L’esito dell’ATP sulla Valcanale: un nuovo procedimento

La Valcanale di Ardesio vista dallL’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) è un procedimento cautelare, volto a stabilire – quasi a voler congelare – le cause tecniche oggettive che hanno determinato un vizio. Non è una causa vera e propria, anzi, serve proprio a capire se l’azione legale può essere evitata o meno, soprattutto nel caso tentato dal Comune di Ardesio nei confronti della Società Valcanale srl in liquidazione, un ATP atipico, “ai fini conciliativi”. Il 16 novembre 2015 il Tribunale di Bergamo ha emesso un’ordinanza che ha ritenuto l’ATP presentato dal Comune “inammissibile” perché la Società non ha accolto la conciliazione proposta e il Giudice ha ritenuto necessaria o un’ordinanza o una causa di merito vera e propria. Questo ha portato necessariamente il Comune ad emettere un nuovo avvio del procedimento in data 12 dicembre 2015 volto a verificare in via ultimativa la possibilità del raggiungimento di una spontanea attivazione del privato per la messa in sicurezza delle aree in questione di proprietà della Società Valcanale Srl in liquidazione, mediante invito rivolto alla società alla presentazione di un progetto di messa in sicurezza dei dissesti fonte di pericolo per la pubblica incolumità e sicurezza, sulla base sia della perizia congiunta che della perizia comunale di stima degli interventi. In caso di mancata attivazione, sarà premura dell’amministrazione l’adottare un’ordinanza contingibile diretta all’imposizione degli interventi ritenuti necessari dalla stessa perizia congiunta con contestuale invito alla Società a provvedere alla presentazione di un progetto per la messa in sicurezza del dissesto accertato nella perizia stessa e sulla base della seconda perizia comunale di stima degli interventi, volto a evitare ogni possibile danno a persone e cose, entro e non oltre la fine del periodo invernale e dunque entro il 31 marzo 2016, con data di realizzazione degli stessi interventi identificati dal progetto entro il 31 dicembre 2016. Va da se che qualora l’ordinanza non venisse rispettata, a quel punto scatterebbe l’azione legale vera e propria che l’ATP voleva evitare dato che il presidente del Tribunale, Siniscalchi, ha addotto come motivazione che la questione deve essere esaminata all’interno di un contenzioso: così faremo, qualora vi sarà la necessità di farlo.

L’opportunità della decisione assunta dalla Giunta di dar corso all’ATP ha comunque degli indubbi meriti, primo fra tutti l’aver costretto la Società a condividere una perizia geologica con il geologo del Comune che riconosce, dopo 15 anni di inerzia amministrativa e imprenditoriale, l’esistenza di gravi situazioni di dissesto. Un risultato, questo, che è stato possibile ottenere solamente grazie all’accorta strategia dell’attuale amministrazione.

Solo all’esito del procedimento avviato, come dicevo, l’amministrazione valuterà se il contenzioso sarà l’unica via possibile per la tutela dei luoghi e delle persone della Valcanale. Vorrei infatti ricordare che la già citata perizia congiunta obbliga il sottoscritto in primis e l’amministrazione tutta a tutelare la cittadinanza a fronte di elementi messi nero su bianco da esperti. Segnalo, inoltre, che vista la natura antropica degli interventi, qualora la Società non fosse riconosciuta responsabile oppure si sottraesse alle conseguenze di un’eventuale pronuncia avversa, la soluzione nell’immediato a tutela dell’area sarebbe quella di far pagare i costi dei ripristini ambientali e idrogeologici alle amministrazioni a vario titolo competenti, incluso il Parco delle Orobie Bergamasche, nel cui territorio ricade tutto l’ex comprensorio sciistico di Valcanale.

Il sindaco, Alberto Bigoni