I primi 70 anni di Giorgio Fornoni: auguri!

Oggi, mercoledì 5 ottobre 2016, Giorgio Fornoni (già sindaco di Ardesio con “Ardesio Unita”) compie 70 anni e l’Eco di Bergamo pubblica una bella intervista di Marta Todeschini. Eccola:

«Il sogno dei miei 70 anni? Raccontare la migrazione»

Tutto, ma non un cuscino: non lo sopporterebbe come regalo di compleanno. Un biglietto aereo per una vacanza rilassante? Del tutto superfluo, lui i viaggi se li sceglie da sé, mosso da un anelito che gli si è incollato addosso come regola di vita: la necessità di capire l’uomo e raccontarlo. «Ogni cosa che mi commuove è uno spunto per i miei lavori», risponde Giorgio Fornoni a chi gli chiede quale sia la leva di una vita tanto spericolata, lui che oggi compie settant’anni ed è da poco rientrato dal Marocco dove ha incontrato un monaco sufi per una delle tante interviste che compongono uno dei suoi ultimi lavori, «Le vie del cielo». Perché, spiega il reporter di Ardesio, «tra guerre dimenticate e disastri ambientali, sento sempre il bisogno di guardare un po’ più in là». Così negli ultimi due anni Fornoni, commercialista «prestato» (e che prestito) al giornalismo, autore di inchieste dalle prime linee dei conflitti internazionali, s’è dedicato «ad altro e sono tormentato perché è un po’ di tempo che non porto più nulla a Milena Gabanelli». Fu lei nel 1999 a scoprirlo, e da allora collabora con Report, su Raitre. Le mostrò alcuni suoi video e «ne rimasi sbalordita – racconta la Gabanelli –: lui aveva fatto in dieci anni quello che un professionista realizza in un’intera carriera». Ma era soltanto l’inizio: in giro per il mondo Fornoni, che ha anche avuto il tempo di fare il sindaco di Ardesio a cavallo tra il 2009 e il 2010, ha intervistato nomi del calibro di Rigoberta Menchú, il Dalai Lama, Anna Politkovskaja, i capi dei guerriglieri dei luoghi più caldi del pianeta. La fortuna della Valle Seriana è che ultimamente quell’animo inquieto di Fornoni abbia sentito il bisogno di raccontare anche i suoi monti, la sua gente. E ne sono nati documentari che sono dichiarazioni d’amore alla sua terra, oltre al prezioso «Padre Dordi. Il sentiero della luce», dedicato a don Sandro di Gandellino, assassinato in Perù proprio nei giorni in cui Fornoni, nel ’91, si trovava in Sudamerica. Lo raggiunse, ne documentò la veglia. Oggi il reporter compie settant’anni, una vita «che cerco di vivere al meglio, non con la testa sotto il cuscino ma con un piede nella storia». Una storia che oggi, in casa nostra, ci interroga attraverso lo sguardo dei migranti. «Sono stato in Niger, tra i Saharawi, in Afghanistan e nella Repubblica democratica del Congo, ho visto lo sfruttamento. Ho nel cuore di raccontare la nostra migrazione là dove nasce, là dove i profughi vivono la guerra e vengono cacciati, perché molti non riescono a capire le motivazioni di questo fenomeno. Certo avrei potuto fare di più per me e per gli altri, altre denunce – aggiunge –. Ma ho questa mia età. Comunque devo ringraziare il Signore per quanto mi ha dato in salute. E l’inquietudine». Auguri! •  Marta Todeschini