Gli Spiazzi, patria dello scialpinismo: la notte si fa in tre

Da l’Eco di Bergamo, edizione del 14 febbraio 2015, pagina 39, articolo a firma di Nicola Tomasoni:

Gli Spiazzi, patria dello scialpinismo: la notte si fa in tre

Gromo, quest’anno triplicate le serate dedicate // E per raggiungere il Vodala c’è pure il «gatto bus» // Testa: ci ritrovavamo le piste rovinate, ora risolto

La stazione sciistica degli Spiazzi di Gromo, da sempre frequentata dagli appassionati dello sci da discesa, ha deciso di differenziare la propria offerta scommettendo anche sullo scialpinismo. Nel giro di qualche anno ne è diventata la capitale. Si parte quando cala la sera e gli impianti di risalita hanno già smesso di funzionare: prima la ritmica scalata con le pelli di foca; poi basta una sosta per rimuoverle e affrontare la discesa, adrenalinica e liberatoria. Sono i fondamentali dello scialpinismo, nato ben prima dello sci alpino (diffusosi solo nel Novecento, con i primi impianti di risalita), ma rimasto a lungo marginale dal punto di vista numerico. Oggi invece lo scialpinismo sta vivendo una seconda giovinezza conquistando, inverno dopo inverno, nuovi adepti. Agli Spiazzi di Gromo ci hanno visto più lungo di tutti: «Quattro anni fa – spiega il proprietario della stazione, Angelo Testa – decidemmo di dedicare una serata, il giovedì, a questa disciplina».

Scelta controcorrente. Fu una scelta controcorrente perché gli incassi, non potendo contare sulla vendita dello skipass, sono limitati alle sole consumazioni in quota (se va bene al noleggio dell’attrezzatura). Inoltre questa pratica, con orari e tracciati in libertà, finisce col vanificare il lavoro di battitura delle piste. È una delle ragioni che sta alla base della difficile convivenza fra sci alpino e scialpinismo: nel 2003 venne addirittura approvata una legge – la 363, ancora in vigore – che definisce «normalmente vietata» la pratica di risalire la pista con gli sci ai piedi. Salvo autorizzazione del gestore. E il gestore degli Spiazzi autorizzò, affrontando di petto una situazione ormai insostenibile: «Al mattino – ricorda Testa – le piste erano solcate dal passaggio degli scialpinisti, che rovinavano il lavoro fatto dai gatti delle nevi. Così decidemmo di riservare loro una serata, rimandando la sistemazione del fondo a dopo la mezzanotte e consentendo, fino a quell’ora, di risalire le piste con gli sci ai piedi. In quelle occasioni anche il rifugio Vodala (posto a 1.750 metri di quota, proprio all’arrivo della seggiovia Spiazzi-Vodala, ndr.) restava aperto fino a tardi, accogliendo con un caffè gli sciatori giunti in quota». Fu subito un successo, replicato anche nelle stagioni successive. L’iniziativa, denominata «Vodala sotto le stelle», è cresciuta di anno in anno e oggi le serate sono addirittura tre: il martedì, il giovedì e il venerdì. Dalle 19 a mezzanotte le piste restano aperte per sci alpinisti e ciaspolatori. «Per noi è un grosso impegno – conclude Testa, ricordando come le altre sere le piste siano off-limits –, rispetto al quale chiediamo solo di rispettare le regole». Anche l’offerta del rifugio Vodala è cresciuta: la struttura, recentemente ampliata, può ospitare fino a 300 persone e propone i piatti della tradizione bergamasca e dolci fatti in casa. Nelle sere «sotto le stelle», inoltre, vi è il cosiddetto «gatto bus», un mezzo che fa la spola con il rifugio.

Non solo inverno. Attorno alla struttura ricettiva in quota ruota l’intera offerta turistica della località, nel periodo invernale e nel resto dell’anno: bob estivo, tappeti elastici, downhill (le discese nel bosco in sella alla bicicletta), senza dimenticare le escursioni a piedi. E poi moltissime iniziative. Oggi e domani, ad esempio, gli Spiazzi di Gromo ospitano il Campionato italiano giovanile di sci nordico, organizzato dallo Sci club Gromo e al quale partecipano circa 300 atleti. La manifestazione si apre questa mattina alle 9,30, mentre stasera in piazza Dante a Gromo si terrà una festa in maschera per celebrare il Carnevale.