Asta del Serio, Piario e Villa d’Ogna mettono i paletti

I Comuni di Piario e Villa d’Ogna chiedono ad Ardesio risposte entro martedì e non sembrano disposti a mettere in discussione alcuni aspetti dell’Unione. L’intervista del sindaco di Piario, Pietro Visini, ai microfoni di Antenna2:

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Fumata grigia per l’Unione Comuni dell’Asta del Serio. L’incontro tra i sindaci di Ardesio, Piario e Villa d’Ogna non ha portato a superare lo stallo degli ultimi giorni, ma nemmeno a una rottura. Tutto rinviato di una settimana, quando i tre primi cittadini torneranno a incontrarsi. Nel corso dell’ultima assemblea dell’Unione, il nuovo sindaco di Ardesio Yvan Caccia ha chiesto una pausa di riflessione per aver la possibilità di valutare pro e contro del percorso iniziato dalla precedente amministrazione. Pausa poi concessa all’unanimità dall’assemblea. Martedì, Caccia si è poi visto con i colleghi Pietro Visini, di Piario, e Angela Bellini, di Villa d’Ogna. «Questi incontri – spiega Visini – servono per capire le reali intenzioni di Ardesio. Mi auguro che si possa avere una scelta in brevi termini». In questo senso, la richiesta fatta da Piario e Villa d’Ogna ad Ardesio è di arrivare al prossimo incontro, martedì 5 luglio, «con le idee abbastanza chiare, ma soprattutto arrivare con le risposte che noi abbiamo chiesto: cosa intendono eventualmente modificare di quello che è stato fatto in questi anni, perché questo è uno dei passi fondamentali», aggiunge il primo cittadino di Piario. Visini e Bellini sembrano propensi al confronto, anche se mettono dei paletti: «Il peso che ogni Comune ha all’interno dell’assemblea (il voto dei consiglieri incide in base al paese d’appartenenza, ndr) secondo noi è poco negoziabile – sostiene il sindaco di Piario -. Così come è difficilmente negoziabile la suddivisione dei costi in una parte fissa e una parte variabile in funzione degli abitanti. Queste decisioni, infatti, sono frutto di un lungo lavoro attento e preciso per arrivare alla migliore soluzione possibile». Come dire: discutiamo su tutto, ma non tocchiamo il sistema di contrappesi che abbiamo messo a punto con tanto lavoro. Visini sottolinea inoltre che «sarà una loro libera scelta se stare o non stare nell’Unione: liberi di uscire, liberi di rimanere». E se davvero dovesse profilarsi un’Ardexit? «Ce ne faremo una ragione», è la risposta lapidaria.