valcanale_pulizia_02Il Comune di Ardesio ha presentato in data martedì 28 luglio 2015 al Tribunale di Bergamo il ricorso per una consulenza tecnica preventiva (ATP) per la proprietà relativa alla società Valcanale Srl in liquidazione. La richiesta avanzata dall’Ente è quella di nominare un consulente tecnico d’ufficio specializzato in rilievi idrogeologici e fissare udienza per la comparizione delle parti e la formulazione del quesito, diretto a determinare modalità e costi delle opere e interventi preliminari ritenuti necessari, quali a titolo esemplificativo eventuali lavori di ripristino dell’area, interventi di rimozione rifiuti, consolidamento scarpate, smantellamento impianti compromessi e delle attrezzature ad essi funzionali, mitigazione dei danni, messa in sicurezza dell’area, dei luoghi e dei percorsi in uso, sistemazione del reticolo idrico superficiale, e tutto quanto si renda necessario per fronteggiare dissesti e rischi presenti o in atto.

Si giunge alla presentazione dell’ATP da parte del legale del Comune di Ardesio, avv. Paola Brambilla dello Studio BMEA di Bergamo, dopo che la delibera di Giunta n.96/2013 del Comune di Ardesio, avente per oggetto “Vertenza su valutazione delle condizioni di rischio idrogeologico in località Valcanale, Attivazione procedimento per Accertamento Tecnico Preventivo” evidenziò il fatto che l’ordinanza 17/2012 del 30/04/2012 ordinava alla Società Valcanale s.r.l. di predisporre idonea relazione idrogeologica volta ad accertare, in contraddittorio con un geologo designato dal Comune di Ardesio, le condizioni di rischio per sottostanti infrastrutture e zone d’uso, derivanti da degrado e/o abbandono di attività ed interventi operati dalla Società sulle aree della ex stazione sciistica e limitrofe. La società procedeva quindi ad incaricare un proprio geologo, il Dott. Sergio Chiesa, che redigeva una relazione datata luglio 2012 che i tecnici consulenti del Comune di Ardesio Dott. Ravagnani e il Dott. Santambrogio dello Studio associato GeoTer di Ardesio non condividevano, in quanto non esaustiva. A quel punto, l’amministrazione comunale non ha potuto che prendere atto dell’esito del confronto tecnico in contraddittorio, il quale non ha permesso di conseguire una valutazione univoca del quadro dei dissesti e delle azioni necessarie a ridurre i rischi idrogeologici e ambientali. Va ricordato, inoltre, che a seguito del rinvenimento nel piazzale della ex seggiovia, in particolare con i rilievi del 1 e del 14 luglio 2013 di materiale estraneo, si è reso ulteriormente necessario approfondire, nel contraddittorio, gli aspetti di rischio idrogeologico non sufficientemente trattati nella perizia di parte della società, e soprattutto l’incidenza di materiale estraneo sulla stabilità del piazzale, oltre ad accertare quali siano le modalità corrette di intervento per la sua eventuale rimozione, come pure le modalità di intervento da porre in atto per fare cessare le condizioni di rischio per la popolazione, i turisti, e in genere per il territorio comunale, al fine della determinazione e modulazione dei contenuti tecnici di eventuali provvedimenti di ripristino o intervento comunali, nonché al fine dell’adozione di eventuali provvedimenti di messa in sicurezza che dovessero essere adottati d’ufficio, nel caso di mancata ottemperanza della società, a cui dovrà fare seguito il recupero delle relative spese. Considerato che per tali motivi è apparso opportuno per l’amministrazione comunale, al fine della preventiva determinazione degli interventi necessari e del relativo costo, da determinare ai fini dell’adozione di un provvedimento ripristinatorio d’ufficio o di rivalsa in danno, esperire un accertamento tecnico preventivo, che, nel contraddittorio con la società, verificasse tali aspetti, e nell’ambito del quale poter eventualmente raggiungersi una composizione degli aspetti tecnici, in un accordo da ratificare davanti al giudice. Tale volontà è stata coerentemente tradotta, oltre che nella deliberazione di avvio del procedimento, anche nella programmazione di incontri tra il Comune e la Società che potessero fornire elementi utili circa i contenuti e le modalità attuative dell’A.T.P. che sarebbe poi stato successivamente azionato. Negli scorsi mesi si è quindi tentato di trovare un punto di sintesi tra le parti. I summenzionati professionisti operavano congiuntamente effettuando appositi rilevamenti geologici sul terreno che culminavano in una relazione a firma congiunta con cui le parti, in pieno contraddittorio, rilevavano e quantificavano le forme di dissesto idrogeologico gravanti sull’area “degli impianti sciistici dismessi di proprietà della Società Valcanale, ubicata in territorio di Ardesio, presso la frazione Valcanale, nei dintorni della località Pia’ Spiss e del vallone detto valle Vendulo (BG 104-031)” come conseguenza delle pregresse attività svolte dalla società medesima. Successivamente il Comune di Ardesio, all’esito dell’elaborato di cui sopra, e sulla base delle priorità congiuntamente individuate, incaricava Geo-Ter di redigere una relazione avente ad oggetto le “sistemazioni idrogeologiche e messa in sicurezza dell’area della società Valcanale – valutazioni tecniche ed economiche preliminari”, dirette a quantificare e valutare in via preliminare, anche dal punto di vista economico, i possibili interventi necessari a mitigare i danni e a mettere in sicurezza l’area, attraverso la stabilizzazione dei terreni, la sistemazione del reticolo idrico superficiale e la messa in sicurezza dei luoghi e dei percorsi di frequentazione (prot. n. 5261 del 29.11.2014 doc. n. 5). La società Valcanale s.r.l. non ha poi condiviso i contenuti della predetta relazione, né ha comunque ad oggi provveduto ad effettuare– a proprie cure e spese – i preliminari interventi di messa in sicurezza dell’area, in quanto evidentemente non allineata alle valutazioni comunali. Il Comune di Ardesio, pertanto, con il ricorso presentato nelle scorse ore richiede l’espletamento di una consulenza tecnica in via preventiva, anche ad auspicati fini conciliativi, volta alla determinazione di valutazioni tecniche preliminari, dirette a quantificare e valutare in via preliminare, anche dal punto di vista economico, i possibili interventi necessari a mitigare i danni e a mettere in sicurezza l’area, attraverso la stabilizzazione dei terreni, la sistemazione del reticolo idrico superficiale e la messa in sicurezza dei luoghi e dei percorsi di frequentazione.

L’amministrazione comunale prosegue quindi le proprie attività nel solco tracciato durante la conferenza stampa dell’agosto 2012 in cui erano state presentate le 4 fasi con le quali il sindaco aveva riassunto la linea di condotta:

1. Chiarezza sullo stato di fatto, ricerca materiale autoctono, smontaggio elementi di pericolosità, valutazioni sul dissesto; 2. Acquisizione della proprietà da parte del Comune, al netto del dissesto arrecato; 3. Bonifiche eventuali e messa in sicurezza con fondi europei; 4. Riconversione a seguito di un concorso di idee.