I sentieri delle Orobie portano a Expo: Cai e Provincia trainano la «cordata»

DSCN1132Da l’Eco di Bergamo di mercoledì 1 luglio 2015, pagina 32:

I sentieri delle Orobie portano a Expo Cai e Provincia trainano la «cordata»
Emanuele Falchetti

Centomila euro ci sono. Per realizzare l’intero progetto ne serviranno altri 300 mila, ma forse mai come in questo caso – l’iniziativa «Oltre le Orobie verso Expo 2015», promossa dall’Unione bergamasca Cai –, le risorse non rappresentano l’unico dato fondamentale. Certo, senza non si fa nulla, ma prima c’è un presupposto ugualmente importante e cioè la volontà di fare rete, forse l’unico strumento a disposizione delle amministrazioni pubbliche e delle realtà impegnate nel volontariato in un periodo difficile come quello attuale. E così, se lo scorso novembre – quando i rappresentanti dell’Unione bergamasca Cai si erano rivolti alla Provincia per presentare l’iniziativa volta innanzitutto ad affrontare alcune impellenti manutenzioni dei sentieri proprio in vista dell’esposizione universale – a disposizione non c’era nemmeno un centesimo, adesso per sostenerla c’è già una discreta somma, ma soprattutto una squadra: oltre ai due principali attori istituzionali, Unione bergamasca Cai e Provincia, anche Fondazione della Comunità Bergamasca, il Consorzio del Bacino imbrifero montano del lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio, Sacbo spa e Ubi banca, le Comunità montane Valle Brembana, Valle Seriana e Valle di Scalve, il Parco delle Orobie bergamasche, l’associazione Fiera San Matteo di Branzi, il consorzio Formaggi principi delle Orobie e il Cra-Mac Unità di ricerca per la maiscoltura. «Dato per assodato che il rilancio della montagna è un tema fondamentale per il territorio – ha sottolineato il presidente della Provincia Matteo Rossi in occasione della presentazione del progetto di fronte a molti rappresentanti delle stesse istituzioni tra cui Alberto Mazzoleni (Comunità montana Valle Brembana), Carlo Vimercati (Fondazione della Comunità bergamasca) e Carlo Personeni (Bim) –, la novità sta soprattutto nella capacità di mettere in campo una solida rete pubblico-privata capace di dare basi altrettanto salde al progetto». In cosa consiste? «Si opererà su diversi fronti – ha spiegato Paolo Valoti, presidente dell’Unione bergamasca Cai –. Il primo livello è una costante e tempestiva manutenzione dei sentieri delle Orobie, il secondo riguarda invece la formazione e, attraverso gli istituti professionali, ma anche i rifugi, punta a sviluppare e riqualificare l’agricoltura di montagna. Infine, in linea con Expo, l’obiettivo è anche promuovere un piano di comunicazione omogeneo e di respiro internazionale sul grande patrimonio naturalistico delle nostre montagne». «Procederemo per step – aggiunge Valoti – partendo proprio da quei tratti della rete escursionistica che presentano le situazioni più critiche lungo il percorso naturalistico Antonio Curò, il periplo della Presolana, il sentiero delle Orobie centro-orientale e quello occidentale». Tutti uniti alla meta insomma. Con un progetto chiaro, ma anche uno strumento in più. Contestualmente alla presentazione dell’iniziativa è stato siglato infatti un protocollo tra la Provincia e l’Unione bergamasca Cai per la tutela e la valorizzazione del patrimonio di sentieri bergamaschi. «Si tratta – ha concluso Alberto Cigliano, dirigente della Protezione civile della Provincia – di un documento nel quale le sezione Cai vengono riconosciute come l’interlocutore fondamentale e più accreditato su questo tema, grazie anche al geoportale di cui il sodalizio dispone e alla possibilità di promuovere attività di formazione».

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