Ardesio naviga a vista: l’uscita dall’Unione e le linee programmatiche

Poche idee e confuse: Ardesio allo sbando totale

Giovedì 4 agosto 2016, mentre a Villa d’Ogna si teneva l’assemblea dell’Unione “Asta del Serio”, sull’emittente locale Antenna2 veniva mandato in onda un servizio dedicato alle critiche che il gruppo di minoranza “Ardesio Unita”, per voce del suo capogruppo Simone Bergamini, rivolge alla maggioranza della Lega:

Linee programmatiche inesistenti e uscita dall’Unione “Asta del Serio” a settembre

In sintesi, la maggioranza viene accusata di aver presentato delle linee programmatiche inesistenti e di aver reso l’Unione una scatola vuota, tramite l’avvallo di una variazione di bilancio che toglie la grandissima parte delle risorse all’Ente sovracomunale. A distanza di poche ore, giunge la voce del vicesindaco di Ardesio, Riccardi, al tavolo dell’Unione: “Ardesio uscirà a settembre dall’Unione“. Questo il pezzo di Marta Todeschini pubblicato oggi su l’Eco di Bergamo a tal riguardo:


Ardesio ha deciso: è fuori. Addio all’Unione Asta del Serio

L’annuncio // La Giunta approva l’atto di indirizzo, a settembre in Consiglio Caccia: sono altre le emergenze.

Bellini: basiti. Bigoni: una cantonata

Fuori. L’annuncio è giunto dopo aver discusso e votato i punti sugli equilibri di bilancio e una variazione di assestamento generale al bilancio. Poche parole, poi il silenzio, nella sala consiliare di Villa d’Ogna, sede dell’assemblea dell’Unione dei Comuni Asta del Serio. Ardesio esce dall’Unione e come oggi sono due mesi dalle elezioni che hanno portato Yvan Caccia alla guida del paese dell’Alto Serio. Un cambio al vertice che ha segnato anche la retromarcia sul tema Unione. Si rompe così l’attesa di un pronunciamento definitivo da parte del paese targato «Lega Nord – Ardesio Rinasce» sul matrimonio a tre con Piario e Villa d’Ogna, un pronunciamento chiesto anche ieri dalla presidente Angela Bellini, primo cittadino di Villa d’Ogna, presto accontentata dal vicesindaco ardesiano, Bonaventura Riccardi, il quale ha informato della scelta attuata dalla Giunta di uscire dall’Unione dei Comuni Asta del Serio. L’atto d’indirizzo che va in questo senso è stato adottato poco prima di entrare in assemblea, nel tardo pomeriggio di ieri, e sarà sottoposto – ha informato Riccardi – dal Consiglio comunale a settembre. Che i tempi fossero ormai maturi, lo lasciava intuire la promessa di Yvan Caccia, tesa a fine giugno ai colleghi in risposta al loro pressing: «Un mese è un termine sufficientemente adatto per poter decidere sul “dentro o fuori”», aveva detto. Detto e fatto, ieri il suo vice ha ufficializzato quella che la minoranza aveva anticipato come una Ardexit e che lo stesso Caccia non aveva mai nascosto di aver preso in considerazione, palesando le sue perplessità sull’Unione avviata dal suo predecessore, Alberto Bigoni. Si esce «ma non a cuor leggero – precisa Caccia –: non ci piace far perdere soldi a nessuno, ma siccome c’è la possibilità che se ne spendano di più di quelli che si porteranno a casa, abbiamo deciso per l’uscita. Chi avrà ragione, lo si scoprirà tra cinque anni». Alla base dell’Ardexit ci sono quindi motivazioni economiche e di equilibri: «L’Unione sta assorbendo tempo, lavoro e denaro quasi esclusivamente dal Comune di Ardesio – spiega il sindaco –, sono il nostro segretario e i nostri dipendenti che stanno mantenendo l’Unione. Ma noi abbiamo emergenze più importanti, dobbiamo occuparci delle 26 tra contrade e frazioni».  Scadenze e slittamentiMessa da tempo nel cassetto la data del 1° luglio per l’avvio operativo dell’Unione, ora anche per il 1° gennaio 2017 cambia la prospettiva. Perché, con Ardesio fuori dai giochi – che tra l’altro, superando abbondantemente i 3 mila abitanti, non ha alcun diktat a gestire in forma associata le funzioni –, per Piario e Villa d’Ogna l’obbligo è di cominciare a farlo proprio dal prossimo anno. «Abbiamo preso atto della scelta di Ardesio – commenta Angela Bellini – e siamo basiti perché parliamo di un progetto che stiamo seguendo da tre anni, in cui sono stati investiti tempo, soldi, risorse, e nel frattempo si sono buttati al vento 80 mila euro di contributi regionali. Certo ora bisognerà fare tutte le valutazioni economiche del caso – precisa –: l’uscita di Ardesio non sarà sicuramente indolore». Eppure bisognerà proseguire sulla linea della gestione associata, probabilmente proprio con la formula dell’Unione «light» a due, si valuterà.  Tranchant l’ex sindaco di Ardesio e fautore dell’Unione, Alberto Bigoni:

«Stanno prendendo una cantonata – commenta –: se ne accorgeranno nel prosieguo dell’attività amministrativa»


 

ardexit


L’articolo pubblicato su MyValley.it