I sindaci incontrano i vertici ATS: l’ospedale di Piario

Il resoconto della stampa sull’incontro di ieri, 14 aprile 2016, relativo al futuro dell’ospedale di Piario.


L’Eco di Bergamo, edizione del 15 aprile 2016, articolo a firma di Marta Todeschini:


Numeri ci sono, «L’ospedale a Piario non è a rischio»

Quattromila e 626 ricoveri per 24.212 giornate di degenza, 21 mila accessi al Pronto soccorso, 1.753 al mese, 58 in media al giorno e poco meno di 500 nati nel 2015 e «l’82% della Valle Seriana che si rivolge qui: ci sono tutte le condizioni perché l’ospedale di Piario possa incrementare la sua attività, occorre però capire se e come poterlo orientare verso altri settori, soprattutto sulle prestazioni ambulatoriali, alla luce dei tempi di attesa che sono troppo alti». Parola d’ordine, riorganizzazione, con la certezza che «questo ospedale non è mai stato messo in discussione». L’hanno ribadito ieri sera, in un affollatissimo incontro, i direttori generali dell’Ats Mara Azzi e dell’Asst Bergamo Est Francesco Locati, rassicurando i numerosi sindaci seriani e scalvini intervenuti nella sala consiliare del comune dove nel 2008 è stato inaugurato l’ospedale Locatelli. Convocato dal primo cittadino di casa, Pietro Visini, «non per parlare di Valium – ha subito premesso -, della futura organizzazione dell’ospedale», è stata l’occasione per condividere – anche con una ventina di dipendenti dell’ospedale, in gran parte infermieri, che si sono aggiunti in sala al pubblico di amministratori e con i due consiglieri regionali Jacopo Scandella e Lara Magoni – le azioni previste per il presidio sanitario alto seriano. La prima riguarda il punto nascite che nel triennio 2013-2015 ha visto diminuire i parti da 523 a 437 «ma nel primo trimestre di quest’anno – ha detto Locati – già ne segna 21 più rispetto allo stesso periodo del 2015». La maternità di Piario non à in discussione e lo spettro di San Giovanni Bianco è lontano, ma che si fa? «Presenteremo in Regione entro il 30 aprile un’istanza di deroga per continuare a fornire prestazioni al punto nascite, nonostante sotto i 500 parti/anno» hanno aggiunto i due dg. Di più: si procederà, sempre a breve, con due bandi per altrettanti pediatri, figure necessarie a garantire in reparto la copertura richiesta. Una novità accolta dal pubblico di ieri sera con favore, nella consapevolezza che, come ha fatto presente Azzi, «si fa molta fatica a trovare pediatri, ancor più negli ospedali di montagna», il che ha aperto il dibattito sulla possibilità di trovare e offrire incentivi ai medici intenzionati a scegliere la montagna come area di lavoro.

Foto incontro Ospedale da Facebook https://www.facebook.com/piariobg/
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Puntare sui più piccoli porterà anche l’Asst a mettere in calendario incontri bilaterali con ginecologi ospedalieri e dei consultori familiari e, «dal 25 aprile, sarà potenziata l’attività dei consultori familiari di Lovere, Gazzaniga, Clusone e Vilminore – ha aggiunto Locati -, mentre è previsto per il 7 maggio un open day del reparto per le mamme». Inoltre ospedale e territorio «si integreranno sempre più attraverso il domicilio nel puerperio, ma anche nel post chirurgico per pazienti stomizzati, e attraverso un ambulatorio infermieristico di prossimità» ha aggiunto Locati parlando poi del potenziamento della telemedicina e dell’estensione anche a Piario della cartella clinica informatizzata, «entro il 2016». Il quadro epidemiologico evolve in base a progressivo invecchiamento e all’aumento delle patologie cronico-degenerative ed ecco la quinta cura da scrivere sulla ricetta per mantenere in salute Piario: «È giunta l’ora della presa in carico di pazienti cronici complessi, di seguirli in modo più adeguato secondo piani di cura stesi dai medici di famiglia» ha spiegato Locati che ha chiuso l’intervento lanciando, «col punto di domanda», l’idea di un ambulatorio di medicina della montagna. Basteranno le proposte dei due dg a rassicurare chi lavora nell’ospedale che conta, per 100 posti letto, 322 tra medici, infermieri e tecnici? Il clima di dialogo e l’invito «a ritrovarci più spesso» pare sgomberare il campo da funeste previsioni.

Troppo lunghe le liste d’attesa per le visite

Foto incontro Ospedale da Facebook https://www.facebook.com/piariobg/
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Novanta giorni per una visita cardiologica quando la media Bergamasca è di 54 giorni, 116 giorni contro 49 per l’oculista, 76 giorni contro 40 per Medicina generale, 106 su 54 per dermatologia, 39 su 30 per ginecologia. Tempi d’attesa troppo alti, ma invece è troppo basso per la dg Mara Azzi l’indice di saturazione dei reparti dell’ospedale di Piario, dove Medicina nel 2015 deteneva la palma con il 68%, seguito da Chirurgia al 55% e Ostetricia al 47%. Perché così tanta attesa e come risolvere il problema? C’è chi ieri sera ha messo in correlazione i dati su tempi d’attesa e indice di saturazione, suggerendo la soluzione. È il sindaco e medico di famiglia Flora Fiorina: «Con un tasso di saturazione basso dei reparti i medici hanno disponibilità per ridurre le liste d’attesa». Azzi ha poi citato «il Creg (Cronic Related Group, la presa in carico dei malati cronici, ndr): «Il medico segue il paziente e gli pianifica anche esami e visite».


L’articolo di MyValley.it:


«L’ospedale di Piario indispensabile per la Val Seriana»

«Non siamo qui per parlare di Valium», ha messo subito in chiaro il padrone di casa, il sindaco di Piario Pietro Visini. E in effetti di Valium, ovvero dell’inchiesta sulle morti sospette nel reparto di Medicina, non si è proprio parlato. L’incontro tra sindaci e vertici della sanità territoriale, nella sala consiliare del municipio, è stato interamente dedicato al futuro dell’ospedale «Locatelli». Gli amministratori della Valle Seriana e Val di Scalve, ha chiarito Visini, hanno raccolto le preoccupazioni della gente e chiesto un confronto, «perché questo ospedale per noi è fondamentale». Dalle parole della direttrice dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) provinciale Mara Azzi e del direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) «Bergamo Est» Francesco Locati è emerso subito un dato di fatto: il «Locatelli» non rischia la chiusura. «L’82% dei cittadini della Val Seriana si rivolge a questo ospedale perché si fida. Si va altrove solo per interventi di elevata complessità. Già questi dati giustificano la presenza dell’ospedale in questo territorio», ha detto Mara Azzi. I numeri, ha aggiunto la direttrice dell’Ats bergamasca, «dicono che l’ospedale è indispensabile e che potrebbe lavorare di più: ci sono tutte le condizioni per incrementare l’attività». L’Asst, ha spiegato il direttore generale, ha già pensato ad alcune azioni da mettere in campo. La prima è il rafforzamento del punto nascita, per cui verrà chiesta una deroga. Se si è sotto i 500 parti all’anno (e Piario ha chiuso il 2015 a quota 440) è infatti prevista la chiusura, perché il Ministero della Salute ritiene che se non si raggiunge quella soglia manchino le condizioni minime di sicurezza. Regione Lombardia ha però stabilito che trattandosi di un ospedale di montagna (con i disagi connessi, soprattutto a livello di viabilità), e fermo restando la presenza di ginecologo e anestesista 24 ore su 24, si può chiedere una deroga. Quindi, oltre alla richiesta di mantenere il punto nascita, l’Asst ha aperto bandi pubblici per assumere due pediatri, ha promosso incontri con ginecologi e ostetriche dei consultori familiari e dal 25 aprile potenzierà l’attività dei ginecologi nei consultori di Lovere, Gazzaniga, Clusone e Vilminore di Scalve. «Il punto nascita di Piario per noi è importante e riveste una funzione strategica», ha detto Francesco Locati. Ma l’azienda si sta muovendo anche su altri fronti. C’è anzitutto l’intenzione di sviluppare tecniche di telemedicina per i malati cronici con problemi complessi e lavorare a una migliore integrazione tra ospedale e territorio, ad esempio con l’assistenza a domicilio per le donne che hanno appena partorito e nella fase successiva all’operazione per i pazienti stomizzati. Si sta anche pensando alla cartella clinica informatizzata, già sperimentata all’ospedale di Seriate.

 


Corriere della Sera, edizione Bergamo del 15 aprile 2016, articolo di Maddalena Berbenni:


Le morti sospette a Piario. L’ospedale: serve chiarezza

Caso Valium, il dg Locati: fiducia nella magistratura, disponibili a collaborare

Foto incontro Ospedale da Facebook https://www.facebook.com/piariobg/
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La premessa è del padrone di casa e serve, lui dice, a sgomberare il campo da ogni dubbio. «Non siamo qui a parlare di Valium», rompe il ghiaccio il sindaco Pietro Visini davanti all’aula stracolma. Almeno 70 persone presenti, molti sono amministratori, neanche un posto libero per due ore di faccia a faccia con il direttore generale della Asst Bergamo Est Francesco Locati e la direttrice dell’Ats Mara Azzi. In prima fila anche i consiglieri regionali Jacopo Scandella da Clusone (Pd) e Lara Magoni da Selvino (Maroni presidente). All’ordine del giorno, in municipio a Piario, c’è l’ospedale «Locatelli», ma solo il suo futuro e nessuno, neanche l’esperto in sanità della Cgil, il combattivo Orazio Amboni, si azzarda a fare il minimo accenno alla bufera scatenata dall’inchiesta sulle morti sospette, con un’infermiera indagata per omicidio preterintenzionale e mezzo reparto di Medicina sotto inchiesta per concorso colposo. O a domandare del mezzo terremoto che a fine febbraio ha portato alla rimozione dell’ex direttore sanitario Giacomo Corica, finito nelle carte dello scandalo Lady Smile. A proposito: l’incontro di ieri è stata l’occasione per presentare in valle chi ne fa le veci, il direttore sanitario generale Roberto Cosentina. Bisogna avvicinare a margine Locati per avere un commento sugli ultimi sviluppi: il Valium trovato in 5 pazienti su 5 e ora il sospetto che sia stato somministrato anche il Midazolam, sedativo più potente. «È anche nostro interesse che venga fatta chiarezza — dichiara il direttore —. Abbiamo fiducia nel lavoro di chi indaga e da parte nostra c’è la piena disponibilità a collaborare». Punto, capitolo chiuso. Certo, il tema di cui tutti vogliono sentire parlare è a dir poco cruciale. Il territorio, vista l’aria che tira a San Giovanni Bianco, chiede rassicurazioni. Locati le dà. L’obiettivo in cima alla lista è il rafforzamento del punto nascite. I reparti sotto i 500 bebè l’anno e quelli dove pediatra, ginecologo e anestesista non sono in servizio 24 ore su 24 sono considerati insicuri dal ministero. In Val Brembana, dove non esisteva nessuna delle due condizioni e i parti erano solo 120, si è arrivati alla chiusura. A Piario i primi tre mesi del 2016 sono andati bene: 116 nascite contro le 95 dello stesso periodo del 2015. Facile, quindi, che si andrà oltre le 440 totali dello scorso anno, ma il limite è comunque vicino. «Per questo entro aprile — assicura il direttore generale — chiederemo un’istanza di deroga». In più, è stato aperto il bando per assumere due pediatri, un nuovo ginecologo è già in servizio, e saranno potenziati i consultori ginecologici. Altri obiettivi: ampliare i servizi a domicilio (per le neo mamme ma anche per i pazienti usciti da determinati interventi); introdurre la cartella clinica informatizzata; studiare un progetto per la presa in carico di pazienti cronici complessi. Infine, Locati lancia l’idea di un ambulatorio di Medicina della montagna. Nell’illustrare i numeri di Piario, Azzi bacchetta sui tempi di attesa abnormi. Per una visita dal cardiologo, ad esempio, servono 90 giorni (contro i 54 della media provinciale). Anche lei, però, è determinata: «La presenza dell’ospedale è ampiamente giustificata e non è in discussione». Tra i punti sollevati dai sindaci, infine, la necessità di un organico dedicato al pronto soccorso e di avere più di un unico cardiologo.


L’articolo pubblicato su Valseriana News:


OSPEDALE DI PIARIO PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL TERRITORIO, POSITIVO IL BILANCIO TRA I VERTICI E I SINDACI

Sono numeri che rincuorano quelli esposti ieri relativamente all’attività dell’ospedale Locatelli di Piario, in un incontro a porte chiuse presso il Munciipio del paese, tra i vertici della sanità provinciale e i sindaci del territorio. Sì perché, quello che si aspettavano gli amministratori, così come i cittadini, era proprio una rassicurazione in merito al futuro del presidio sanitario. L’allarme è scaturito negli ultimi mesi visti i continui tagli alla sanità e vista la bufera che ha coinvolto l’ospedale in un’indagine per morti sospette. Ma i suoi 4.626 ricoveri per 24.212 giornate di degenza, 21 mila accessi al Pronto soccorso, 1.753 al mese, 58 in media al giorno e poco meno di 500 nati nel 2015, “sono numeri che ne giustificano la presenza – ha esordito Mara Azzi, direttore generale dell’Ats -. Inoltre l’82% degli utenti sono proprio della Val Seriana segno dell’affidabilità della struttura”. L’ospedale non è mai stato messo in discussione, questo il concetto che ha fatto da sfondo alle relazioni della Azzi seguita da quella di Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Bergamo Est. E la struttura, non solo non è stata messa in dubbio, ma potrebbe essere potenziata con una riorganizzazione interna. Di questo si è parlato nel lungo incontro organizzato dal sindaco di Piario Pietro Visini che ha esordito dicendo che non si sarebbe parlato di Valium. L’obiettivo non è stato però quello di deviare l’attenzione dall’argomento del momento, ma di fare un’analisi necessaria a 8 anni dall’apertura dell’ospedale. Presenti i sindaci della Val Seriana e Val di Scalve, oltre i consiglieri regionali Jacopo Scandella e Lara Magoni. Oltre ai numeri esposti dalla Azzi, importante è stato anche ribadire il bacino d’utenza dell’ospedale, che vede coinvolti 43.555 cittadini. Con i suoi 100 posti letto il Locatelli registra più di 4.000 ricoveri l’anno e dà lavoro a 322 dipendenti.  Riguardo al futuro dunque la prima azione riguarderà il rafforzamento del punto nascita affinché rientri nei dettami dati dal Ministero ovvero più di 500 nascite all’anno con operatori attivi 24 ore su 24. Nel triennio 2013-2015 il Locatelli ha visto diminuire i parti da 523 a 437 ma nel primo trimestre di quest’anno ne segna 21 più rispetto allo stesso periodo del 2015. La strategia messa in campo dai due dirigenti prevede la presentazione in Regione entro il 30 aprile di un’istanza di deroga per continuare a fornire prestazioni al punto nascite, nonostante sotto i 500 parti/anno. Inoltre si procederà, sempre a breve, con due bandi per altrettanti pediatri, figure necessarie a garantire in reparto la copertura richiesta. Le criticità però non mancano e sono state sottolineate da Guido Giudici, sindaco di Vilminore e presidente della Comunità Montana Val di Scalve che ha sottolineato il problema del sottodimesionamento del personale e ha ribadito l’esigenza di avere dotazioni tecnologiche aggiuntive. Secondo Alberto Bigoni, sindaco di Ardesio e presidente della Comunità Montana Valle Seriana, la maggioranza dei problemi ha un denominatore comune ovvero le scarse risorse economiche. Servono incentivi dunque e gente che ci creda, perché è innegabile che il Locatelli sia un punto di riferimento per tutto il territorio.