Incassa milioni dagli sponsor ma non fa il bilancio: indagato

Da l’Eco di Bergamo del 23 marzo 2017:

Incassa milioni dagli sponsor ma non fa il bilancio: indagato

Le indagini  // La lente delle fiamme gialle puntata anche sulle «finte» onlus // Nei guai associazione ciclistica del Sebino ed ente musicale di Clusone

Ogni anno incassava circa un milione di contributi da sponsor per organizzare manifestazioni ciclistiche. Ma negli ultimi quattro anni, per i primi due avrebbe presentato bilanci senza giustificare le spese e i prelevamenti, pare considerevoli, di contanti. Mentre negli ultimi due non avrebbe nemmeno più presentato alcun bilancio, benché fosse obbligatorio, come previsto dalla legge per ogni associazione, comprese quelle sportive e senza scopo di lucro. Quella illustrata ieri mattina dal comandante della brigata di Sarnico delle fiamme gialle, il luogotenente Stefano Slavazza, durante la conferenza stampa sul bilancio dell’attività della Finanza, è una delle indagini che, l’anno scorso, ha visto i finanzieri puntare la lente anche su associazioni senza scopo di lucro che, invece, avrebbero approfittato del loro status pur operando, in realtà, come delle vere e proprie attività commerciali.

«In realtà sono imprese»

«Sulla carta associazioni culturali, nelle realtà delle imprese a tutti gli effetti», ha spiegato il comandante provinciale delle fiamme gialle, colonnello Vincenzo Tomei. Il caso più eclatante è stato quello dell’associazione ciclistica finita nel mirino della brigata di Sarnico e che, a seguito dell’indagine (il presidente era stato denunciato per omessa presentazione del bilancio), aveva poi regolarizzato la propria posizione, continuando a operare in regola. Un altro caso ha invece coinvolto un’associazione musicale della valle Seriana: la Finanza di Clusone, come illustrato dal comandante, il luogotenente Renzo Murgia, «non adempiva al requisito istituzionale, previsto dalla legge, della trasparenza, anche per correttezza nei confronti di chi effettua donazioni di denaro, trattandosi di una realtà non a scopo di lucro». E così l’associazione in questione pare organizzasse eventi culturali, salvo poi lucrare – è l’accusa – sulla somministrazione di cibi e bevande, quasi fosse un catering. «Questo genere di attività che noi classifichiamo come concorrenza sleale – ha aggiunto il colonnello Tomei – vanno a colpire anche i ristoratori e lavoratori onesti che, invece, pagano regolarmente le tasse. La stessa attenzione l’abbiamo riservata alle sagre: un conto, infatti, è quando si tratta di eventi che durano una o due settimane. Un’altra quando proseguono per oltre un mese, diventando un’attività commerciale a tutti gli effetti».

Le «zone» delle attività illecite

Ciascuna zona del territorio bergamasco sembra poi interessata – stando alle attività delle fiamme gialle – da diverse tipologie di attività illecite. Nella pianura bergamasca – dove opera la compagnia di Treviglio, guidata dal capitano Maria Luisa Ciancia – spicca il fenomeno delle cooperative di lavoro irregolari, mentre nell’area del Sebino – a sud coperta dalla brigata di Sarnico e a nord da quella di Costa Volpino, comandata dal luogotenente Matteo Cattedra – sono diffuse le cosiddette società «cartiere», ovvero attività esitenti soltanto sulla carta e che svolgono la sola funzione di produrre fatture per operazioni mai effettuate. Hanno invece registrato un calo, seppure lieve, lo scorso anno i reati legati all’erogazione di prestazioni sociali agevolate. Per esempio, sono stati effettuati 98 controlli su casi di esenzione del ticket sanitario e le irregolarità sono state del 38%, con un danno all’erario pari a cinquemila euro. Sono stati invece 16 i denunciati per reati contro la pubblica amministrazione (abuso d’ufficio, peculato, concussione, corruzione). Sette le verifiche svolte su delega della Corte dei Conti, con l’accertamento di danni patrimoniali per un milione e 6 persone verbalizzate. Infine, scoperte una frode al Sistema sanitario nazionale per 80 mila euro (con due denunciati) e l’elargizione non dovuta di contributi pubblici (nazionali e comunitari) per oltre 474 mila euro, con ben 137 persone denunciate.