L’Ardexit dall’Unione è in già in corso?

L’ardexit é già in atto? Domanda lecita, udite le parole del sindaco di Ardesio che giustifica la richiesta di posticipazione al primo gennaio 2017 della partenza (invece del primo di luglio 2016) dell’Ente evidenziando che in questo modo potrebbe meglio valutare i pro ed i contro della gestione associata. Da un lato la richiesta può sembrare legittima ma Caccia e la sua giunta hanno approvato una variazione di bilancio sabato 25 giugno 2016 (quindi predisposta da qualche giorno ma non ne hanno fatto parola con i partner dell’Unione), pochi minuti dopo il termine dell’assemblea dell’Unione dove non si era trovata la quadra sul nome del presidente e dove, si badi bene, Yvan Caccia ha rifiutato la presidenza stessa, a lui offerta proprio per permettergli di approfondire al meglio le dinamiche insite nell’Ente e come segno di assoluta distensione e collaborazione. Si predica bene e si razzola male: la variazione della giunta ardesiana, stanti le parole del sindaco nell’intervista rilasciata ad Antenna2, è servita primariamente a ripristinare i capitoli della spesa del personale, togliendoli da quanto previsto nel Bilancio previsionale comunale approvato da Bigoni e la sua amministrazione, ovvero dal trasferimento all’Unione, visto che doveva appunto essere quest’ultima a pagare gli stipendi ai dipendenti dal primo di luglio. Una mossa azzardata e quantomeno inopportuna: il sindaco di Ardesio deve incontrare martedì 28 giugno i sindaci di Piario e Villa d’Ogna per discutere sulle future mosse dell’Ente sovracomunale, quindi la giunta per l’approvazione di una variazione con una misura di questa portata andava quantomeno posticipata a dopo tale incontro. Quale può essere la credibilità di Caccia agli occhi dei due sindaci Visini e Bellini, adesso? Di che cosa parleranno? Riccardi Bonaventura, vicesindaco di Ardesio e delegato in Unione, ha accennato in assemblea del fatto che vorranno rivalutare molti aspetti della gestione associata: che sia già martedì la prima occasione utile? Una situazione paradossale: è come se due governi confinanti si trovassero a discutere le modalità per una futura collaborazione, ma uno dei due avesse mandato nottetempo i carri armati a presidiare i confini con l’altro. All’atteggiamento confusionario della maggioranza ardesiana va però contrapposto un piccolo particolare che, evidentemente, hanno trascurato: anche l’Unione deve approvare una sua specifica variazione di bilancio che preveda di non ricevere le risorse di trasferimenti da Ardesio, oggi presenti nel bilancio dell’Ente sovracomunale. Non possono quindi muoversi in autonomia così facilmente come credono e l’operatività della #leave ardesiana potrebbe avere complicazioni impreviste. Si assumano le loro responsabilità e decidano alla svelta: o restano in Unione “Asta del Serio” fissando una data di partenza a stretto giro o escano, attivando la #ardexit alla luce del sole per non creare ulteriori problemi ai comuni coinvolti. Sulle conseguenze dell’uscita, avremo poi modo di approfondire in separata sede.

Ridicole, infine, le accuse di poca informazione rivolta alla precedente maggioranza di Ardesio, dato che se la Lega Nord non ne sa niente, e l’assemblea di sabato lo ha evidenziato in modo inequivocabile, è solamente colpa loro: assenze alle assemblee, sufficienza nel trattare i temi, qualunquismo travestito da disinformazione ad uso strumentale nella campagna elettorale. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, recita l’adagio, ma l’#ardexit potrebbe costare cara all’intera popolazione ardesiana che quindi rischia di versare lacrime amare insieme all’amministrazione comunale votata tre settimane fa. Si informino bene, ora, evitando l’irresponsabile atteggiamento degli inglesi che, a poche ore dal voto che ha sancito la #brexit, hanno subissato di richieste Google con domande come “cosa é l’Unione?” e “che cosa significa lasciare l’Unione?“: il sonno della ragione genera mostri.

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