Tunnel buio e pericoloso

Il tunnel paravalanghe, da Google Earth
L’Eco di Bergamo del 17 novembre 2015 pubblica una lettera di un cittadino ardesiano che segnala un problema noto da tempo ad Ardesio e che, purtroppo, non ha ancora visto una soluzione, nonostante l’attivazione dell’amministrazione comunale che sentì il responsabile dell’opera, ovvero la Provincia di Bergamo:

«Tunnel buio e pericoloso» // Sos a Ludrigno


  Ardesio, Sos di un lettore: a rischio chi è in bici o a piedi 


Dal 2005, quando transita sotto il tunnel di Ludrigno, frazione di Ardesio dove ha comprato casa, teme il peggio. E da tre anni tempesta di mail e segnalazioni Provincia e Comune seriano per capire «come si possa ideare nel XXI secolo un’opera senza garanzie di sicurezza per il transito di pedoni e ciclisti, senza un’illuminazione e senza un adeguato controllo della velocità di transito dei veicoli a motore». L’sos lanciato da Marino Parzanini, di Brescia, pare ora lasciare aperto uno spiraglio perché il tunnel sotto il parafrane di Ludrigno, frazione di Ardesio, possa venire illuminato e reso più sicuro. I problemi lamentati dal villeggiante, con casa dal 2001 a Ludrigno, sono infatti «l’assenza di un percorso pedonale/ciclabile che possa definirsi tale; la corsia a monte (transito da nord a sud) era ed è ovviamente buia anche di giorno in quanto non c’era e non c’è l’impianto di illuminazione; il traffico entrava ed entra ed usciva ed esce dal tunnel a velocità altissima». Temi fatti presenti da Parzanini sia al Comune di Ardesio, sia in Provincia, con reiterate mail a partire dal gennaio 2013. Lo scorso mese da Via Tasso «mi rispondono che non ci sono i fondi», mentre il villeggiante si dice obbligato ad usare l’auto per raggiungere il capoluogo, lasciando l’amata bicicletta a casa. Sollecitato sulla questione, il sindaco Alberto Bigoni ammette: «Per quanto concerne il percorso pedonale in sicurezza, non posso far altro che dare ragione al nostro villeggiante, a tal punto che il problema è stato inserito nel programma elettorale del 2011. Si parlava, infatti, di “realizzazione di un marciapiede per l’accesso alle frazioni Carpignolo e Ludrigno”: quello di Carpignolo è stato realizzato, quello di Ludrigno non ancora. Un punto che va risolto ed è compito nostro». Per illuminare il tunnel si sono invece svolti più incontri in Provincia, ma senza esito positivo: « Io e l’assessore Fornoni abbiamo avuto diversi incontri nel 2012 – spiega Bigoni – con l’allora responsabile della Provincia, il compianto ingegner Stilliti, insieme all’assessore della Provincia Capetti, e quanto emerse fu che per l’effetto “buco nero” agli imbocchi servano delle misure compensative che ritenevano essere la riduzione del limite di velocità del tratto stradale a 50 chilometri orari e l’installazione di segnaletica luminosa tipo “guida luce” a led sulla parete laterale a monte, la verniciatura in bianco delle pareti laterali e l’installazione di elementi ad alta rifrangenza sugli imbocchi del paravalanghe, già previsti nel progetto del 2003». Si stimò, vista anche la disponibilità nei magazzini della Provincia di alcuni proiettori per galleria di recupero, un costo complessivo di circa 70 mila euro. Ma resta un ma: «Il problema non indifferente legato all’approvvigionamento di energia elettrica, molto complesso ed oneroso – prosegue il sindaco –, che di fatto bloccò l’attuazione della soluzione prevista». Questo lo stato dell’arte, ma non è detta l’ultima parola: «Lavoreremo per chiudere questa vicenda il prima possibile sollecitando la Provincia, nonostante abbia i problemi ben noti a tutti».  Marta Todeschini

Il tunnel paravalanghe, da Google Earth
Il tunnel paravalanghe, da Google Earth