Protocollo valanghe e aggiornamento su Ludrigno

Tema “Protocollo Valanghe” e aggiornamento sul vallo di Ludrigno, due articoli pubblicati su MyValley.it a firma di Nicola Andreoletti:

Rischio valanghe, gli interventi a Valbondione e Ardesio

Ludrigno e il Vendöl
Ludrigno e il Vendöl ad Ardesio

Vanno bene i Nuclei operativi, è ottima cosa essere pronti a gestire un’emergenza, ma un vecchio detto recita: «Prevenire è meglio che curare». Quindi per contenere il rischio valanghe sono anche indispensabili interventi sul territorio, come quelli in corso a Valbondione e in arrivo ad Ardesio. Opere di difesa programmate anche grazie alle priorità individuate dalla Sede territoriale della Regione sulla base del confronto reso possibile dal «Protocollo valanghe» firmato questa mattina (martedì 27 ottobre) a Bergamo.

A Valbondione l’ultima valanga a far paura è stata quella del 2009, che arrivò nelle vicinanze delle abitazioni di Fiumenero. Per prevenire futuri distacchi, in questi mesi sono stati effettuati dei lavori in alta quota. «Grazie a un contributo regionale, si stanno posizionando delle barriere dove la valanga si stacca – spiega il vicesindaco Vittorio Moraschini –. Entro fine novembre verrà ultimato il cantiere, durato 4/5 mesi». L’investimento ammonta a circa 700 mila euro. Moraschini sottolinea come l’intervento sia stato effettuato proprio grazie al coordinamento del «Protocollo valanghe», «dove è possibile far presente agli enti sovraccomunali questo tipo di problemi».

Se a Valbondione i lavori sono ormai ultimati, ad Ardesio dovrebbero partire a breve. In questo caso la località coinvolta è Ludrigno e l’opera prevista un vallo in terre armate a protezione delle abitazioni. Ancora una volta l’intervento è stato reso possibile da un contributo regionale. «Stiamo aprendo le 102 buste pervenute al Comune di Ardesio con le offerte – afferma il sindaco Alberto Bigoni –. Siamo in linea con i tempi concordati con la Regione. Il cantiere partirà non appena sarà conclusa questa fase che, visto il numero, sarà un po’ più lunga del normale. L’obiettivo è vedere lo scavatore in azione per la fine dell’anno».


Secondo articolo, sempre pubblicato su MyValley.it:

Arriva l’inverno, una task force contro il rischio valanghe

Una valanga minaccia le case. Cosa fare? Evacuare le abitazioni? Chiudere la strada? Fino a poco tempo fa un sindaco della montagna bergamasca era lasciato pressoché solo di fronte a queste scelte. Da qualche anno, invece, ha a disposizione uno strumento che offre tutti gli elementi per prendere la decisione giusta. Si chiama «Protocollo valanghe» e istituisce un Nucleo tecnico operativo dentro al quale lavorano insieme Regione, Provincia, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), Prefettura, Comunità montane e Corpo forestale dello Stato. L’intesa per il prossimo inverno è stata firmata questa mattina (martedì 27 ottobre) a Bergamo, nella Sede territoriale della Regione (Ster).

Come viene applicato concretamente il Protocollo? «L’obiettivo – risponde Claudio Merati, dirigente della Ster di Bergamo – è coordinare delle competenze che già ci sono: fare in modo che ciascuno sappia intervenire rapidamente, essendo di supporto all’altro. L’amministratore che deve decidere se sgomberare un nucleo abitato o meno, su che base lo fa? Sulla base di un’allerta della Regione, anzitutto. Ma se ha a disposizione dei dati raccolti a livello locale, che dicono come si è stratificata la neve, quindi danno elementi in più per poter capire se la valanga si staccherà o meno, l’amministratore potrà assumere delle decisioni più coerenti».

Anche la gestione di un’eventuale emergenza diventa meno complicata, grazie al Nucleo tecnico operativo che, prosegue Merati, «può anche attivare l’utilizzo dell’elicottero regionale per avere ulteriori informazioni nel momento di gestione della crisi, e quindi valutare ad esempio com’è la situazione in alto per decidere se un determinato distacco potrà avvenire in tempi brevi o meno. Ovviamente stiamo parlando nel campo dell’analisi di un rischio. Questo di per sé va gestito e quindi ogni elemento conoscitivo è importante».

Tutti gli enti attorno al tavolo hanno compiti ben precisi. «Il Comune ovviamente è quello che deve prendere le decisioni sul posto: ha bisogno di avere un riferimento di previsione come il “Bollettino Neve e Valanghe”, emesso dal Centro Nivometeorologico dell’Arpa di Bormio, strumento che aiuta a capire il livello di rischio. La Provincia ha la competenza sulla sua rete stradale, oltre ad attivare i volontari nel caso sia necessario gestire concretamente delle chiusure di strade o degli sgomberi. La Ster non ha solo il compito di coordinamento, ma è anche quella che avanza proposte di programmazione per gli interventi di prevenzione delle valanghe (e ce ne sono molti in atto nella nostra provincia in questo periodo). Il Corpo forestale raccoglie elementi informativi che spesso restavano separati. La Prefettura viene attivata nel momento in cui c’è una gestione dell’emergenza. Le Comunità montane, che sono le più dirette interessate, danno anche un sostegno economico alla Provincia nel conferire un incarico esterno che permette di approfondire la situazione locale».

Insomma, una sorta di task force contro il rischio valanghe, che lavora nel momento dell’emergenza, ma anche in fase di prevenzione. Naturalmente poi, si sa, tutto dipende dalla neve, da quanta ne cade e da come arriva. Ma fino a questo punto i protocolli valanghe non possono ancora arrivare.


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L’articolo di Valseriana News


La pagina de l’Eco di Bergamo del 29 ottobre 2015