L’arrivo di Don Marco ad Ardesio, l’abbraccio della comunità

Lunedì 29 maggio 2017, l’Eco di Bergamo dedica due pagine all’accoglienza riservata dalle rispettive comunità ai sette nuovi preti ordinati la scorsa settimana. Tra loro c’è anche Don Marco Fornoni di Ardesio, di cui avevamo già parlato. Ecco l’articolo, a firma di Patrik Pozzi, Michela Gaiti, Mario Dometti, Marina Belotti, Daniele Cavalli, Laura Arrighetti, Remo Traina:
Il grande abbraccio delle comunità ai nuovi sacerdoti, «Siete un dono»
La festa Prima Messa nelle parrocchie per i preti novelli dopo l’ordinazione e l’accoglienza nella serata di sabato Applausi e striscioni a Lurano, Ardesio, Villongo, Scanzo, Stezzano, Almenno San Salvatore e alla Malpensata // Abbracci, sorrisi, strette di mano, applausi e una parola ripetuta più volte, da tutti: «Grazie». I sette nuovi sacerdoti della Chiesa di Bergamo, dopo la solenne celebrazione di ordinazione presieduta dal vescovo Francesco Beschi sabato pomeriggio, sono stati accolti con gioia dalle loro parrocchie, dove ieri hanno celebrato la prima Messa.
Lurano, festa per don Omar
«Vorrei essere un prete umano, gioioso e appassionato del Vangelo. Quanto abbiamo bisogno oggi di preti così. Non a caso ho scelto come frase simbolo della mia prima Messa un passo della lettera agli Ebrei: “In tutto simile ai fratelli”. Sì, sento che non potrò essere prete diversamente». Con queste parole ieri mattina, a Lurano, don Omar Moriggi, 26 anni, ha concluso la sua prima Messa. Sabato ha fatto il suo ingresso in carrozza in un paese in festa: Lurano da quasi quarant’anni non aveva un suo «figlio» consacrato. La comunità, con in testa il sindaco Dimitri Bugini, ha riservato una grande accoglienza a don Omar che ieri mattina, alla chiesa parrocchiale in piazza Concordia, è stato accompagnato da un lungo corteo guidato dalla banda comunale. «Ti vogliamo ringraziare – ha detto Bugini – perché, con la tua ordinazione sacerdotale, hai riportato il sorriso in questo luogo dove si intersecano le circostante della vita, festose o meste. Grazie perché se andiamo ad analizzare la tua scelta di vita a servizio del prossimo, ci rendiamo conto di quanto l’impegno di ciascuno di noi in attività di volontariato, a ciascuno livello, rappresenti solo la base per la costruzione del bene comune della nostra comunità». In una chiesa parrocchiale gremita (c’era anche una rappresentanza del quartiere Campagnola, dove don Omar ha trascorso tre anni come diacono), il neo sacerdote ha celebrato la sua prima Messa affiancato dall’attuale parroco don Stefano Manfredi e dal suo predecessore don Gianni Gualini, a cui don Omar ha riconosciuto un grande ruolo nella propria strada vocazionale: «Da quando ti ho conosciuto nel 2005 – ha detto nei suoi ringraziamenti finali – mi hai sempre testimoniato la bellezza della vita sacerdotale». Don Omar ha celebrato la sua prima Messa con una stola cucita dalla zia con fili d’oro e d’argento, uno dei regali che il neo sacerdote ha poi ricevuto: da un computer, dono del Comune, a icone e crocifissi, fino a una serie di disegni degli alunni delle scuole, a dimostrazione di come tutta la comunità abbia accolto la sua ordinazione come un dono.
Ardesio con don Marco
Gioia e commozione anche ad Ardesio per don Marco Fornoni. La festa è iniziata sabato sera, quando il neo sacerdote a bordo di una Fiat Campagnola Ar 59 ha raggiunto piazzale Ponte Rino, nel centro storico, dove ad accoglierlo c’erano amici, parenti, compaesani, associazioni, sacerdoti nativi di Ardesio e della zona. Un evento molto atteso ad Ardesio che diede il benvenuto all’ultimo prete novello 25 anni fa. «A distanza di 410 anni dall’Apparizione della Beata Vergine delle Grazie, la Madonna ci ha fatto un altro regalo», ha dichiarato il primo cittadino di Ardesio, Yvan Caccia, nel suo discorso di benvenuto. I festeggiamenti sono proseguiti ieri, con un lungo corteo accompagnato dal corpo musicale, che prima di raggiungere la parrocchiale di San Giorgio Martire per la celebrazione della prima Messa del sacerdote ha fatto tappa al santuario della Madonna delle Grazie per un breve momento di preghiera, e alla casa di riposo «Infermeria Filisetti», dove i bambini della scuola materna hanno accolto don Marco con canti. Don Marco ha voluto ringraziare quanti lo hanno sostenuto e supportato nel realizzare il suo sogno. La giornata si è conclusa con la Messa di ringraziamento alle 18 e il concerto «The gospel grows» nel cineteatro dell’oratorio. Don Marco Fornoni, 38enne, in questi anni ha partecipato attivamente alle iniziative in oratorio, affiancando giovani ed adolescenti nel loro percorso di crescita. Un cammino il suo, iniziato nel 2005 e ripreso con determinazione nel 2012, conclusosi sabato con l’ordinazione, alla presenza del papà Antonio, delle sorelle Michela ed Elena e di tutti i suoi cari.
Don Claudio accolto a Villongo
Anche a Villongo tutta la comunità si è riunita per accogliere don Claudio Bellini. Tantissime le persone arrivate alla chiesetta di Sant’Anna sabato per abbracciarlo: la gente si è stretta intorno al novello sacerdote, facendo sentire tutto il proprio calore nell’emozione di mille abbracci e mille volti. «Noi villonghesi – ha detto il sindaco Mariella Ori Belometti nel suo saluto – siamo orgogliosi che un altro nostro figlio abbia voluto abbandonarsi alla volontà del Padre in modo così pieno. Ti auguriamo di saper sempre coniugare i verbi apprendere, conoscere, sapere e parlare con franchezza a partire dalla lettura della parola di Dio». Da Sant’Anna ci si è poi trasferiti alla parrocchiale di San Filastro, dove c’è stata l’accoglienza del parroco don Cristoforo Vescovi. Chiesa gremita anche ieri mattina quando don Claudio ha celebrato la sua prima Messa, a fianco il parroco, gli amici sacerdoti nativi e del Seminario. Ad animare la Messa i cori di San Filastro e Sant’Alessandro. «Ringrazio il Signore per queste indimenticabili giornate – ha detto il neo presbitero –, grazie anche a tutte le persone che con un piccolo gesto di preghiera e di lavoro hanno preparato questi giorni».
Don Simone alla Malpensata
A Bergamo, nel quartiere Malpensata, è stato accolto con grande gioia don Simone Pecis. «Evviva don Simone, per don Simone hip hip hurrà!»: queste le esclamazioni lanciate per tutto il weekend. Don Simone, 30 anni appena compiuti, è un don che canta sempre, che per dare il segno della pace abbraccia, e che usa il suo primo discorso per ringraziare gli altri, anche per il dono di quell’orologio che reca la scritta «per tutto il tuo viaggio». Nei suoi occhi il cielo, come nota il curato di Trescore don Giuliano, scelto da lui per tenere l’omelia della sua prima Messa.
Nella chiesa gremita le comunità di Trescore, dove don Simone ha prestato servizio e insegnato religione per tre anni, e di Costa di Mezzate, la parrocchia che ha frequentato nell’ultimo anno di Teologia. Santa Croce alla Malpensata invece è da sempre la sua casa, è lì che è cresciuto ed è lì che lo attendono gli anni di sacerdozio. Il clima di gioia è cominciato sabato sera, quando tante famiglie hanno aspettato il suo arrivo con un momento di preghiera e la processione verso l’oratorio. Il corpo bandistico di Albegno ha allietato l’attesa e salutato l’ingresso in oratorio di don Simone, tra gli applausi dei presenti. Ieri, in occasione della sua prima Messa, sono stati festeggiati gli anniversari di sacerdozio di don Lino, don Roberto e don Angelo, figure importanti nel cammino vocazionale di don Simone, che ha detto: «Grazie al Signore che è stato così folle da chiamare uno come me, gli chiedo di tenermi una mano sulla testa perché faccia la sua volontà».
Stezzano per don Diego
Grande e affettuoso anche l’abbraccio rivolto a don Diego Malanchini dalla comunità di Stezzano, che lo ha visto crescere fin da bambino e nella quale è stato sempre molto attivo. La comunità e l’oratorio hanno lavorato a lungo negli ultimi mesi, e i frutti si sono visti: fin dal mattino molte persone lo hanno accolto sotto casa, e da lì lo hanno accompagnato con l’Unione Filarmonica Stezzanese in corteo per le vie del paese, decorato con fiori di carta e addobbi. Erano tanti gli adolescenti a far festa con un papillon giallo di carta sulla maglietta e portando tre grandi palloncini argento con le lettere «Ddm». Il corteo ha fatto tappa alla chiesetta dell’oratorio, dove don Diego ha indossato cotta e stola, e poi di fronte al municipio, dove il sindaco Elena Poma ha portato gli auguri dell’amministrazione. Durante l’omelia della prima Messa di don Diego, nella chiesa parrocchiale, il parroco di Stezzano don Mauro Arizzi si è rivolto al sacerdote: «Lasciati vestire. Dal Signore, da chi avrai accanto e dalla comunità. Affidati al Signore nella preghiera quotidiana e nella Santa Messa. E sta’ sereno, è il Signore che salva le persone. È attraverso cordialità, affabilità, e disponibilità all’ascolto delle persone che ti sarà permesso di amare davvero fino alla fine». Don Diego ha ringraziato la sua famiglia, l’intera comunità e i sacerdoti presenti, i coscritti, i compagni di scuola, i colleghi di lavoro, i compagni del Seminario e gli adolescenti. La giornata è continuata in diversi punti del paese: in oratorio per il pranzo, al santuario della Madonna dei Campi per la torta e la Messa. Infine in serata, nella Sala Eden, è andato in scena «Fuori dagli schemi», il musical allestito dai ragazzi di terza media e adolescenti, scritto dopo che don Diego, a dicembre, li aveva incontrati.
Scanzo, l’abbraccio a don Dario
A Scanzorosciate don Dario Colombo è stato festeggiato in piazza della Costituzione, dove ha incontrato per la prima volta da sacerdote i preti dell’Unità pastorale e il primo cittadino Davide Casati: «Con don Dario – ha sottolineato il sindaco – mi lega un rapporto speciale di amicizia, iniziato nel 1992 quando fu il mio primo animatore al Cre. Sono onorato di accoglierlo, insieme a tutta la comunità, come sacerdote. Gli auguro di incontrare persone che gli vogliano davvero bene e che non lo lascino solo in nessun momento. Tutta Scanzo è fiera di lui: ti vogliamo bene don Dario». «Siamo molto contenti per don Dario – hanno detto i sacerdoti dell’Unità pastorale – il suo sacerdozio è una festa per la nostra comunità e un motivo di orgoglio per tutti noi». Ieri mattina don Dario ha celebrato, davanti a circa 300 persone e alla presenza del rettore del Seminario don Gustavo Bergamelli, la sua prima Messa nella parrocchiale di Scanzo e, nel pomeriggio, ha presieduto una seconda funzione a Rosciate. I festeggiamenti sono proseguiti in serata all’oratorio di Scanzorosciate, con una rappresentazione teatrale del gruppo Sottoscala e la proiezione di un video. «Sono molto emozionato – ha sottolineato don Dario – perché sono molti i ricordi che mi legano a Scanzo. Voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state accanto, partendo dal mio padre spirituale don Silvano (Ghilardi, ndr), i miei genitori e mio nonno Francesco. Il sacerdozio non deve essere la meta, ma l’inizio di un lungo cammino a fianco di Dio, al quale mi affiderò ogni giorno».
Don Marco Luca ad Almenno
Fraterno e festoso il benvenuto degli almennesi a don Marco Luca Bertani. Originario della provincia di Milano, ha studiato nel Seminario di Bergamo e in quest’ultimo anno ha svolto il ministero diaconale ad Almenno San Salvatore, dove ieri ha celebrato la prima Messa. Sabato è stato accolto all’oratorio: i suoi giovani l’hanno fatto accomodare su un biga e portato alla parrocchiale, dove ha ricevuto i saluto del sindaco Gianluigi Brioschi e del Consiglio pastorale. Ieri mattina, dalla chiesa di San Nicola, è partito il corteo con il Corpo musicale fino alla parrocchiale. Sull’altare il parroco don Mario Rosa, don Lorenzo Testa, don Stefano Siquilberti, che è stato suo compagno di studi, e don Giorgio Albani. Nei primi banchi papà Davide, mamma Emanuela e le sorelle Gloria e Alice. Don Stefano all’omelia ha ricordato gli anni del Seminario con don Marco Luca e ha evidenziato il suo spirito gioioso, citando anche il suo motto su WhatsApp «Sorridi, Dio ti ama». Don Bertani ha ringraziato tutti: familiari, sacerdoti almennesi, autorità e giovani. All’oratorio un momento conviviale e, ieri sera, nella chiesa dei Cappuccini la compagnia «Amicissimi» ha messo in scena «Il Risorto».

Rassegna stampa