Opere faraoniche? Si deve spendere solo per migliorare la qualità della vita

Dal Corriere della Sera, edizione Bergamo, del 6 giugno 2015, il commento di Alberto Bigoni, sindaco di Ardesio nonchè presidente della Comunità Montana Valle Seriana, sul tema dello sviluppo territoriale:

Cattura«Opere faraoniche? Si deve spendere solo per migliorare la qualità della vita»
I progetti arrivano facilmente in valle, sono i soldi necessari per realizzarli che faticano a salire. Non c’è solo lo Skidome ad arrancare sui tornanti. Da anni c’è per esempio il collegamento degli impianti sciistici di Val Seriana e Val di Scalve. Un progetto che all’inizio prevedeva un investimento da 90 milioni (30 dalla Regione ma a patto che se ne trovassero 60 dai privati) poi scesi a 36 milioni per 11 nuovi impianti di risalita e 17 chilometri di piste. Oppure la strada fra Roncobello e Ardesio (27 milioni di cui 14 per la sola galleria) per unire i tratti più alti di Val Brembana e Val Seriana. «Del primo progetto non ho visto nemmeno un foglio di carta da quando sono diventato presidente della Comunità montana della Val Seriana, per il secondo penso che sia una follia spendere somme simili di questi tempi per una strada come quella»: riassume Alberto Bigoni, che oltre ad essere presidente della valle è anche sindaco di Ardesio. E che si è fatto un’idea di come andrebbero spesi i soldi per le montagne bergamasche. «È vero che c’è un clima di sfiducia e di abbandono per i territori delle valli, considerando anche i problemi di collegamenti e la crisi — spiega —. Ma bisogna capire che se i privati possono avere grandi idee per progetti faraonici e investirvi il loro denaro, i fondi pubblici vanno usati invece per migliorare la vita di chi vive nelle valli e sviluppare i progetti di accoglienza turistica che si adeguino al modo in cui è cambiato appunto il concetto di turismo in questi anni». Bigoni ha in mente un esempio risalente a qualche anno fa, quando ospitò i sindaci delle valli di tutto il Nord Italia: «Stavo raccontando con orgoglio che avevamo appena realizzato la piattaforma per la differenziata e un sindaco trentino mi ha detto: bravo, anche noi 25 anni fa abbiamo cominciato così. Sono rimasto con il casoncello a metà strada. Ecco, sullo sviluppo delle valli siamo indietro di 25 anni e dobbiamo metterci in pari». Fabio Paravisi