Oggi l’Eco di Bergamo pubblica un articolo sulle dimissioni di Caccia da presidente del Parco delle Orobie Bergamasche. Il nostro sindaco ha declinato la proroga offerta dalla Regione, che differisce al 18 gennaio 2018 la scadenza degli organi degli enti gestori dei Parchi regionali: «Mi preoccupa la questione del completamento della riforma – spiega –, su cui bisogna mettere la testa. Un anno è troppo poco». La situazione è più complessa di quello che si possa pensare, politicamente parlando. E’ verosimile pensare che forse il sindaco di Ardesio era convinto di potersi far rieleggere alla presidenza del Parco per un altro mandato (non solo per un anno, quindi) alla sua naturale scadenza del gennaio 2017; la decisione della Regione ha quindi cambiato le carte in tavola, deferendo la questione di un anno: un lasso di tempo in cui tutto può cambiare, anche a sfavore. La mossa delle dimissioni va letta politicamente, a nostro avviso, come un passo falso, un atteggiamento sprezzante sia nei confronti di Regione Lombardia (c’è una legge che ti proroga, rispettala) sia della Provincia (ti ha nominato, condividine le scelte). Quali saranno le conseguenze? Probabilmente nessuna e Caccia verrà riconfermato al Parco? Ancora pochi giorni e lo scopriremo, ma ci corre l’obbligo di consigliare un po’ di “senso dell’umiltè” di sacchiana memoria al nostro caro sindaco, ne trarrà sicuramente giovamento nei rapporti con gli Enti superiori per le partite future.
Ardesio Unita


Da l’Eco di Bergamo dell’11 gennaio 2017, articolo a firma di Marta Todeschini:

«No alla fusione con i valtellinesi», Caccia si dimette

Parco delle Orobie, il presidente: «Troppo poco un anno per applicare la riforma e tracciare il futuro». Lascia e punta al bis: il 26 l’assemblea dei soci decide.
 
Un anno di tempo è troppo poco per attuare la riforma delle aree regionali protette «e poi è inutile nasconderlo: questa legge punta alla fusione dei Parchi, compresi il Parco delle Orobie bergamasche con quello delle Orobie valtellinesi», la qual cosa a Yvan Caccia non va giù. Per questo motivo il presidente del Parco si è dimesso, per «consentire – scrive Caccia, che è anche sindaco di Ardesio, nella lettera di dimissioni protocollata nei giorni scorsi – alla Comunità del Parco (l’assemblea dei soci, ndr) di poter eleggere un nuovo Consiglio di gestione e il relativo presidente che potranno così godere di un arco temporale congruo e sufficiente (cinque anni, ndr) per espletare tutti gli approfondimenti e prendere le decisioni più consone al bene dell’ente e del suo territorio, previsti dalle norme regionali». Caccia declina quindi la proroga offerta dalla Regione, che differisce al 18 gennaio 2018 la scadenza degli organi degli enti gestori dei Parchi regionali: «Mi preoccupa la questione del completamento della riforma – spiega –, su cui bisogna mettere la testa. Un anno è troppo poco».
 
La prossima scadenza
 
L’assemblea dei soci – composta dal presidente della Provincia, Matteo Rossi, e dai presidenti delle Comunità montane Valle Brembana, Valle Seriana e Valle di Scalve, ovvero Alberto Mazzoleni, Danilo Cominelli e Pierantonio Piccini – si riunirà il prossimo 26 gennaio per dare al Parco un nuovo presidente. La partita è aperta. Se Caccia anticipa «mi è stato chiesto di candidarmi e ho accettato, ma potrebbero comunque saltar fuori altri nomi», da Via Tasso Matteo Rossi dichiara: «Prendo atto di queste dimissioni dopo che, da quando sono presidente della Provincia (settembre 2014, ndr), pur essendo Caccia figura indicata da questo ente (dall’ex presidente Ettore Pirovano, ndr), non ho mai avuto il piacere di discutere con lui i progetti relativi al futuro del Parco delle Orobie. Come sempre – aggiunge – non siamo pregiudizialmente contrari ad alcuna soluzione, ma in questa fase credo che alla Provincia e alle Comunità montane interessi ragionare del futuro del Parco, mettendo come primo obiettivo l’autonomia del Parco rispetto a possibili ipotesi di fusione con quello valtellinese. Dopo le dimissioni – aggiunge – la parola passa ora a Provincia e Comunità montane», cioè all’assemblea dei soci. La questione è stata al centro di un incontro, ieri. A Rossi, Cominelli e Mazzoleni hanno parlato di «competenze: in questo momento ritenevo necessaria la continuità – spiega Danilo Cominelli –. Chi meglio di Caccia può conoscere il Parco? Scelta logica è di riconfermare e prorogare l’attuale presidente. Conviene cambiarlo in questi 18 mesi? Ci siamo dati una settimana di tempo per confrontarci con la ventina di sindaci seriani che fanno parte del Parco. Nel frattempo capiremo se le dimissioni sono irrevocabili o no».
 
«O tutti o nessuno»
 

Dello stesso parere il collega brembano Alberto Mazzoleni: «La Regione ha fatto una legge e una proroga, mi sembrerebbe logico che la riforma fosse applicata fino al termine stabilito, da chi già sta governando. Dopo di che, tra un anno, si vedrà». C’è poi l’anomalia legata allo sfasamento tra presidente e Cda, il Comitato di gestione composto da Alessandra Salvi (rappresentante della Regione), Antonio Gervasoni, Mario Cominelli e Franco Belingheri. «Certamente eleggere il presidente e non il comitato – spiega Mazzoleni –, è confuso. Comunque sia, io la vedo così: o tutti prorogati per un anno, o tutti nuovi per cinque anni. La rielezione non mi piace, credo sia più logico che queste dimissioni siano non accettate o revocate da Caccia». Quanto alla fusione con il Parco delle Orobie valtellinesi, la macro area da quasi 200 mila chilometri quadrati non piace. «Un conto è dire fondiamo i Parchi Adda sud e Adda nord, ma fondere due Parchi che stanno su due versanti opposti di una catena montuosa per forza aumenterà i costi – spiega Caccia –. Con il presidente del Parco valtellinese ero già al lavoro per presentare una proposta che non andasse in direzione della fusione, ma della collaborazione orientata verso la messa in comune di alcuni servizi, come il servizio paghe, acquisti, l’ufficio tecnico, le valutazioni di incidenza. Ma è un processo lungo: non basterà un anno», l’anno di proroga concesso dalla Regione. Così si fa punto e a capo.


Foto di Arthur Lambillotte da UnSplash.com (https://unsplash.com/search/green?photo=zQx8NhDAoUc)
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