Foto di Mario Rota, L'Eco di Bergamo del 15/01/14: "Un tratto dei 250 chilometri di cunicoli che si trovano tra Val Parina e Val del Riso: fino al 1982 si estrasse soprattutto zinco"
Foto di Mario Rota, L’Eco di Bergamo del 15/01/14: “Un tratto dei 250 chilometri di cunicoli che si trovano tra Val Parina e Val del Riso: fino al 1982 si estrasse soprattutto zinco”

Articolo di Giovanni Ghisalberti pubblicato giovedì 15 gennaio 2015 sulle pagine de l’Eco di Bergamo:

Miniere di zinco, via ai lavori per ripartire 

Prime domande per tornare in galleria

Giovanni Ghisalberti

L’annuncio è comparso sul sito web dell’australiana Energia Minerals ed è confermato dal suo rappresentante italiano Marcello De Angelis: “Abbiamo fissato per il 19 gennaio l’avvio ufficiale dei lavori per la messa in sicurezza delle gallerie. Un investimento, per il primo anno, di circa 3,5-4 milioni di euro”. Nel distretto minerario della Val del Riso (Gorno)-Val Parina (Oltre il Colle), dunque, si è pronti a partire per la riapertura delle miniere di zinco, chiuse dal 1982. Si parte dai tunnel di Ca’ Pasì, nella zona di Zorzone di Oltre il Colle, l’area sotto l’Arera che più di tutte pare interessare la società australiana. I lavori stanno per essere affidati alla Edilmac dei fratelli Maccabelli di Gorle, azienda specializzata nella gestione di grandi cave e nella realizzazione di gallerie e pozzi (tra i pozzi realizzati , per esempio, vi sono quelli per l’areazione del tunnel della Manica).

Si parte da Ca’ Pasì di Zorzone

Dopo tanti annunci, progetti, richieste di autorizzazioni alla Regione per le concessioni (lo scorso anno la società australiana ha ottenuto gli ultimi cinque permessi di ricerca , per un totale di dieci) sembra siamo arrivati all’ora dei fatti. “La società ha l’urgenza di iniziare il prima possibile i lavori – spiega ancora il rappresentante italiano della Energia Minerals Marcello De Angelis –. Si partirà con la messa in sicurezza della strada che porta a Ca’ Pasì, nella zona di Zorzone. I primi tunnel da sistemare si trovano qui. L’intervento, il primo lotto, durerà circa un anno. Ad agosto la messa in sicurezza dovrebbe essere conclusa, quindi si procederà ai sondaggi per verificare la mineralizzazione esistente. Durante questa prima fase sarà realizzato anche un tunnel di 750 metri che consentirà il passaggio dei mezzi. Tutto l’intervento avverrà in galleria, non ci saranno camion con materiale in giro per il paese”.Cattura

L’arrivo di Robinson

E annuncia, per oggi, l’arrivo in Italia, del direttore di Energia Minerals Kim Robinson. “Sarà insieme all’ingegnere minerario – continua De Angelis – che poi seguirà direttamente i lavori con la Edilmac”. La prima fase, dunque, servirà per mettere in sicurezza una prima parte di gallerie e consentire i sondaggi da cui capire la quantità di zinco ancora presente sottoterra. E la Energia Minerals (che in Australia ha già in essere progetti di estrazione di altri minerali, compresi rame, piombo, zinco, argento, tungsteno, oro e uranio) dispone già di un permesso di coltivazione, ancora in essere, acquisito dalla vecchia società che l’aveva ottenuto e non più sfruttato. Quindi gli australiani, di fatto, hanno già in mano anche un’autorizzazione (seppure su un’area limitata) per l’estrazione. L’estate scorsa, inoltre, ha lanciato sulla Borsa australiana il progetto di estrazione di zinco a Gorno-Oltre il Colle con una previsione di investimento di 50 milioni di euro e l’avvio dell’attività di estrazione entro il 2016. Da estrarre nel comprensorio minerario della Val del Riso c’è ancora tantissimo zinco (ma probabilmente anche piombo e forse argento). Secondo i calcoli della stessa Energia Minerals Limited, nel secolo di attività delle miniere (fino al 1982), vennero estratti circa sei milioni di tonnellate di minerale: da estrarre ce ne sarebbero sicuramente altri quattro milioni di tonnellate, potenzialmente anche 10-11 milioni di tonnellate.

Le richieste arrivate in Comune

La storia delle miniere di Gorno-Oltre il Colle, tra la Val del Riso e la Val Parina, iniziò più di un secolo fa: sotto l’Arera e le montagne vicine furono scavati 250 chilometri di gallerie. Si lavorò spesso in condizioni proibitive e tanti furono gli incidenti. Oggi la tecnologia, naturalmente, consentirebbe di migliorare notevolmente le condizioni del minatore. E in municipio a Oltre il Colle fanno sapere che sono già arrivate una decina di richieste di poter lavorare in galleria. La società australiana assicura peraltro che l’impatto ambientale sarebbe minimo: anche diversi impianti per la lavorazione verrebbero realizzati probabilmente sotto la montagna. Il distretto minerario di Gorno-Oltre il Colle sarebbe l’unico riaperto in Italia. Energia Minerals, peraltro, è la stessa società che alcuni anni fa aveva messo gli occhi anche sui giacimenti di uranio a Novazza di Valgoglio e Val Vedello. E pare non essersi dimenticata del possibile affare. L’iter fu sospeso tra le polemiche e la società fece sapere che “resterà tutto fermo finché le cose, in Italia, non cambieranno”. Per ora si parte con lo zinco.