Dissesto idrogeologico in Provincia di Bergamo

L’Eco di Bergamo edizione dell’8 novembre 2014 dedica due pagine alla questione del dissesto idrogeologico in Provincia:

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Esondazioni e frane: a rischio 188 Comuni. Sono i dati del piano per l’assetto idrogeologico. Ventotto i paesi con forti problemi di dissesto

MARTA PETTENA

La stagione più problematica dal punto di vista meteorologico  deve ancora arrivare  ma già dalla scorsa estate l’allerta nubifragi non è mancato e le piogge cadute sulla Bergamasca hanno già causato danni e disagi. Dopo le alluvioni che hanno flagellato la regione ligure lo scorso ottobre, è fondato il timore che lo stesso scenario si possa riproporre anche in altri territori, incluso il nostro. Fenomeni piovosi molto intensi infatti sono capaci di mettere a dura prova territori già dissestati. Torrenti, fiumi, versanti montani e collinari instabili, possono trasformarsi in una minaccia per i centri abitati vicini. Ma il rischio vero è rappresentato dalla presenza di edificazioni in zone inadeguate, dall’assenza o dall’insufficienza di opere strutturali di difesa, dall’eccessivo consumo di suolo che diminuisce la capacità di assorbimento delle acque piovane, dagli intubamenti e dai restringimenti di alveo che non lasciano ai corsi d’acqua lo spazio per la naturale esondazione delle piene. Alle cause del dissesto il mensile Eco.bergamo, in edicola gratuitamente con il nostro giornale domani, dedica un reportage. Il quadro completo delle condizioni nelle quali versa il nostro territorio è illustrato nel piano stralcio per l’assetto idrogeologico (Pai) del 2001, redatto dall’Autorità di bacino del fiume Po, che comprende i territori bagnati dal medesimo fiume e da tutti i suoi affluenti e nel quale ricade anche la nostra provincia. Valutazioni e calcoli Il piano ha lo scopo di assicurare, attraverso la programmazione di opere strutturali e vincoli, la difesa del suolo rispetto al dissesto idrogeologico e la protezione dei centri abitati e delle infrastrutture da esondazioni e frane. La definizione del programma parte dalla valutazione del rischio esistente su una determinata unità territoriale ed è frutto di un calcolo. In pratica il rischio è il prodotto tra la probabilità che le diverse tipologie di eventi connessi al dissesto si verifichino con una certa intensità, moltiplicato per il valore sociale, economico, ambientale, dei beni, delle infrastrutture e del patrimonio culturale potenzialmente soggetti al danno. Questa procedura di valutazione ha permesso l’assegnazione di quattro classi di rischio – moderato, medio, elevato e molto elevato – attribuite a ciascun comune ricadente nell’ambito del bacino. Per “rischio moderato” s’intende che i danni sociali ed economici derivanti dal verificarsi di un dato evento sono marginali, mentre un rischio molto elevato individua la possibilità che un dato evento possa provocare la perdita di vite umane e gravi danni a infrastrutture, edifici, attività economiche e al patrimonio culturale.

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Il rischio elevato 

Ebbene, dallo studio riportato nel Pai emerge che 188 comuni bergamaschi, il 76% del totale, hanno una porzione del loro territorio ricadente in un’area a rischio idrogeologico medio, elevato o molto elevato. Il dato più preoccupante riguarda evidentemente i 28 comuni in cui è stato rilevato un rischio molto elevato. Scendendo nel particolare dei comuni ad alto rischio, Bariano, Caravaggio, Cividate al Piano, Cologno al Serio, Fornovo San Giovanni, Martinengo, Mozzanica e Romano, sono interessati da un rischio di esondazione molto elevato. Tale fenomeno si manifesta infatti in modo importante lungo i corsi d’acqua principali, in questo caso il Serio, l’Oglio e il Cherio, nel momento in cui attraversano territori di pianura. 

Frane ed esondazioni 

Sono stati evidenziati importanti fenomeni di dissesto per frane in quasi tutte le Valli bergamasche, in particolare nei comuni di Roncobello, Camerata Cornello, Cusio, Piazza Brembana, Mezzoldo, Valleve, Branzi, Carona, Isola di Fondra, Piazzatorre e Foppolo in Valle Brembana; a Castione della Presolana in Valle Seriana; in Valle di Scalve nei comuni di Schilpario, Vilminore di Scalve e Colere; nel comune di Spinone al Lago in Valle Cavallina e infine nel comune di Fuipiano Valle Imagna. Per chiudere l’elenco dei comuni  ad alto rischio, Mapello, Ornica, Rogno, Santa Brigida e Valtorta sono interessati da fenomeni di dissesto multipli, sia di natura franosa che legata al verificarsi di esondazioni. Questa è l’ultima fotografia scattata sullo stato di fatto del rischio idrogeologico sul nostro territorio, ed è la più recente proveniente da fonte ufficiale. È un quadro informativo che, basandosi su dati storici, descrive una realtà che, pur essendo datata, è valida anche oggi. Salvo per alcuni comuni dove la situazione è purtroppo peggiorata.