Dal Corriere della Sera, edizione Bergamo, di domenica 8 febbraio 2015, un articolo di Donatella Tiraboschi:

Anche in Trentino abbassano i prezzi: «E qui crollano le settimane bianche» 
L’effetto concorrenza sulle Valli. Allarme Presolana: clienti in calo di un terzo. «È inutile che ci giriamo intorno, quello che è stato perso a Natale non sarà più possibile recuperarlo, neanche con il tutto esaurito di dieci Carnevali»: sbotta così, in modo colorito, Andrea Bosco, direttore di Bremboski, il consorzio che raggruppa le tre stazioni regine brembane, Foppolo, Carona e San Simone. Anche dopo il passaggio della nevicata dei giorni scorsi che ha imbiancato anche la pianura e ha portato sulle valli altri 25 centimetri in media di neve, il panorama del turismo invernale bergamasco potrebbe sottotitolarsi «50 sfumature di bianco». Perché le componenti metereologiche e turistiche delle Valli evidenziano un quadro composito con variabili che cambiano scenario e si modificano di settimana in settimana. 

"Trysil" di På ski i Trysil da Flickr.com
“Trysil” di På ski i Trysil da Flickr.com

Gli operatori sono tutti concordi nel mettere ormai in archivio il periodo di Natale e nel ribadire che in quei venti giorni, dal 20 dicembre al 10 gennaio, si racchiude di solito la buona riuscita della stagione. Dopo l’Epifania, nel gennaio che è tradizionalmente considerato bassa stagione, avrebbe dovuto cominciare il periodo delle settimane bianche, un vero ciambellone di salvataggio turistico. Che però non galleggia più. Almeno in Val Seriana questa componente che contribuiva a sostenere l’inverno «di mezzo», sta facendo segnare un grosso calo. La conferma arriva da Giordano Sozzi, da tre anni alla guida di «Presolana Holiday» (ex «Cooraltur»), il consorzio degli albergatori della Presolana, risanato dai debiti pregressi con tanta buona volontà e un rinnovato entusiasmo dagli operatori: «Con le settimane bianche siamo sotto del 30 per cento rispetto agli altri anni. Sono scomparsi gli inglesi, gli irlandesi e anche i norvegesi. Resiste solo qualche comitiva di polacchi, ma è troppo poco». I motivi dell’abbandono sono da ricercare non soltanto nella crisi, ma anche in altri fattori. A partire dalla concorrenza del Trentino, dove le località hanno abbassato i prezzi e «a parità di costo, i turisti preferiscono demani sciabili più ampi dove la neve è sicura». Sull’innevamento le agenzie di viaggio non vogliono rischiare: «Ci chiedono di assicurare la presenza della neve, che noi non possiamo garantire per contratto — chiosa ancora Sozzi —. Senza dimenticare un’altra componente. Negli anni in cui le precipitazioni scarseggiavano, siamo stati noi stessi a portare i turisti al Tonale, e in molti hanno preferito ritornare lì l’inverno successivo». Se il versante seriano piange, quello brembano non ride. Ma se non altro trova qualche motivo di conforto in più nel mese di febbraio, dove il consorzio Bremboski registra una buonissima affluenza di turisti inglesi in arrivo. «In gennaio non è andata malissimo — ribadisce ancora Bosco — soprattutto grazie alle formula “Free Ski Week” (soggiornando per almeno 4 giorni negli alberghi del comprensorio, lo ski pass è gratis, ndr ) nella settimana della stagione più “bassa” in assoluto, quella dal 10 al 18 gennaio i turisti non sono mancati». Una formula promozionale che verrà ripetuta dal 21 al 29 marzo. Ma prima c’è un febbraio carnevalesco di cui approfittare: lo scorso anno c’era una montagna di neve ma i week end erano costantemente all’insegna del maltempo. Quest’anno, fino ad ora, meno neve ma più sole.