L’Unione “Asta del Serio” da cui Ardesio sta uscendo, è destinataria di oltre 5.000 Euro di contributo da parte dello Stato. Lo si apprende da l’Eco di Bergamo del 16 novembre 2016, pagina 31, tramite l’articolo di Isaia Invernizzi, riepilogando il prospetto del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno. Le altre Unioni della bergamasca, attive da diversi anni e funzionanti da tempo, hanno contributi ben maggiori (fino a 138.000 Euro l’anno per Almè e Villa d’Almè) dato che l’Unione “Asta del Serio” è, come noto, in fase di partenza ed eroga ancora pochissimi servizi ai Comuni: questo è un elemento basilare per il calcolo della sovvenzione. Ai contributi statali per le gestioni associate vanno sommati quelli regionali, circa 80.000 Euro annui, per l’annualità 2016 persi per le note vicissitudini. Spiace ricordare che la scelta di Ardesio nei confronti dell’Ente sovracomunale precluda allo stesso i contributi similari per gli anni futuri: una politica lungimirante, non c’è che dire…


Unioni amministrative: dallo Stato mezzo milione di euro ai Comuni

I contributi. La quota maggiore ad Almè e Villa d’Almè. I fondi a chi associa alcuni servizi dalla Polizia locale ai rifiuti. Per le fusioni aiuti ancora maggiori: fino a 670 mila euro

L’unione fa la forza e soprattutto fa risparmiare. Se poi lo Stato dà anche una mano, tanto meglio. Nel 2016 la direzione finanze del ministero dell’Interno ha messo a disposizione 582 mila euro per i Comuni bergamaschi che negli anni hanno deciso di condividere funzioni con altre amministrazioni. Questa forma associativa non ha niente a che vedere con le fusioni, cioè l’istituzione di un Comune unico, previo via libera da parte dei cittadini attraverso un referendum. Nel caso delle Unioni vengono unificati solo alcuni servizi: Polizia locale, smaltimento dei rifiuti, sportello delle attività produttive, ufficio anagrafe e tanti altri. image-1Sono prima le Giunte e poi i Consigli comunali a valutare e approvare quali e quanti compiti svolgere insieme a un’altra amministrazione. Le possibilità dipendono da tanti elementi: territorio, popolazione, tradizione storica della gestione comunale. Quest’anno l’unione che ha ricevuto più contributi da parte dello Stato – 138 mila euro – è quella tra Almè e Villa d’Almè, due realtà che da tempo collaborano per ottimizzare i servizi. In comune hanno segreteria, Pubblica istruzione, Polizia locale, commercio, pubblica illuminazione, servizio di raccolta rifiuti, cimitero, servizio finanziario, tributi, Affari economici del personale. Insomma, quasi tutto. Almé e Villa qualche anno fa hanno anche iniziato il percorso di fusione, non andato in porto. Al secondo posto nella classifica dei contributi bergamaschi c’è l’unione dei Colli, che riunisce Albano Sant’Alessandro, San Paolo d’Argon, Brusaporto, Torre de’ Roveri, Gorlago, Cenate Sotto, Cenate Sopra e Bagnatica. Il principale servizio che queste amministrazioni condividono è la Polizia locale. Solo grazie alla collaborazione viene garantito un presidio sul territorio, anche attraverso la centrale operativa attiva 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Nel corso degli anni questi Comuni hanno integrato anche altre funzioni come lo sportello unico delle attività produttive e la Protezione civile. La terza unione in ordine di contributi ricevuti è quella denominata «Della Presolana» tra Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo. A loro quest’anno andranno poco più di 89 mila euro, in attesa del referendum indetto per chiedere ai cittadini se vogliono approvare la fusione delle cinque amministrazioni. In caso di risposta affermativa i fondi messi a disposizione dallo Stato aumenteranno in virtù degli incentivi concessi con la legge di Stabilità. Nel 2016, ad esempio, il governo ha deciso di raddoppiare i trasferimenti a chi ha varato le fusioni negli scorsi anni. Ne sanno qualcosa Val Brembilla (Brembilla fuso con Gerosa) e Sant’Omobono Terme (con Valsecca), che quest’anno hanno ricevuto rispettivamente 670 mila e 554 mila euro. Grazie a questi fondi a Sant’Omobono sono state ampliate le scuole medie ed è stata potenziata la Polizia locale. Val Brembilla invece ha finanziato la nuova illuminazione pubblica. Una nuova luce in fondo al tunnel dei bilanci comunali.