Super telecamere su tutta la valle con THOR

Dal Corriere della Sera, edizione Bergamo, del 07 gennaio 2016, pagina 2, un articolo a firma di Maddalena Berbenni sullo stato di avanzamento lavori del THOR di CMVS.

Super telecamere su tutta la valle


DA RANICA A CLUSONE, 56 OBIETTIVI: IL CERVELLONE DELLA LETTURA TARGHE È A NAPOLI SE L’AUTO SOSPETTA È RUBATA, L’IMMAGINE COMPLETA VIENE INVIATA ALLA QUESTURA

Prima ancora di accendere le telecamere, prima di sparare dati al cervellone delle forze dell’ordine, prima di scatenare sirene, fughe e inseguimenti, insomma prima che Thor mostri tutta la potenza mitologicamente evocata dal suo nome, è già un modello. Prima di Natale, quando in prefettura ci si confrontava su come arginare la criminalità nell’area di Zingonia, la più critica della provincia, è alla Val Seriana che si è pensato.

I lavori del super sistema di videosorveglianza, che non sarà solo una cinturona registra targhe, sono ai nastri di partenza. Conclusi i sopralluoghi, gli impianti dovrebbero essere installati entro la fine di gennaio. Non significa che saranno tutti operativi subito. «Come minimo — spiega il direttore dei lavori, l’ingegnere Livio Fratus (ci lavora dal 2013) — servirà un paio di mesi per il settaggio completo. La consegna è prevista intorno a marzo». Dopo di che, la palla passa alla polizia, che farà da collettore delle segnalazioni. In sala Lampertz, il cuore della questura, sarà predisposta la centrale dove il sistema trasferirà tutti i dati.2016-01-09 18.35.30

Come funziona. Nei punti di accesso della Val Seriana, da Ranica a Clusone, sono stati individuati 13 presidi. Ognuno sarà dotato di telecamere per la lettura targhe e telecamere di contesto. Le prime puntano alla striscia, registrano le cifre e le mandano a Napoli. È là che si trova il Sistema centrale nazionale targhe e transiti (Scntt), il data base delle forze dell’ordine, il massimo in materia di auto rubate. Se fa bingo, se cioè le cifre registrate corrispondono a quelle di un veicolo di cui è stato denunciato il furto o in generale ricercato, parte un avviso, un po’ come gli sms, e scatta l’allarme in questura, dove la telecamera di contesto, a quel punto, invia le immagini migliori dell’auto sospetta. Così all’agente viene data la possibilità di verificare se le informazioni corrispondono alla realtà (per esempio, controllando il modello dell’auto). Il passaggio successivo sarà allertare le forze dell’ordine sul posto. Se il sospetto viene segnalato a Gandino, sarà la caserma del paese. Si tratta di dati sensibili, ragione per cui la rete sarà probabilmente limitata alle forze dell’ordine e alle polizie locali. A questi dispositivi, 56 in tutto (i 28 di lettura targhe sono separati dai 28 di contesto, in modo che questi ultimi possano essere orientati diversamente e catturare informazioni, per esempio, anche su chi è alla guida), se ne aggiungono 4, chiesti dalla polizia, di videosorveglianza. Sono obiettivi fissi ad alta definizione e registrano 24 ore su 24 (salvo esigenze particolari di indagine, i filmati vengono conservati al massimo 7 giorni). Trattandosi di dati più «pesanti» da trasferire, il flusso di immagini, in questo caso, viaggerà su fibra, sfruttando la rete di Big Tlc. Saranno collocati lungo la superstrada della Val Seriana, all’altezza dello svincolo di Ranica per Gorle, e agli imbocchi della galleria di Montenegrone. Ecco, qui si chiude la prima parte del progetto. Dato che la Fgs di Azzano si è aggiudicata l’appalto garantendo uno sconto del 35,1% sui 252.133 euro preventivati, pari a 90 mila euro, e dato che la comunità montana, cioè l’ente che promuove e paga il progetto, ha messo sul tavolo altri 113 mila euro, già si sta studiano il piano «b». «Saranno realizzati, probabilmente in Alta Valle (Piario, Villa d’Ogna, Gorno, ndr), nuovi presidi di lettura targhe — spiega Fratus — ed eleveremo le prestazioni dei presidi ritenuti più strategici dalle forze dell’ordine». Come il rondò di Casnigo, all’altezza del concessionario Paganessi, dove potrebbero arrivare altre due telecamere di videosorveglianza (è già stata portata la fibra). «Stiamo anche ragionando — aggiunge Fratus — sulla possibilità di qualificare le telecamere di contesto. Si potrebbe utilizzarle per registrazioni continue e performanti, come vere e proprie telecamere di videosorveglianza, e predisporre sistemi di backup locali, in modo da evitare il problema della trasmissione dei dati. Succede un omicidio? Vado e attingo le immagini». Sarebbe stato utile per l’ucraino trovato carbonizzato in auto ad Albino, tanto per citare uno dei casi più recenti. Anche la fase due del progetto sarà affidata alla Fgs, che ha garantito gli stessi prezzi. Ma la qualità? «Nel bando abbiamo indicato due modelli di telecamere — risponde Fratus —, entrambi di ottimo livello. Abbiamo tutte le garanzie».


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