Il 2015 del CAI: Expo, Palamonti e Ostello Curò

Da l’Eco di Bergamo del 6 febbraio 2015, pagina 66:

2015 del Cai: Expo, Palamonti e ostello Curò
La salute tutto sommato è buona. Lo dimostrano i numeri del 2014. Non solo quelli dei soci, che pur confermando il calo fisiologico (duecento in meno rispetto al 2013), si attestano sulla cifra sempre importante di 9.779 iscritti; a ribadire la vitalità del Cai di Bergamo con tutte le sue sottosezioni – questo il sodalizio di cui stiamo parlando – c’è anche e soprattutto il bilancio del Palamonti, quella casa della montagna che si appresta a festeggiare il suo decimo compleanno proprio nel 2015 e che resta un punto fermo all’interno dell’associazione. Tanto per dare l’idea: 8.600 utenti nella sola palestra d’arrampicata, 11 corsi, altrettante serate culturali, più di mille incontri da parte delle commissioni e un totale che si aggira sulle 70 mila presenze nei dodici mesi.«I corsi e le attività sociali – ribadisce Piermario Marcolin, presidente del sodalizio – trovano nella sede di via pizzo della Presolana uno spazio ideale organizzato attorno a quel vero e proprio motore che è rappresentato dalla palestra d’arrampicata. Certo qualche problema non manca anche sul piano della manutenzione e della gestione, ma è indubbio che il Palamonti rappresenti un ottimo campo base finalizzato alla frequentazione e alla scoperta dell’ambiente alpino». cai
L’obiettivo ultimo del Cai resta naturalmente questo. E il 2015, anno dell’Expo, si giocherà soprattutto sul piano della conoscenza del territorio. Per l’occasione verrà presentata quella variante del Sentiero delle Orobie che finalmente consentirà di chiudere l’anello là dove si comincia abitualmente e cioè a Valcanale; non solo: sarà anche la prima «vera» stagione di gestione del nuovo ostello Curò, la splendida struttura di proprietà del sodalizio nella Conca del Barbellino, senza contare l’affidamento alle cooperative Alchimia, Sottosopra e Consorzio Fa del rifugio Alpe Corte, in grado di valorizzarne la dimensione sociale. Altre iniziative riguarderanno inevitabilmente le celebrazioni per il centenario della Prima guerra mondiale – l’idea è quella di sistemare e ricordare adeguatamente la lapide presente al rifugio Mario Merelli al Coca -, mentre sul fronte più strettamente organizzativo proseguirà il lavoro delle quattro commissioni permanenti istituite su altrettanti temi considerati fondamentali per il sodalizio: la comunicazione, l’ambiente, le manifestazioni e il Palamonti. Alla fine si torna sempre lì. Il famoso campo base. Che nell’anno dell’esposizione universale si animerà ulteriormente: «In programma – conclude Marcolin – c’è una rassegna di teatro di montagna, i cori una volta al mese più altre iniziative soprattutto nelle serate estive».
L’Unione bergamasca è al lavoro con la Provincia
Se Bergamo rappresenta il cuore del sodalizio, non si può trascurare come la famiglia del Cai in provincia sia molto più ampia. In totale annovera infatti 6 sezioni (oltre a Bergamo, Clusone, Lovere, Piazza Brembana, Romano di Lombardia e Treviglio) e 22 sottosezioni che, dal 2013, sono riunite nell’Unione bergamasca Cai presieduta da Paolo Valoti. Così, è decisamente significativo che, alla vigilia dell’Expo, tutti i suoi rappresentanti – oltre a Valoti e Marcolin, anche Andrea Carminati (Piazza Brembana), Rino Calegari (Clusone), Antonio Rivoltella (Treviglio), Daniele Tomasoni (Romano di Lombardia), mentre Flavio Grifalconi (Lovere) non ha potuto presenziare – siano stati ricevuti dal presidente della Provincia Matteo Rossi. Un modo per sottolineare ancora una volta il ruolo del Cai in una stagione particolare come quella dell’Esposizione universale e l’occasione forse irripetibile di fare quadrato attorno allo stesso obiettivo: «Da parte nostra – spiega Paolo Valoti – abbiamo messo sul tavolo un progetto («Oltre le Orobie verso Expo», ndr) che si muove su più fronti: dalla sistemazione dei sentieri con particolare riferimento agli accessi ai rifugi e all’Alta via tra Cassiglio e il Passo della Presolana, alla comunicazione con una campagna integrata che preveda tra le altre cose una mostra permanente in aeroporto, al coinvolgimento delle scuole professionali con percorsi formativi sulle tipicità del nostro territorio». La risposta è stata positiva e la squadra (che include tra gli altri i presidenti delle Comunità montane) sta lavorando con la regia della Provincia. L’ostacolo maggiore è quello delle risorse naturalmente, ma la strada tracciata potrebbe comunque tornare utile anche per il futuro: «Proprio le difficoltà – conclude Valoti – impongono di operare in stretta sinergia con l’obiettivo di promuovere il territorio».