Fondi per aree di crisi e progetti sostenibili: 55 Comuni tra cui Ardesio

Da L’Eco di Bergamo del 1 novembre 2016, una notizia che riguarda anche Ardesio:


Fondi per aree di crisi e progetti sostenibili: sono in lizza 55 Comuni

L’elenco regionale. Il ministero ha 30 giorni di tempo per scremare la lista. La novità dei programmi aziendali legati alla tutela ambientale e all’efficienza energetica

È una pattuglia molto nutrita, quella dei comuni bergamaschi designata ieri dalla Regione Lombardia l’elenco dei territori le cui imprese potranno concorrere ai fondi per le aree di crisi. Si tratta di 55 Comuni interessati (nella tabella a fianco i dettagli con i nomi) che fanno capo ad alcune aree, (dalla Valle Seriana con Albino e Clusone,alla Val Brembana alla Val di Scalve fino al Sebino) e che attualmente sono «candidabili»: potrebbero cioè rientrare nell’elenco ufficiale che verrà diramato tra un mese dal ministero dello Sviluppo Economico e che potrà beneficiare di contributi (lo stanziamento per tutta Italia è attualmente di 80 milioni di euro, ma potrebbe essere anche rifinanziata in seguito) a favore di interventi per le situazioni di crisi industriale non complessa che presentino un impatto significativo sullo sviluppo e l’occupazione. La pattuglia dei comuni bergamaschi è di gran lunga la più numerosa a livello provinciale, seguita da alcuni comuni del Cremonese Bresciano, Mantovano Pavese e della provincia di Sondrio. Complessivamente i Comuni individuati sono 84, per cui, per Bergamo si parla di quasi i due terzi del totale.

Le novità «ecosostenibili»

In una parola, lo Stato sostiene nuovo sviluppo, nelle aree che sono state maggiormente interessate dalla crisi negli scorsi anni. La novità di questo provvedimento, legato al decreto del 9 giugno 2015, è che oltre a pianificare i classici interventi legati alla realizzazione di nuove unità produttive innovative o di ampliamenti o riqualificazioni di unità industriali esistenti, viene dato un grande risalto ad operazioni che includano anche forme di sostenibilità ambientale. Vengono infatti incoraggiati da questo decreto i programmi aziendali di innalzamento della tutela ambientale e quelli che puntano a una maggiore efficienza energetica; ma anche programmi di cogenerazione, di produzione da fonti rinnovabili, di risanamento di siti contaminati e di riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti. Non tutti i Comuni sono destinati ad entrare nella lista definitiva: adesso il Mise ha tempo 30 giorni per pubblicare l’elenco nazionale definitivo dei territori candidati alle agevolazioni e definire i termini per la presentazione delle domande. «Si tratta di territori circoscritti che presentano situazioni di crisi industriale e occupazionale – ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini -, dove le imprese interessate potranno candidarsi per ottenere eventuali cofinanziamenti attraverso un bando sostenuto da risorse definite a livello nazionale che prevede la modalità“a sportello”». La lista approvata dalla Regione ieri «non costituisce per i candidati diritto ad un piano di riparto», ha sottolineato Parolini -. Pur trattandosi, infatti, di una misura con un impatto potenziale significativo a livello nazionale per lo sviluppo dei territorio e la tutela dell’occupazione», c’è ora da fare i conti «con i rigidi criteri tecnici e demografici imposti dal Governo». per questo motivo, la Regione si era impegnata a chiedere deroghe e criteri più adatti alla situazione lombarda, ma alla fine non sono stati concessi. La partita comunque resta aperta: tra 30 giorni sapremo quali dei 55 Comuni candidati saranno promossi.

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