta” – prima che si decidano le opere da premiare con la seconda tornata di fondi–: se mai avanzassero risorse grazie ai ribassi, 30 mila euro andrebbero anche per le reti paramassi a Rova, di Ardesio. Il paese del presidente col pallino del dissesto.

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