Va alle coop la gestione del rifugio Alpe Corte

L’edizione del 27 dicembre 2014 de L’Eco di Bergamo, nella rubrica “Volontariato – Le buone notizie” gestita dal giornale in collaborazione con il CSV Bergamo (Centro Servizi Bottega del Volontariato provincia di Bergamo), dedica un’intera pagina al rifugio Alpe Corte in Valcanale di Ardesio:

Va alle coop la gestione del rifugio Alpe Corte

Il bando chiedeva competenze anche nel campo sociale. Un edificio a misura dei disabili.

Nel mese di ottobre la sezione di Bergamo del Club alpino italiano (Cai) ha pubblicato un bando per l’assegnazione della gestione del rifugio Alpe Corte, che per la prima volta richiedeva ai concorrenti non solo di presentare le proprie competenze alpinistiche, ma anche competenze nella progettazione sociale. L’accoglienza dei disabili All’interno del rifugio Alpe Corte tutte le barriere architettoniche sono state abbattute e la struttura è stata predisposta per l’accoglienza dei disabili; anche il sentiero intorno al rifugio è attrezzato perché possa essere percorribile dalle carrozzine. E’ un rifugio senza barriere e senza frontiere, che si è caratterizzato negli ultimi anni per le sue attività sociali. Per questo il Cai ha ritenuto indispensabile che, anche se affidato ad un gestore, continuasse a mantenere un’attenzione alle persone con disabilità, e più in generale alle tematiche sociali. Il bando di assegnazione richiedeva quindi di presentare, oltre alle proprie credenziali alpinistiche anche un progetto con finalità sociale, specifica di norma non richiesta dai bandi Cai per l’assegnazione dei rifugi. Sono stati presentati 7 progetti, tutti interessanti perché quasi tutti i partecipanti sono stati in grado di proporre una propria interpretazione di cosa significasse progettualità sociale nell’ambito della gestione di un rifugio. Dopo un’attenta analisi di tutte le proposte, con la presenza delle istituzioni del territorio, la gestione del rifugio è stata affidata ad una cordata di cooperative: Alchimia, Sottosopra (Consorzio Solco del Serio) e Consorzio Fa. La scelta fra sette La Commissione di valutazione ha scelto questo progetto tra i 7 presentati perché “ha dimostrato sia una valida competenza in termini alpinistici – grazie alle persone che ha proposto di coinvolgere per la gestione – sia per unicità e validità del progetto sociale presentato, caratterizzato anche per l’attenzione al territorio in cui il rifugio è collocato”. “Il territorio è stato un elemento chiave di questo progetto: queste cooperative operano sul territorio, con persone del territorio e a servizio del territorio” ha dichiarato Paolo Lorenzo Gamba, presidente della Commissione per l’impegno sociale del Club alpino italiano di Bergamo: “Dobbiamo ricordarci che una delle finalità del Cai è quella di porre attenzione alle persone che vivono quotidianamente la montagna”.

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