Caserma dei Carabinieri presso CM: raccolta firme

caserma_carabinieriDa l’Eco di Bergamo del 3 ottobre 2015, un articolo di Giambattista Gherardi:

Provincia

Olini: «La caserma? Spazi in Comunità montana a Clusone»
La proposta Lettera e tour per chiedere ai primi cittadini di siglare l’ipotesi di trasferire la sede dei carabinieri nei locali dell’ente vallare in via Sant’Alessandro
Una «fuga» in avanti per sbloccare la situazione oppure un piccolo passo, utile a tessere una tela complicata? Paolo Olini, sindaco di Clusone rieletto lo scorso maggio, rilancia la questione della caserma carabinieri di via Venezia, mettendo nero su bianco un invito ai primi cittadini della Valle affinché sottoscrivano l’ipotesi di trasferire l’Arma nell’attuale sede della Comunità montana in via S. Alessandro, sempre a Clusone. «La sicurezza – sottolinea Olini – è fuor di dubbio una priorità condivisa. Dobbiamo garantire ai carabinieri una base operativa accogliente e funzionale, considerando che Clusone comanda 12 stazioni e il territorio di 64 comuni, con un bacino di oltre 160 mila abitanti. A gennaio saremo operativi con il progetto Thor per la videosorveglianza avanzata e credo importante e urgente dare una risposta praticabile anche al tema caserma». Nella lettera Olini ritiene «il trasferimento dei militari fattibile sia in termini di spazi sia di economie e soprattutto in tempi brevi», ma altrettanto segnala come le autorità competenti (Prefettura in primis) «hanno ravvisato la necessità prioritaria di una condivisione di questa scelta da parte di tutti i sindaci attualmente presenti in Comunità montana». Olini preannuncia un vero e proprio tour in Valle per incontrare i colleghi, convinto dell’idea che la ventilata collocazione alternativa, nell’ex tribunale, presenti diverse criticità. «Gli spazi – spiega – sarebbero meno fruibili, con la necessità addirittura di acquisire un’area nel vicino Conventino per creare gli alloggi. Sul tribunale gravano tuttora mutui che il Comune di Clusone e lo Stato devono pagare in diversa proporzione per un milione e ottocentomila euro. Per non parlare delle spese di adeguamento, che secondo l’Arma potrebbero ammontare a circa 500 mila euro, ma secondo il comune di Clusone arriverebbero addirittura a due milioni di euro».  Fra i destinatari della lettera inviata da Olini (che i rumors vogliono originata da qualche distinguo di troppo emerso nel gruppo di maggioranza riunitosi l’altra sera e di cui Olini fa parte), c’è naturalmente anche Alberto Bigoni, nella duplice veste di sindaco di Ardesio e presidente dell’ente vallare. «Personalmente – afferma – l’idea di lavorare a questa ipotesi mi trova favorevole, e non avrò problemi a sottoscrivere la lettera di Olini. È importante verificare l’unità d’intenti di tutti i sindaci, per presentarsi alle autorità superiori con una posizione univoca. Siamo sul pezzo e giovedì scorso abbiamo avuto un nuovo incontro con il capitano Diego Lasagni, presenti lo stesso Olini e il vicepresidente della Comunità montana, Giacomo Aiazzi». «La priorità è non perdere assolutamente la sede della Compagnia – aggiunge Bigoni – e inserire l’ipotesi di trasferimento nell’importante percorso amministrativo dei prossimi mesi. L’introduzione delle nuove Aree omogenee è destinata a creare nuovi equilibri e possibili sovrapposizioni, ma c’è anche il tema delle proprietà immobiliari della Comunità montana (nata dalla fusione del 2009 fra le due Comunità seriane), che intendo affrontare attraverso un gruppo di lavoro con i sindaci, per verificare tutte le possibili sinergie. Sono evidentemente comprese la caserma e la conseguente necessità di una nuova sede per la Comunità montana, che andremo a definire con il necessario coinvolgimento del Comune di Clusone».
 A tal proposito Olini ipotizza anche l’utilizzo della palazzina Asl di piazza S. Anna o addirittura gli uffici di Albino, ancora nella disponibilità dell’ente vallare. L’impressione è quella di un domino acerbo ed estremamente frammentato, con un percorso tecnico-progettuale e amministrativo tutto da verificare. «È importante condividere le ipotesi di lavoro – sottolinea Bigoni – ma la sintesi decisionale passa poi necessariamente attraverso l’Assemblea».